Alice nel Paese inspiegabile

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di ROSA MANNETTA

In questi giorni è sorto un interrogativo:

 

“Perché Alice, non può essere collocata gratuitamente nella struttura che il padre aveva costruito per le persone disabili?”. Alice è una donna disabile grave ed è stata “posta” in un centro diurno a carico del bilancio sanitario. Il padre di Alice, Simone Ciulli, ha realizzato una “casa”, con 16 ettari di terreno, per persone disabili ed è retta da volontari che si occupano di tutto. Racconta Simone: “Vi sono state incomprensioni tra me e la mamma di Alice, la quale voleva che Alice fosse ricoverata in una struttura diurna. E’ intervenuto un giudice che ha nominato un amministratore di sostegno. Quest’ultimo ha deciso per l’utilizzo del centro diurno. Questa decisione non è mai stata accettata da Alice”. Occorre affermare che l’inserimento nella “Fondazione Alice”, che Simone Ciulli, ha dedicato alla figlia, non prevede nessun costo. Perché questo padre non è stato ascoltato? E al solito bar Maracuja, davanti ad un caffè invitante, chiedo a Martina, di cosa ne pensa del caso di Alice. E Martina: “Io penso che sia assurda questa cosa che è avvenuta. Un padre, crea una fondazione per la figlia disabile e poi, non può accoglierla, perché un amministratore di sostegno, ha deciso che deve stare in una struttura diurna. E’ crudele questa decisione. Alice voleva stare nella casa dove aveva abitato da tempo. Mi sembra una violenza nella violenza. Il padre, presidente della “Fondazione Alice”, ha improntato tutta la sua vita per organizzare nel modo migliore la vita della figlia, bisognosa di cure e di attenzioni particolari. E diciamo pure che il costo presso un centro diurno, si aggira sui mille euro al mese e ritengo, che sia inutile una spesa simile. Alice poteva abitare presso la fondazione, senza spendere niente. E’ paradossale, questa vicenda! L’Italia è il Paese che ha più poveri in Europa. Ci sono dieci milioni di poveri in Italia. In questa classifica, al secondo posto, c’è la Romania e poi, viene la Francia. Colpisce anche il dato francese. In Francia ci sono 8,4 milioni di poveri. E’ un dato che fa riflettere. Fanno riflettere anche in nostri “dieci milioni” di poveri. E quando poi si spreca il danaro, come nel caso di Alice, il tutto diventa incredibile! Come si fa? Io non ho altre parole”. Amaro è il discorso di Martina. Io provo sconcerto. Perché accade ciò? Perché? Una risposta è impossibile. Un altro caso ha destato sconcerto e merita di essere citato. E’ il caso di Laura. Laura  è stata trasferita per una settimana a 100 chilometri di distanza perché non avrebbe voluto lavorare la domenica di San Silvestro. Laura lavora in un discount e ha il riposo domenicale. Laura è stata punita dall’azienda, per un suo rifiuto. I tempi sono drastici. Ci vuole prudenza nel prendere decisioni demolitrici. Si prendono comunque. Si prendono nel bene e nel male. E bisogna uscire dalla sfera di indifferenza, e dire che non “ci interessa”. Georges Ribemont scriveva: Noi distruggiamo le rovine”. Io aggiungo: “Ma dove arriveremo?”.