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Taormina e i licenziamenti a raffica in Italia

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di ROSA MANNETTA

Il fatto: una donna è stata licenziata nel periodo di congedo che aveva chiesto alla sua azienda, per assistere il figlio di tre anni, gravemente disabile.

 

Il bambino è affetto da Sma, atrofia muscolare spinale, una grave malattia che lo costringe a vivere attaccato ad una macchina. Questa donna lavoratrice ha chiesto all’azienda, il congedo parentale per figli con grave disabilità, per tre anni, con lo stipendio al 30%. L’azienda, che in un recente passato aveva creato problemi nel periodo di maternità, ha inviato alla lavoratrice, una email con la richiesta di restituzione del tipo di materiale che lei doveva utilizzare per indagini di mercato. Il tutto era già stato richiesto nella precedente lettera di licenziamento. Questa vicenda ricorda la situazione della dipendente Ikea di Corsico, licenziata, perché mamma di un figlio disabile e che, non rispettava i turni. E, nel solito bar Maracuja, chiedo a Maria, davanti ad un caffè gustoso, di cosa ne pensa di questi casi di licenziamento. Maria mi rivela: “Le aziende licenziano senza un motivo valido. Diciamolo che prevalgono gli interessi economici. Queste mamme di ragazzi con problemi di salute, secondo la logica di mercato, sono improduttive e arrecano danni economici. Queste mamme risultano un “peso” nel marketing: non fanno realizzare interazione e scambio in una impresa. In pratica, non fanno crescere l’azienda. Viviamo in una società dove le leggi economiche prevalgono sui sentimenti. I ragazzi disabili non dovrebbero essere seguiti. Le mamme non devono lavorare perché “perdono tempo” vicino ai ragazzi con problemi di salute. Ma che mondo è questo? E poi si distribuiscono i vitalizi a politici dopo pochi anni di legislatura. E’ normale? No. Ho una laurea in Scienza della Educazione Permanente e vado a pulire le case delle signore. Sopravvivo. Il mio è un lavoro dignitoso”. Questa è la testimonianza di Maria. Cosa aggiungere? Nulla. Ho letto un’altra notizia su un caso Ikea: nello stabilimento di Bari, un dipendente è stato licenziato per essersi trattenuto cinque minuti in più, durante una pausa pranzo. Il dipendente in questione, è un padre. Un padre di due bambini. Due bambini non disabili. E’ aberrante licenziare un padre di famiglia. E poi, in questo Paese, non si fanno nascere bambini. E se i futuri genitori non lavorano...come si fa? Il discorso diventa incolmabile. Altra notizia. Altri licenziamenti in arrivo: a Taormina, il San Domenico, un albergo che ha ospitato i potenti del G7, chiude. E saranno licenziati i 35 dipendenti che vi lavorano. Il discorso è sempre incolmabile. E’ un discorso paradossale ed è paragonabile al caso avvenuto a Firenze, del carabiniere che ha appeso nella sua camera il vessillo del Reich e che poi, ha spiegato di non sapere che fosse un simbolo dei neonazisti. Il carabiniere ha chiesto scusa per “aver violato i regolamenti”. E’ evidente che non si studia la storia. O si studia in modo sbagliato. Curzio Malaparte scriveva: “La nostra antica patria muore...”. E’ in decadenza la nostra mancanza di fiducia verso una classe politica che ci ha impoverito: una persona su tre è a rischio di povertà assoluta.