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Barbara D’Urso e il picchetto d’onore

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di ROSA MANNETTA

E’ successo: qualche giorno fa, Barbara D’Urso ha postato un video su Instagram dove, si notano alcuni agenti della polizia, schierati nel cortile della Questura di Milano, in occasione di una sua visita.

 

 

Secondo alcuni organi di stampa, si sarebbe prodotto un picchetto d’onore. La conduttrice tv, ha rimosso il video, quando dalla Questura, hanno affermato che le “cose non erano andate in quel modo”. Molti giornali online avevano già copiato il video e si notava che la stessa conduttrice, era felice di aver avuto una “simile accoglienza”. Nel nostro Paese accade di tutto, ma questo episodio desta o può destare, delle proteste. Chiedo a Stefania, davanti ad un caffè, nel solito bar Maracuja, un suo parere. E Stefania, mi racconta: “Desidero rispettare la signora D’Urso, ma mi sembra un’esagerazione, questa parata della polizia per una signora che non è di rilevanza culturale. E’ una attricetta che ha saputo intrufolarsi nel mondo dello spettacolo; che è diventata simpatica al pubblico del pomeriggio, il pubblico di signore annoiate e di signori, molto sensibili a chi ostenta una bellezza ritoccata. Ecco, la cultura della “Italietta” che sta collezionando esclusioni non esaltanti in Europa! L’Italia ha perso l’Ema e quindi, Milano si è vista portar via la sede dell’agenzia del farmaco da Amsterdam, con un sorteggio. Questa è stata una delusione. Delusione, giunta mentre con dolore, avevamo subito l’esclusione della nazionale dai mondiali di calcio in Russia, nel 2018. Ma ho letto anche, che la Questura, abbia precisato che nel video, vi era stato un cambio di turno e che i poliziotti si erano messi in posa, per scattare una foto. E so che il movimento dei poliziotti, ha scritto una lettera di protesta al Capo della Polizia, asserendo di prendere le distanze dalla enfatizzazione su un episodio non vero, che ha reso protagonista una nota signora della televisione”. Le parole di Stefania sono vere. Il nostro Paese ha una platea di erosione culturale. E non solo. E’ cambiato il panorama sulle famiglie. La famiglia si è indebolita: Il 50% dei nuclei oggi è formato da monogenitori, vedovi, divorziati e single. Le conseguenze sul profilo demografico, sono state immense: ci sono pochi giovani. Il paradosso è questo: nel 2050 l’Italia sarà il terzo paese più anziano, dopo il Giappone e la Spagna. E poi ci sono i poveri, quelli assoluti che sono oltre 7,2milioni che vivono in gravi difficoltà economiche. Ci sono persone che mangiano una volta al giorno. Qualcuno ha scelto di dormire in un centro Caritas, perché ha perso la casa. E di giorno, vive per strada. Una realtà desolante: la politica dei partiti è lontana dai problemi di sopravvivenza. Questa è la verità. Tristan Tzara scriveva: “La luce indossa i guanti”. E noi indossiamo il vestito della rassegnazione.