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Aumenta drammaticamente il numero dei bambini poveri in Italia

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di ROSA MANNETTA

Il nostro è un Paese “vietato ai piccoli”. Perché? Interrogativo non semplice.

 

Interrogativo complicato. Il numero dei bambini e dei ragazzi in povertà assoluta, è triplicato. In pratica, sono quasi un milione e 260 mila i bambini che vivono questa condizione estrema e indigente. In Italia ci sono sempre meno nascite e di conseguenza, si riducono sempre più gli investimenti per l’infanzia e l’istruzione. In più, aumenta la dispersione scolastica e i ragazzi possono solo frequentare in scuole non sicure. E’ opportuno precisare che oltre settemila sono gli edifici vecchi e più di ventimila, sono quelli senza certificato di agibilità. Questo è il rapporto prodotto da Save The Children e riguarda i bambini nel nostro Paese. Il risultato è sconfortante: il numero dei bambini poveri dal 3,7% del 2008, è passato al 12,5% del 2018. Un minore su tre non riesce a conseguire il diploma di scuola secondaria di secondo grado e la povertà non è solo economica, ma anche educativa. E’ preoccupante anche il fatto che un ragazzino su due non legge un libro oltre a quelli che vanno letti a scuola. Introduco questo argomento nel solito bar Maracuja: è qui che avvengono le mie interviste. Il rapporto desolante di Save The Children, ha colpito tutti. E Rosaria dice: “Viviamo un momento storico caratterizzato da una povertà che aumenta sempre più. Mio figlio frequenta la scuola primaria e mi ha raccontato che alcuni compagni non portano un altro quaderno che l’insegnante, può chiedere. Qualcuno ha lo zaino rotto dello scorso anno. Questi piccoli particolari fanno pensare che i genitori di questi bambini vivono in povertà. Questi bambini prima o poi, non andranno più a scuola. Un altro problema è che noi rispetto ai paesi della Comunità Europea, abbiamo la crescita zero, il calo delle nascite. Una popolazione di anziani ha meno giovani che lavorano, meno persone in età lavorativa”. Franco afferma: “Il problema si può risolvere con i migranti. Oggi un residente minorenne su 10 ha la cittadinanza straniera. In Italia ci potrà essere una crescita economica se sapremo far integrare gli immigrati. Avremmo una nuova forza lavoro dei nuovi italiani di origine straniera da una parte e i nostri giovani dall’altra. Ma dovremmo maturare in fretta questo pensiero”. Parecchi, alla fine, hanno approvato le parole di Franco. Il fatto che un gran numero di bambini possa vivere nella povertà nel Bel Paese, è un record negativo rispetto all’Europa unita. I nostri giovani studiano in scuole non sicure. E hanno il coraggio di chiedere dei miglioramenti: scendono in piazza per il rispetto verso il loro diritto ad esprimersi. Un gran numero di giovani ha la volontà di costruire, di “fare”. Vitaliano Brancati scriveva: “Ognuno ha una propria sofferenza nello spirito”. E noi dobbiamo dare una possibilità di scelta ai nostri bambini, ai nostri ragazzi.