Il SudEst

Monday
Dec 10th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Territorio territorio L’Inps abbandona un malato di cancro

L’Inps abbandona un malato di cancro

Email Stampa PDF

 


di ROSA MANNETTA

Una vergogna tutta italiana

La notizia è di pochi giorni fa: Steven Babbi, un giovane di 22 anni, è affetto da Sarcoma di Ewing. Di recente, è stato operato per l’asportazione di un polmone e ha dovuto, per motivi di salute, assentarsi dal suo posto di lavoro alla Siropack di Cesenatico. In pratica, il ragazzo sta combattendo con forza il cancro. Ciò che sconcerta è che l’Inps, ha considerato esaurito il suo diritto alla malattia retribuita. Il suo datore di lavoro, Rocco De Lucia, ha deciso di erogargli lo stipendio e ha affermato: “I miei dipendenti si erano anche offerti di fare una colletta, ma non ho accettato. L’azienda deve occuparsi di Steven, come è giusto che sia”. Secondo De Lucia, il ragazzo può dedurre più forza per combattere la sua battaglia personale, se sa che in azienda, si attende il suo ritorno. Questa è la solidarietà. E nel solito bar Maracuja, davanti ad una tazzina di caffè, chiedo a Francesca, di cosa ne pensa di questa notizia. Francesca dice: “L’indennità di malattia ha delle scadenze precise e i giorni sono quelli stabiliti. Il problema è che di fronte a gravi patologie come il cancro, i giorni non bastano mai. Il tutto dipende dalle cure chemioterapiche da affrontare e se, vi è una remissione della malattia. Io sono una guerriera dal 2014. Ho avuto un tumore alla tiroide aggressivo. Sono viva. Questo è importante. Ho ripreso a lavorare, ma espongo la mia situazione. Si tende a diffondere la notizia che dopo un cancro, la vita sia più bella! Diciamo la verità: è una vita rappezzata. Si ha paura di una recidiva. Si ha paura, ogni sei mesi che si devono effettuare i controlli. E poi, l’Inps che ha abbandonato Steven, mi fa raccapricciare. Io ho paura di questa vita, non-vita. Mi assale l’angoscia, quando devo fare una ecografia. Vivo giorno per giorno. Non si deve vivere così. Qualcuno mi dice che sono fortunata, perche di cancro, si muore. Ma che pessimo discorso mi si viene a fare! Perché a me è successo? Perché io? Io ho solo 32 anni. Una vita precaria. Avevo un compagno e mi ha lasciata quando mi sono ammalata. Vivo da sola e ho solo qualche amica a cui faccio bei regali, per quando ho bisogno di qualcosa. Se non facessi regali, non avrei nessuno”. Questo è lo sfogo amarissimo di Francesca. E’ l’evidenza di un mondo assurdo. E’ evidente che Steven sia stato abbandonato dall’Inps; è evidente che Francesca deve fare dei regali per avere delle “amiche”; è evidente che non funziona nulla. I malati di cancro sono paragonati ai lebbrosi di memoria biblica. Non è così? Il cancro fa paura. La parola “cancro” è anche sinonimo di “problema insanabile”. Ed ecco che in questo Paese esiste il cancro delle menti dei potenti. I potenti ci guidano. Ma dove sono le menti brillanti? Vincenzo Cardarelli scriveva: “Non so dove i gabbiani...trovino pace”. Troveranno pace le menti stolte?