Il messaggio del sesto convegno territoriale all’Amastuola Wine Resort

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di PAMELA GIUFRE'

 

“Taranto riscatto possibile, sì alla compatibilità no all’antitesi

Così cambia l’idea dell’agricoltura di sussistenza da reinventare”

 


 

La terra e il mare sono la vera fonte di ricchezza per la città di Taranto e per l’intero territorio ionico, qualità etico identitaria nell’economia post-industriale

Il riscatto di Taranto passa dal sistema agroalimentare. Ma l’inversione di rotta potrà avvenire solo con un cambio culturale nel concetto di “agricoltura di sussistenza”, che va inteso in senso aggiornato, ovvero non parlando di “ritornare” ma di “reinventare”. A questo si aggiunge la sfida, tutta da cogliere, della compatibilità e dell’equilibrio con gli altri settori produttivi e non in antitesi o in antagonismo ad essi.

E’ quanto emerso dal sesto congresso territoriale della Uila Uil di Taranto che si è svolto questa mattina nella prestigiosa Masseria Amastuola Wine Resort sulla strada provinciale 42 a Crispiano, sapientemente amministrata dal titolare, Filippo Montanaro.

Tema del congresso: “Taranto: storia di un riscatto. Dalla terra e dal mare, un agroalimentare di qualità etico identitario”.

L’assise ha confermato il segretario generale Antonio Trenta, il tesoriere, nonché segretario territoriale, Ida Cardillo ed il componente di segreteria Emilio Mangiulli.

Nella sua relazione introduttiva, il segretario generale della Uila di Taranto, Antonio Trenta, ha supportato con i numeri la tesi che già da diversi anni sostiene, ovvero che “il sistema agroalimentare sia strategico per le economie moderne post-industriali, e più specificatamente per la nostra economia, non solo perché è il settore destinato alla produzione e trasformazione di elementi, ma anche perché è incisivo sulla qualità della vita e sulla serenità delle persone, fattore di equilibrio progressivo tra i viventi ed il territorio, in grado di svolgere un ruolo economicamente decisivo e determinante sulle caratteristiche sociali, ambientali e paesaggistiche. Il comparto agricolo - afferma ancora Trenta - ha finora rappresentato, e continua a rappresentare, una via di fuga, una exit strategy come direbbero gli inglesi, per superare difficoltà e creare situazioni di reddito e di sviluppo, partendo innanzitutto dalla sua multifunzionalità”.

Nella relazione di Trenta si evidenzia come “Al Sud, le attività connesse alle aziende agricole, l’agriturismo, l’agricoltura sociale, le fattorie sportive, le energie rinnovabili, valgano 958 milioni di euro e concorrano per il 5 per cento al valore aggiunto del settore primario”.

Inoltre tutte queste attività sono contraddistinte da una grande crescita con un più 50 per cento rispetto al 2010 e ben raddoppiate rispetto al 2005. Il settore agroalimentare genera un giro d’affari di 50 milioni di euro e contribuisce per il 2 per cento al valore aggiunto totale, confermando un trend anticiclico grazie ad una crescita del 3,5 per cento dal 2008 al 2016, a fronte di un calo del 13,6 per cento del settore industriale. “Non abbiamo dunque dubbi - mette in luce Trenta - nell’affermare con sicurezza che l’agroalimentare è un volano per la crescita del paese ed anche del nostro territorio”.

A proposito della provincia ionica, il segretario generale della Uila Uil di Taranto cita il rapporto Taranto 2016 del Centro Studi della Camera di commercio e dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne. Il settore vanta nella provincia di Taranto ben 29mila addetti e 11254 imprese attive. Importante è anche evidenziare che l’aumento delle imprese agroalimentari si deve a giovani che hanno meno di 35 anni.

Andando avanti nel suo discorso, Trenta cita la legge 199 del 2016 esempio di rivendicazione sindacale e vittoria di civiltà, si sofferma sul piano d’azione per la tutela dello sviluppo agricolo ed il contrasto al caporalato; e sui positivi dati che emergono dall’ultimo rapporto sicurezza dell’Inail di Taranto, che dimostra come la prevenzione rischi per i lavoratori stagionali occasionali sia stata una carta vincente, come si evince dalla calo degli infortuni e delle morti sul lavoro. Il segretario passa poi in rassegna alcune delle altre importanti conquiste ottenute nell’ultimo periodo, come la sottoscrizione del nuovo contratto provinciale di lavoro per gli operai agricoli, giunto al termine di una lunga trattativa durata 17 mesi lo scorso 13 luglio. Si sofferma sulla bontà degli accordi presi con gli enti bilaterali in relazione all’incremento delle prestazioni integrative dell’indennità anche per il periodo di carenza della malattia degli operai agricoli, del riconoscimento una tantum di una somma per ogni figlio nato, e dell’attivazione di nuove prestazioni per le aziende a sostegno dell’imprenditorialità. Inevitabile poi uno sguardo all’industria alimentare tarantina e agli ultimi baluardi rimasti in piedi, ovvero il birrificio Heineken e l’azienda di liquore Borsci, imprese del settore per le quali il sindacato porta avanti da tempo una strenua attività di difesa. Non si dimentichi che proprio la battaglia sindacale ha scongiurato la chiusura definitiva della Borsci dopo il fallimento.

In ambito regionale, gli ultimi anni sono trascorsi tra stabilizzazione di lavoratori del settore, è il caso degli operai dell’Arif, l’Agenzia regionale per i lavori irrigue e forestali, e tra riforme mirate a migliorare il comparto e le condizioni dei suoi addetti.

Importante poi valorizzare il ruolo e l’opera dei consorzi di bonifica necessari per evitare allagamenti e danni nei diversi territori.

Un occhio di riguardo alla pesca, che nella città di Taranto vanta una flotta tra le più importanti in Italia, per questo dovrebbe essere uno dei settori economici trainanti, mentre è uno dei più dimenticati. Anche a tutela dei lavoratori del comparto della pesca va la proposta di legge popolare che la Uila e la Uil stanno portando avanti per cancellare disuguaglianze tra lavoratori di comparti diversi che meritano gli stessi diritti. Il sindacato, come si ricorderà, si è fatto promotore dell’iniziativa “Due firme per far bene al Paese”, organizzando eventi ed allestendo gazebo e banchetti nei diversi comuni del territorio ionico.

I lavori del sesto congresso territoriale della Uila Uil di Taranto sono stati introdotti da Ida Cardillo, segretario territoriale della Uila.

“Il nostro congresso - spiega Cardillo - è innanzitutto un momento celebrativo, un appuntamento per festeggiare insieme i risultati positivi realizzati dal nostro sindacato, per fare un bilancio della nostra attività sul territorio e programmare la linea di azione futura. Abbiamo raggiunto obiettivi importanti grazie al grande gioco di squadra, all’impegno e alla passione sindacale di tutti, portando un numero crescente di lavoratori a rivolgersi a noi con fiducia. Ma ancor più, con grande orgoglio, vogliamo dare il giusto risalto alle battaglie vinte grazie alla testardaggine e alla coerenza che ha contraddistinto l’azione sindacale in questi anni, ottenendo fra le altre cose la legge 199, l’istituzione della cabina di regia provinciale per la tutela del lavoro agricolo, il rinnovo del contratto, la costituzione dell’Ente bilaterale territoriale, la stabilizzazione dei precari forestali, il supporto al salvataggio dell’Elisir Borsci, le migliaia di vertenze chiuse con successo. Il nostro prossimo obiettivo sarà un lavoro di restyling dell’immagine della provincia ionica che non può subire oltre lo stigma dell’industria metallurgica”.

Tra i saluti istituzionali, quelli di Raffaele Gentile, vicepresidente della Provincia di Taranto: “Auguro ai dirigenti e a tutti gli aderenti che questo importante appuntamento sia ancora una volta l’occasione proficua per allargare il dialogo così acceso, mirante ad identificare le necessità strategiche del nostro territorio. In tutti gli ambienti si avverte la voglia di essere protagonisti di una “Nuova Storia” per Taranto e la sua terra. Auspico che l’autorevolezza guadagnata nel tempo da questa istituzione sindacale, serva a comporre tasselli importanti del futuro del nostro territorio”.

Impossibilitato a partecipare, perché impegnato al tavolo per l’Ilva, l’assessore alle Attività produttive della Regione Puglia, Michele Mazzarano, fa comunque giungere un suo messaggio ai partecipanti al congresso Uila.

“Non posso che condividere il tema di questa giornata - afferma Mazzarano - soprattutto in questa fase così importante di rilancio dell’economia pugliese e locale, al quale l’agroalimentare, in netta crescita, sta decisamente dando un contributo rilevante, affermandosi tra i settori innovativi pur nel suo essere tradizionale. Questo è senz’altro lo stimolo essenziale per proseguire sulla strada avviata negli ultimi anni, ed anche il motivo principale per far sì che le criticità del territorio ionico non siano un freno all’espansione dell’economia locale, diversificata rispetto al passato grazie a risorse connaturate, quali la terra ed il mare. La battaglia per il risanamento ambientale per il nostro territorio deve costruire condizioni utili per la crescita di altri settori del territorio quali il turismo e l’agricoltura, perché il nostro territorio ha al proprio interno fattori di attrattività e di valorizzazione che possono risultare trainanti per la nostra economia”.

La parola poi al segretario generale della Uil di Taranto, Giancarlo Turi, sempre pronto a sostenere ogni singola categoria del sindacato.

“La crisi economica mondiale del 2008 - ricorda Turi - ha colpito duramente il nostro Paese; al Sud, poi, ha destrutturato interi settori merceologici, anche per eventi endogeni al sistema economico stesso. Taranto e la sua provincia hanno, sicuramente, pagato il prezzo più alto. Siamo in presenza di timidi, ma continui, segnali di ripresa, ovviamente di diversa intensità “geografica”. Potenziare gli asset tradizionali (da ricondurre in un ambito di piena e sostanziale compatibilità ambientale, con l’impegno ad applicare al meglio tutte le innovazioni che il mondo scientifico offre), ma, nel contempo, fare un grande sforzo per diversificare le fonti produttrici di ricchezza e di lavoro: questa sembra essere la mission a cui vengono chiamate le forze politiche, economiche e sociali del Paese.

In questa ottica, ritorna di grande attualità il settore primario che va, ovviamente, riproposto in chiave moderna, depurato da tutte le negatività che ne hanno impedito, nel tempo, lo sviluppo pieno. Una nuova sfida, questa, raccolta con forza dalla nostra federazione di categoria: la Uila. Ridare dignità al lavoro nei campi, alle tante donne e ai tanti uomini che lo svolgono, attraverso il rigoroso rispetto delle regole, di quelle regole, ora, compendiata in una legge specifica. Ma allo straordinario impegno del legislatore, deve corrispondere, ora, quello dei diversi territori per compiere quel salto culturale necessario per superare le piaghe che lo opprimono (intermediazione illecita di manodopera, trasporto, evasione contributiva, disconoscimento dei contratti di lavoro). Per questo occorre recuperare un nuovo protagonismo non solo dei lavoratori, ma di tutta la società civile. La Uil e la Uila Taranto hanno concorso, non solo a denunciare le mille illegalità che affliggono il comparto agricolo, ma anche a suggerire, con precise proposizioni, i correttivi da introdurre. Si è stabilito, ora,  una sorta di patto tra istituzioni, politica e parti sociali (fatto unico nella nostra realtà territoriale) sotto l’attenta regia di un prefetto straordinariamente presente e pronto a coordinare le iniziative necessarie. Finalmente, ci sono tutti i presupposti per fare un gran lavoro, per far ripartire un pezzo strategico del nostro sistema economico che può, ora, avvalersi di un apparato logistico di altissima qualità (un’autentica perla nell’intero sistema portuale Mediterraneo),  in grado di sostenere importanti politiche di esportazione della produzione agricola. Alle intese, però,  devono seguire i fatti. La Uila, ne siamo sicuri, saprà farsi interprete di ogni esigenza, saprà  mettere in campo tutto il suo imponente vissuto organizzativo, presente in tutti i comuni della provincia, per continuare a difendere il lavoro e i lavoratori, assicurando loro le migliori condizioni di vita possibili”.

Tra gli intervenuti, i rappresentanti delle associazioni del settore. Carmine Palma, direttore di Confagricoltura Taranto: “Nel titolo di questo convegno ci sono due parole che dovrebbero far parte del corredo genetico di Taranto, così come lo sono di Confagricoltura. La “storia” riecheggia il passato, ci ricorda le nostre radici, chi siamo: legati da sempre alla terra, a cui ancoriamo l’idea del “riscatto”, che a sua volta rimanda ad una visione possibile di futuro. Il riscatto del nostro settore, naturalmente, in questo territorio deve passare necessariamente dalla nuova e non estemporanea considerazione del mondo agricolo, negli anni lungamente trascurato a favore della grande industria. Qui voglio solo ricordare che Confagricoltura si è costituita parte civile nel processo “Ambiente svenduto”, che vede alla sbarra non solo il gigante dell’acciaio e le ferite inferte al territorio e alla salute dall’inquinamento ma l’idea stessa, e ci crediamo fermamente, di un’economia calata dall’alto sulle teste e sulle coscienze di un territorio che aveva, ed ha ancora, ben altre vocazioni. Per forma mentis abbiamo ben saldi i principi, declinandoli sul terreno concreto dei contenuti. E’ nostra, ad esempio, la battaglia per riqualificare le aree tarantine all’interno del Psr 2014-2020. E’ il paradosso tutto burocratico delle “isole amministrative” di Taranto, che sono aree rurali ricadenti all’interno dei territori di altri comuni ma rientranti nel polo urbano di Taranto, dunque aree urbane sulla carta ma perfettamente agricole nella realtà. Di qui l’esclusione dalla possibilità di accedere ai fondi del PSR Puglia: un danno per numerose aziende e imprenditori agricoli. Eppure, recentemente, grazie all’interrogazione di una eurodeputata tarantina, abbiamo scoperto - per bocca del commissario europeo per l’Agricoltura Phil Hogan e a nome della Commissione Ue - che “le isole amministrative di Taranto potrebbero rientrare nelle aree rurali finanziate con i fondi Psr Puglia e così le zone ad alta incidenza ambientale, che potrebbero avere premi di priorità”. Una strada percorribile se solo l’Italia e la Regione Puglia lo avessero chiesto all’Europa che, al contrario, spesso rimproveriamo d’essere “sorda” alle nostre richieste. Un alibi che non regge quando si tace. Sul fronte contrattuale, la soddisfazione per la chiusura del contratto (seppur in fase sperimentale) è il frutto di una scommessa che entrambe le parti stanno giocando alla luce della legge 199. E’ la cosiddetta legge sul caporalato che, seppur giusta nei principi, ci vede preoccupati per le definizioni troppo ampie delle sanzioni, il che potrebbe far emergere dubbi di incostituzionalità.
Nessun pregiudizio, dunque, semmai un giudizio di merito in grado di far muovere passi in avanti. Com’è successo, soltanto pochi giorni fa, con il  Piano di Azione sottoscritto in Prefettura. I diversi interventi formalizzati in quella sede sono diventati un’agenda di impegni sostanziali e di misure concrete per promuovere la legalità e la sicurezza nei rapporti di lavoro, diffondere le buone pratiche anche ai fini dell'inserimento delle aziende agricole in reti di qualità, prevenire e contrastare le attività illecite in danno del sistema produttivo agricolo, attivare nuove iniziative finalizzate all‘introduzione sperimentale del servizio di trasporto gratuito per le lavoratrici e i lavoratori agricoli che copra l’itinerario casa/lavoro. Non solo, perché si è previsto anche di avviare o potenziare tutti i servizi e le attività utilizzando i finanziamenti specifici ordinari e straordinari messi a disposizione dalla normativa nazionale, comunitaria e regionale. Su questa forte collaborazione, allora, intendiamo chiamare il sindacato ad aprire un leale confronto anche su altri temi che riguardano il lavoro agricolo, senza preclusioni di sorta. Siamo e restiamo, da sempre, fautori dell’idea che il dialogo, come la “mano invisibile” dell’economia   di mercato, porta sempre dei vantaggi per tutte le parti coinvolte nel mondo del lavoro”.

Al congresso Uila, tra gli altri, anche i vertici centrali della Uila, il segretario nazionale Pietro Pellegrini ed il segretario generale Uila Puglia Pietro Buongiorno.

Quest’ultimo ricorda che “Il settore è primario per la nostra regione, in grado com’è di trainarne tutta l’economia pugliese, pur tenendo conto delle calamità naturali che ad esempio hanno generato un calo di produzione per olio e uva da tavola. Un assist importante al settore, e dunque all’intera economia territoriale, giunge dalla nuova legge 199 che ha generato la stipula di tutti i contratti provinciali siglati in Puglia. Si è avviata una sperimentazione al fine di agevolare e sostenere le imprese in momento complicato tutelando il lavoro e salvaguardando le imprese nell’avvio di un percorso di maggiore trasparenza e regolarità. Numerose imprese sono ancora fuori da questo virtuoso cerchio della fiducia che è venuto a realizzarsi, ma saremo guardinghi. Il sindacato sarà affianco ai lavoratori segnalando situazioni di illegalità”.

Le conclusioni al segretario nazionale Uila Pietro Pellegrini: “In questo congresso parliamo di lavoro, tutele e contratti ma anche di innovazione e sostenibilità; una sostenibilità che deve essere ambientale ma anche sociale. I prodotti agroalimentari pugliesi sono di grande qualità, noi crediamo che per affermarsi sui mercati locali e ancor più su quelli esteri, essi debbano garantire anche il valore etico del rispetto dei diritti del lavoro e delle persone che li producono. Innovazione, sostenibilità, lavoro etico: sono gli obiettivi da perseguire per far vincere la qualità dei nostri prodotti e il nostro saper fare. E’ quindi importante, proprio qui in Puglia, proseguire nell’attuazione della rete del lavoro agricolo di qualità prevista dalla legge 199/2016 contro il caporalato per dare trasparenza al mercato del lavoro e ridare dignità a tante persone che oggi sono sfruttate e offese nei loro diritti”.

 

Il 24 novembre presentazione del nuovo report sui matrimoni precoci




Quanti sono i matrimoni precoci presso le baraccopoli della città di Roma? Quanto influisce lo spazio abitato della baraccopoli sulla reiterazione e la conservazione di questa pratica?

Sono questi gli interrogativi cui cerca di rispondere la nuova ricerca di Associazione 21 luglio Onlus:

“Non ho l’età. I matrimoni precoci nelle baraccopoli della città di Roma”

Un’analisi che cerca di quantificare il fenomeno tra le famiglie residenti nelle baraccopoli romane e di offrire spunti interpretativi per comprendere la natura di queste unioni.

In vista della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la ricerca verrà presentata

venerdì 24 novembre alle ore 15
presso la Sala Parlamentino della Presidenza del Consiglio dei Ministri
in via della Ferratella in Laterano 51, Roma.

ATTENZIONE: Per partecipare è necessario l’accredito. È possibile accreditarsi fino alle ore 14 di mercoledì 22 novembre inviando il proprio NOME, COGNOME e DATA DI NASCITA all’indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Intervengono:

Alessandro Pistecchia, rappresentante UNAR

Angela Tullio Cataldoricercatrice e autrice della presente pubblicazione

Marco GuadagninoDirettore Campagne di Amnesty International Italia

Ai presenti verrà data copia del reportage tratto dalla ricerca. Le fotografie del reportage sono state scattate da Giovanni Pulice, fotogiornalista e fotoreporter.



Ufficio stampa e Comunicazione
Associazione 21 luglio
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