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La Scienza in Valigia a Pescasseroli (AQ) cerca partner e comparse

La Scienza in Valigia a Pescasseroli (AQ) cerca partner e comparse

di ELISA ZANETTI

Il comune di Pescasseroli (AQ) è stato scelto per ospitare le riprese delle ultime puntate de La Scienza in Valigia, il programma nato da un’idea degli scienziati Margherita Hack e Marco Santarelli per raccontare la scienza in modo semplice, coinvolgente ed efficace.
Realizzato da ReS On Network in collaborazione con Fondazione Margherita Hack, La Scienza in Valigia è programma televisivo, ma anche libro, spettacolo teatrale, musicale e cartone animato. Dopo il successo delle prime due stagioni girate in tutta Italia e trasmesse sui canali Marco Polo e Rai Educational (nell’ambito del Festival della Scienza di Genova), per la sua terza stagione il programma torna in Abruzzo e, per valorizzare il territorio, cerca comparse volontarie e partner per le riprese che si terranno dal 18 dicembre al 20 dicembre nel comune abruzzese.

Come partecipare: comparse

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Malattia del cancro: alcuni dati

di MADDALENA COVIELLO

L’A.iM.A. e l’importanza aggiuntiva non sostitutiva di cure umane e sociali

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Il congedo maternità cambia. In peggio!

di ROSA MANNETTA

Di recente,  è stato approvato un provvedimento: riguarda le donne lavoratrici.

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Mola: Osservazioni al Piano Regionale e di Gestione dei rifiuti

Associazione "Chiudiamo la discarica MArtucci"

Con deliberazione del 2 agosto 2018 n.1482, pubblicata sul BURP n.125 del 28.9.2018, la Giunta Regionale ha adottato la proposta del nuovo Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e successivamente, sul BURP n. 128 del 4.10.2018, è stato pubblicato l’Avviso dell’avvio delle procedure di consultazione relativa all’adozione di proposta del Piano, in virtù del quale riportiamo, di seguito, le nostre considerazioni.

Come abbiamo già rilevato in sede di osservazioni alla bozza del Piano (e delle quali, nell’adozione dello stesso, non si è tenuto alcun conto), la filosofia che vi sottende, seppur non sempre coerente e lineare, fondata sul modello di “risorse e non rifiuti”, con l’economia circolare al centro, riduzione dei rifiuti, aumento della differenziata, riuso e riciclo, trasformazione del rifiuto in energia, sembra più un trattato teorico sulla gestione dei rifiuti che un programma strategico realmente finalizzato al raggiungimento  di obiettivi prefissati.

Infatti, se ci discostiamo dalle affermazioni di principio, ci rendiamo conto che trattasi di pura teoria, quale, ad esempio, l’improponibile raggiungimento dell’agognato 65% di differenziata nel 2020 (limite già fissato dal precedente Piano e mai raggiunto), partendo dall’attuale scarso 40%.  Noi gradiremmo, invece, soffermarci sulla realtà dei fatti partendo, ad esempio, dai risultati finali del Piano vigente che, rispetto alle previsioni che lo avevano accompagnato, di certo non hanno brillato e che hanno prodotto esiti molto lontani dagli obiettivi fissati ed auspicati. Anche questa volta temiamo che agli intenti dichiarati non seguirà la concretezza dei risultati attesi, poiché vi è un vizio di fondo che conduce inevitabilmente verso emergenze (annunciate) che penalizzeranno, ancora una volta, chi già da tempo chiede inversioni di tendenza rapide, impegnative e sostanziali.

Tale difetto consiste in un ottimismo di maniera che si racchiude nella supposizione della riduzione del 10%  dei rifiuti, del 30% della produzione dei rifiuti alimentari (per effetto di cosa o di chi? mettendo in capo quali strategie e/o misure?) e, come abbiamo già rilevato, del raggiungimento del 65% di differenziata entro il 2020.

Tanto per dirne una: si parla di incremento del recupero di materia e lo si lega all’impiantisca in dotazione “fino alla realizzazione degli impianti di trattamento e recupero”, come dire speriamo che vada. Si tratta, a nostra modo di vedere, di valutazioni ottimistiche non supportate da riscontri concreti quanto piuttosto incentrato su ipotesi, a nostro giudizio irrealistiche, soprattutto allo stato di fatto della cultura imperante, degli insufficienti interventi politico-amministrativi e dell’effettivo esercizio di adeguati controlli e relative sanzioni. Valga per tutti la previsione dell’art. 205 del D.Lgs. 152/2006 che stabiliva già per la fine del 2012 (!!!) il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata in tutto il territorio nazionale e che, invece, fra deroghe e concessioni, ha spinto sempre oltre tale scadenza, facendo ricadere sui territori già gravati da siti con discariche l’onere dello smaltimento indifferenziato, con tutto il suo carico di  inquinamenti massicci, come quello che si verifica fra Mola di Bari, Polignano, Conversano e Rutigliano, che continuano a subirlo da oltre trentacinque anni. Il tutto accresciuto dallo spazio che il Piano riconosce alle tecnologie di incenerimento dei rifiuti all’interno di cementifici e, magari, termovalorizzatori di prossima realizzazione.

Tutto ciò ci preoccupa fortemente e deve trovare un momento di confronto sul piano generale delle iniziative da intraprendere rapidamente, che pure fanno capolino nel PRGRU, quali una nuova organizzazione del servizio di raccolta, la revisione e adeguamento degli impianti di trattamento meccanico biologico, il rafforzamento della dotazione impiantistica regionale dedicata al recupero della FORSU, la realizzazione di un impianto destinato al trattamento del percolato, di un altro destinato al trattamento e recupero dei rifiuti prodotti dallo spazzamento stradale e di tre impianti di trattamento e recupero vetro, plastica, carta e cartone.

Un simile quadro, però, resterà insufficiente e solo sulla carta se non verranno assunti provvedimenti tempestivi sui diversi fronti quali, ad esempio, interventi coercitivi verso i “recalcitranti” (commissariamenti ad acta e penalizzazioni per i Comuni non virtuosi e non in regola con le previsioni di Piano) e interventi specifici per quelle situazioni di impianti di trattamento e smaltimento la cui genesi di insediamento, prima, e magari frangenti giudiziari successivamente intervenuti (vedi Martucci) richiedono, invece, immediate decisioni correttive, da inserire nel Piano.

Tutto ciò, però, difetta nell’attuale stesura di adozione del nuovo PRGRU.

Nell’ambito di questo quadro generale d’assieme non deve, e non può, sfuggire l’attenzione allo specifico del territorio sul quale noi agiamo.

Ebbene, com’è noto, da tempo la nostra Associazione “Chiudiamo la discarica Martucci” di Mola di Bari, unitamente a diversi altri Comitati, Circoli, associazioni ambientaliste, locali e non, assieme alle Civiche Amministrazioni (non sempre con la stessa costanza e convinzione) ha segnalato come ineludibile la questione ormai quarantennale di contrada Martucci, ove nel tempo circa 40 ettari di territorio agricolo, fertile e fortemente produttivo, sono stati trasformati in discariche ed insediamenti di impianti di trattamento dei rifiuti, senza tralasciare la parte del circondario, rientrante nell’area vasta, scenario di molteplici interramenti abusivi, rilevati e localizzati. Abbiamo più volte, e con forza, denunciato la inidoneità del sito in contrada Martucci ad ospitare discariche, perché caratterizzato dalla presenza di numerose doline (e vore e inghiottitoi), fenomeni carsici tipici del nostro territorio che prendono la forma di profondi imbuti che fanno defluire velocemente nel sottosuolo le acque delle piogge (nonché il percolato dei rifiuti), il tutto certificato a suo tempo dalla stessa Provincia di Bari.

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Tutti insieme al lavoro per Tricase all’ insegna dell’accoglienza e dell’integrazione

di MARIA DEL ROSSO

Domenica alternativa per la prima domenica del mese di dicembre a Tricase, uno dei paesi del Capo di Leuca piu’ colpiti dalla tromba d’ aria, ha visto la partecipazione dei volontari di Coppula Tisa e gli immigrati impegnati nei lavori di pulizia nel territorio che ha subito gravi danni sul paesaggio rurale e costiero.

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Le pubblicazioni a proprie spese

di ROSAMARIA FUMAROLA

Tutti ricorderanno la narrazione fatta da Umberto Eco ne "Il pendolo di Foucault" del fenomeno degli autori a proprie spese,

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Illuminotronica, 29 novembre – 1 dicembre 2018, Bologna

di ELISA ZANETTI

“Isola delle Reti: green, tecnologica e sicura”
ReS On Network e il Comune di Stresa
premiati a Illuminotronica con Award Ecohitech
per il progetto sull’Isola dei Pescatori


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Domenica 2 dicembre appuntamento con un nuovo laboratorio al Puccini Museum

di FRANCESCA SARGENTI*

Nuovo appuntamento per i più piccoli e le famiglie al Puccini Museum - Casa natale di Giacomo Puccini in programma domenica 2 dicembre alle 15:30, il tema del laboratorio è Furto all’opera.

Laboratorio ambientato al tempo della prima rappresentazione della Tosca, al Teatro del Giglio di Lucca, quando la compagnia teatrale fece custodire i gioielli di Floria Tosca al Museo Puccini, mettendoli in una teca allarmata e video sorvegliata. I gioielli furono regalati al Maestro Puccini, dalla Baronessa Tedesca Carla Von Trotten, ed essendo preziosi monili escono raramente dalla cassaforte ma, trattandosi di una recita nella città natale del Maestro, l’impresario Pove decide di utilizzare i gioielli regalati a Puccini. L’impresario consegnò quindi i gioielli al Direttore del Museo affinché vengano messi al sicuro nella teca. Ma durante la notte scatta l’allarme del museo…

Attività riservata ai bambini dai 6 ai 12 anni per una durata di 1 ora e mezza.

 

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Trento: la Provincia assume guardie private

di ROSA MANNETTA

Per proteggere i fedeli a messa… Dagli immigrati!

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