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Alessano: La Fondazione don Tonino Bello accoglie una famiglia siriana

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di MARIA DEL ROSSO

La Fondazione don Tonino Bello accoglie ad Alessano, paese natale del vescovo salentino, don Tonino Bello, una famiglia di profughi siriani, giunti in Italia tramite i corridoi umanitari della comunità di Sant’ Egidio.

La famiglia è stata condotta a Tricase dal pullman della parrocchia della Natività di Maria di Tricase e da qui portata ad Alessano dai componenti della Fondazione.

Il nucleo familiare è composto da padre (Fadi), madre (Jima) e due figli (Simon di otto anni e Hadi di quattro anni).

 

La famiglia siriana è stata ospitata dal 30 novembre di quest’ anno e resterà per un anno e mezzo a spese della Fondazione proprio perché il progetto è autofinanziato e di conseguenza non ci sono interventi finanziari di carattere pubblico.

 


L’ obiettivo della Fondazione non è solo di ospitarli ma anche di sostenerli, nelle spese ordinarie e favorirne l’integrazione attraverso l’insegnamento della lingua italiana, l’iscrizione a scuola dei loro bambini  e nella ricerca di un lavoro. Infatti, alla scadenza  dei 18 mesi di ospitalità dovranno rendersi autonomi.

Le comunità di Alessano e Tricase hanno dimostrato impegno e solidarietà nell’ offrire un alloggio confortevole ai fratelli che fuggono dalle terre di  guerra e di miseria  per cercare dignità in un Paese come l’ Italia che ha conosciuto la storia del suo popolo emigrante  nel nord Europa e purtroppo negli ultimi anni  sta dimenticando il valore dell’ accoglienza e

dell’ integrazione,  l’ apertura verso il prossimo che ci insegna anche Papa Francesco.

Nonostante i tempi difficili nei quali viviamo, gli alessanesi e i tricasini si sono impegnati il piu’ possibile sui passi di don Tonino Bello  per arredare l’ abitazione e renderla dignitosa e accogliente alla famiglia Alnaser.

La diocesi di Alessano è sempre attiva nelle politiche sociali ed in modo particolare

nell’ accoglienza dei migranti. Infatti, il comune di Tiggiano, confinante con Alessano, ha vissuto esperienze analoghe con l’ obiettivo di integrare gli uomini e le donne, i bambini e le bambine che sono costretti a lasciare la loro terra violentata dalle guerre per cercare speranza nella nostra comunità europea ma spesso il loro approdo sulle nostre coste è una Via Crucis tra Erode e Ponzio Pilato  in un’ Europa  sempre piu’ ostile con politiche razziste, fasciste e antidemocratiche.

Dal profondo Sud del Salento, dal Capo di Leuca, dalla terra di don Tonino Bello ed in particolare da Alessano si innalza il vento del cambiamento che sfida la politica dell’ odio con la bandiera della Pace che simboleggia non solo la marcia della Pace a Sarajevo ma il cammino da intraprendere per divenire costruttori di Pace, amanti e praticanti de “La Chiesa del Grembiule” e “La convivialità delle differenze” che ci ha insegnato il vescovo Bello con le sue parole e con le sue azioni forti, capaci di cambiare la Storia del mondo.