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Giovani violenti e perdita di valori

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di MARIA DEL ROSSO

In questi tempi difficili dominati dalla pandemia si assiste ad un clima di odio e di violenza nella nostra società.

La perdita di valori, il razzismo, la violenza, gli stupri sono segni di un Paese impasto al degrado culturale, sociale, economico e destinato alla barbarie.

Le ultime notizie di cronaca come la morte di Willy e lo stupro nel materano, raccontano e descrivono una società allo sbando in cui i giovani privi di ideali e di  buoni esempi si lasciano attrarre dagli ideali nazifascisti per  acquistare valore tra i coetanei e prestigio sociale.

In queste settimane si è diffusa la convinzione che essere brave persone, oneste, istruite è da sfigati, da utopisti e sognatori.

Nel periodo complesso nel quale viviamo tra forti emigrazioni delle nuove generazioni dall’ Italia all’ estero e dall’ Oriente all’ Occidente, da una crisi sociale ed economica, aggravata dalla pandemia,  si sta affermando sempre più  la piaga del bullismo e della perdita di valori.

Un malessere profondo che si annida nei tessuti sociali a rischio, dovuto ad una mancanza di lavoro e di istruzione, fomentato da una politica delle destre fasciste che alimenta  l’odio nei confronti dei migranti, dei poveri e degli indifesi, puntando il dito contro gli ultimi come responsabilità dei problemi del nostro Paese.

Dal clima di odio si innalzano i venti di guerra che soffiano sul fuoco della violenza e sfociano in atti crudeli verso il diverso e l’indifeso.

È importante oggi più che mai ricordare che le agenzie  formative come la scuola, la famiglia e l’ associazionismo hanno il dovere di collaborare tra loro per  creare un momento di confronto, di tutela delle nuove generazioni nella crescita culturale e umana e per costruire un futuro basato sui valori

dell’accoglienza, della capacità di ascolto e di comprensione e del progresso sociale.

Nell’ epoca storica caratterizzata dalla pandemia e dalla voglia di far rinascere il nostro Paese bisogna dar valore alla Resistenza mettendo da parte il nostro egoismo e la nostra indifferenza che mirano ad uccidere la dignità umana e a privare l’uomo del pensiero critico.

E come afferma il grande Martin Luther King: “Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi, è l’indifferenza dei buoni”.

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