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Il buco nero al centro della Via Lattea divora in maniera insolita

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di MADDALENA COVIELLO

Il buco nero al centro della Via Lattea, Sagittarius A è sempre più vorace.


La scoperta, pubblicata sull’Astrophysical Journal Letters, si deve agli astrofisici guidati da Andrea Mia Ghez, dell’università della Califorrnia a Los Angeles.

Solitamente il buco nero fagocita con ritmo costante, ma non si sa perché il processo aumenta.

È quanto traspare da quanto comunica Andrea Ghez, professore di fisica e astronomia dell’UCLA e autore di uno studio, insieme con altri colleghi, pubblicato sull’Astrophysical Journal Letters.

L’osservazione ha rilevato che dal 13 maggio che la zona poco fuori l’orizzonte degli eventi del buco nero, ossia quella da cui nulla è più restituito né visibile, è diventata due volte più luminosa del solito rispetto a quanto osservato in precedenza.

Il picco di luminosità si genera da grosse quantità di gas e polveri e altri materiali quando cadono nel buco nero generando potenti radiazioni. Ora scienziati si chiedono se sia un evento straordinario, oppure indichi un nuovo processo del buco nero.

“Vogliamo sapere come crescono i buchi neri e influenzano l’evoluzione delle galassie e dell’universo”, dichiara lo stesso Ghez, professore di astrofisica. “Vogliamo sapere perché il buco supermassiccio diventa più luminoso e come diventa più luminoso.

Una possibilità sembra la rimozione, per opera dello stesso buco nero, dello strato interno di G2, un oggetto che si è avvicinato nel 2014 e che gli astronomi pensano essere una coppia di stelle binarie. Tuttavia potrebbero essere anche dei grossi asteroidi divorati dal buco nero.

Sembra che questi buchi neri siano dei vortici che si generino dalla potenza della distruzione stessa delle galassie e siano come dei trasformatori della materia generando come fine processo nuove galassie. Non a caso molte galassie hanno la forma di spirale e probabilmente l’universo non è come si pensa una scatola nell’altra come siamo soliti pensare, perché questo è il principio della nostra vita. Possibilmente quello che c’è da sapere, ora è sotto i nostri occhi, così come l’universo parallelo è una dimensione parallela, un ipotetico universo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso, identificabile con un altro continuo spazio-temporale in un multiuniverso che senza andare lontani è già nel nostro mondo che è già una parte di quest’universo.

Fonte: notizie scientifiche.it