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di ANGELO GIANFRATE

 

La storia della cucina italiana ha subito l’influenza di tutti i popoli che, nel corso dei secoli, hanno lasciato il loro segno, non solo artistico e culturale ma anche gastronomico. Romani, greci, arabi sono solo alcuni dei popoli che hanno contribuito a creare una tradizione culinaria che dura ormai da secoli.


La tradizionale cucina italiana ha ricevuto apprezzamenti in tutto il mondo e i suoi prodotti di grande gusto e genuinità hanno riscosso diversi riconoscimenti. Gran parte dei prodotti italiani, infatti, possono vantare la certificazione DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).

Tonno alla Carlofortina

(Un piatto prelibato con cui potrete raccontare ai vostri commensali un po’ di storia di Carloforte. Qui l’abilità sta nel rispettare al massimo la cottura del pesce e la fragilità delle sue carni).

Brevi cenni, l’origine

Tra le varie specie di tonno consumate dall’uomo, il tonno rosso, detto anche “pinna blu”, è la più pregiata e la più ricercata. La qualità delle sue carni e il gusto rotondo delle stesse lo hanno portato ad essere uno degli ingredienti preferiti della tipica cucina giapponese e, allo stesso tempo, una delle specie più vicine al rischio di estinzione. Dato il costo e la scarsità, le aziende che utilizzano questa specie di tonno per ‘inscatolamento sono ormai poche e principalmente di tipo artigianale. La maggior parte del tonno che si trova in vendita facilmente è la qualità “pinna gialla”, più diffuso e dalle carni meno pregiate. In generale le cinque specie di tonno più utilizzate a scopi commerciali sono: il tonnetto striato, il tonno pinna gialla, il tonno obeso, il tonno ala lunga e il tonno rosso.

Il tonno rosso proviene da una popolazione atlantica che si divide dando origine a due sotto-popolazioni: una orientale, che vive tra le coste del Nord Africa ed il Nord Europa e si riproduce nel Mediterraneo; l’altra che vive tra il Canada ed il Sud America e si riproduce nel Golfo del Messico.

Il  tonno rosso è dotato di un sistema di vasi sanguigni particolarmente sofisticato che gli dona la possibilità di arrivare a una temperatura corporea che può essere anche di 8°C superiore a quella della temperatura dell’acqua in cui nuota: questo permette una migliore efficienza muscolare e migliori capacità natatorie. Il tonno rosso, infatti, riesce a percorrere anche cento miglia marine al giorno, con una velocità di punta di ottanta chilometri/ora. Questa capacità è alla base delle grandi migrazioni intercontinentali, che il tonno compie nel suo ciclo per raggiungere le aree di riproduzione (Mediterraneo e Golfo del Messico).

Il tonno rosso è un animale che predilige vivere in branco, anche se preferibilmente con individui della stessa mole, può raggiungere i 700 kg di peso corporeo ed un età di trent’anni.

Dal Nord Atlantico, suo habitat naturale, il tonno rosso ogni anno inizia il suo lungo viaggio d’amore che lo porta verso Sud, mosso da un istinto genetico che, da che se ne ha memoria, lo spinge a compiere sempre lo stesso percorso immutabile: in primavera, attraversa lo stretto di Gibilterra, seguendo la corrente superficiale in entrata, costeggia le coste del Nord Africa e si stabilisce per l’accoppiamento nelle aree intorno alle Baleari, alla Sicilia, alla Sardegna e all’Isola di Malta, nonché nell’area dell’Adriatico centro-meridionale.

In questo periodo il tonno viene anche chiamato “tonno di andata” o “tonno di corsa”. In autunno il tonno rosso comincia la sua migrazione verso il Nord Atlantico costeggiando l’Italia, la Francia e la Spagna, ed è denominato “tonno di ritorno”. Questa distinzione è data anche in quanto cambia la gustosità delle carni: quelle del “tonno di corsa” sono gustose, ricche di grasso e le femmine sono piene di uova, utilizzate per realizzare la “bottarga”; mentre le carni del “tonno di ritorno” sono sfibrate e povere di grasso.

Più dell’80% del tonno rosso mediterraneo viene acquistato e consumato dal Giappone. L’amore giapponese per questa particolare specie è tale da portare i buyer delle catene di ristorazione a spendere cifre da capogiro pur di acquistare i tonni migliori. Emblematica è stata la prima asta del 2013 al mercato del pesce di Tsukiji, sulla baia di Tokyo, il più grande mercato del pesce del mondo. Come riporta il Sole 24 Ore “un tonno rosso del peso di 222 kg è stato battuto nella mattinata della prima asta di quell’anno al prezzo record di circa 1,3 milioni di euro”.

L’’enorme richiesta di tonno ha portato questa specie ad essere particolarmente in pericolo di estinzione. Dopo anni di interventi e richieste di limitazioni alla pesca da parte di WWF e GreenPeace, l’Unione Europea è intervenuta attraverso l’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico) che nel 2009 ha stabilito regole precise, per ridurre lo sforzo di pesca e permettere il riequilibrio tra le quantità di tonno rosso pescato e la capacità riproduttiva.

Grazie a questi interventi oggi il rischio di estinzione di questa specie si è attenuato, portando l’ICCAT a decidere di aumentare di circa il 20% le quote di cattura del tonno rosso dal 2015 fino al 2017.

La pesca del tonno rosso viene praticata con una tecnica anticatradizionale soprattutto in Sicilia e in Sardegna rappresentata dalle tonnare fisse. Esse sono costituite da un insieme di reti galleggianti installate lungo la costa che delimitano e guidano i tonni all’interno di gabbie sottomarine l’ultima delle quali dispone di reti poste anche sul fondo, chiamata camera della morte, dove  avviene la mattanza dei tonni. Oggi le tonnare attive sono circa una decina. Da decreto ministeriale ogni anno vengono autorizzate solo sei tonnare fisse in Italia: Isola piana e Cala Vinagra (Carloforte – Sardegna), Capo Altano e Porto Paglia (Portoscuso – Sardegna), Favignana (Sicilia), Camogli (Liguria). Nelle altre zone di pesca del tonno rosso i pescatori devono necessariamente utilizzare altri metodi.

Tra gli eventi legati al tonno rosso presenti in Italia, da menzionare è sicuramente il GiroTonno, manifestazione culturale e gastronomica che si svolge sull’isola di San Pietro (Carloforte – Sardegna) nel periodo della mattanza dei tonni, tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Ogni anno a partire dal 2003 questa manifestazione raduna migliaia di persone da tutto il mondo e contribuisce a diffondere il sapere e la cultura non solo gastronomica dietro a questa particolare specie di tonno.

Ingredienti per 4 persone:

4 tranci di tonno da almeno 250 gr. l’uno; 600 gr. di pomodori ben maturi; 4 foglie di alloro; 1 bicchiere di vino bianco; 50 gr di capperi dissalati; un mazzetto di prezzemolo; 2 filetti di alici; 1 spicchio d’aglio in camicia; olio extravergine di oliva e sale q.b. (volendo si può accompagnare questo piatto con una salsa fatta con delle olive nere snocciolate)

Preparazione: Per preparare la salsa di accompagnamento bisogna frullare tutto al mixer. Poi in una padellina scaldate un po d’olio, fate rosolare l’aglio, eliminatelo e scaldate il pesto di olive per un paio di minuti. Tenete tutto da parte. Ora mondate il tonno, quindi rosolatelo bene da entrambi i lati in una padella con un filo d’olio. Infine preparate un tegame dove andrà versato l’olio usato per rosolare il pesce. Nel frattempo tagliate a cubetti i pomodori e volendo insaporite con dell’origano. Sistemate il pesce nel tegame, con le foglie d’alloro, irrorate con il vino e sfumate. Quando l’alcool è evaporato aggiungete i pomodori. Se serve aggiungete un po’ d’acqua e portate a cottura aggiustandi di sale ed eventualmente di pepe. La cottura richiederà circa 20’, metà dei quali a tegame coperto.

Tempo stimato: 45’– Difficoltà: facile

L’abbinamento consigliato : Vermentino o Carignano

Si può optare per un Vermentino con il quale avremo sfumato il pesce, ma si può anche dare un tocco di originalità in più rafforzando la sensazione di corposità del piatto abbinando un Carignano di Sulcis. Il vino rosso quando incontra il pesce va servito a una temperatura un po’ più bassa del solito (tra i 12 e i 14°). Bisogna avere l’accortezza di usare comunque un rosso giovane, che abbia freschezza.

 

Jazz rock, il Miles Davis di " Bitches brew"

di ROSAMARIA FUMAROLA

Per me è un piacere scrivere di Miles Davis e lo è per la gratitudine che avverto nei suoi confronti, per l'amore verso l'intera sua produzione, la cui conoscenza mi porta tuttavia a rinunciare a buttar giù una misera paginetta che la sintetizzi riducendola. Se una cosa infatti è chiara a tutti di questa gigantesca figura di musicista è che durante gli anni della sua attività ha creato modi sempre nuovi di esprimere i suoni, regalando così al mondo mezzi sempre diversi per far sognare il pensiero, obiettivo  che rimane una delle poche mete a cui gli artisti veri devono ambire.

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di ANGELO GIANFRATE

 

La storia della cucina italiana ha subito l’influenza di tutti i popoli che, nel corso dei secoli, hanno lasciato il loro segno, non solo artistico e culturale ma anche gastronomico. Romani, greci, arabi sono solo alcuni dei popoli che hanno contribuito a creare una tradizione culinaria che dura ormai da secoli.


La tradizionale cucina italiana ha ricevuto apprezzamenti in tutto il mondo e i suoi prodotti di grande gusto e genuinità hanno riscosso diversi riconoscimenti. Gran parte dei prodotti italiani, infatti, possono vantare la certificazione DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).

Maialino casertano alla mela annurca

(Secondo gustoso che esalta il legame di territorio tra la carne e un frutto gustoso e peculiare come la mela annurca. Si può preparare più o meno ricco.)

Brevi cenni, l’origine

La MelannurcaMela Annurca Campana è un prodotto ortofrutticolo italiano che designa una varietà pregiata di mela tipica della regione Campania tale da essere considerata la "Regina delle mele" La raccolta di questi frutti, ancora acerbi, deve iniziare intorno alla metà di settembre onde evitare che si decompongano cadendo al suolo in quanto caduchi. Subito dopo, inizia la fase di maturazione detta "Arrossaménto" con l'esposizione al sole per 10-15 giorni. Le mele vengono sistemate a terra sui "Melài" detti anche "Pòrche", vale a dire, strisce di terreno ricoperte da graticci di paglia ricavata dalla trebbiatura] e delimitate da solchi per far sfociare l'acqua. Vengono frequentemente girate a mano (Avutàte, in lingua napoletana) sino a raggiungere il tipico colore che ne caratterizza anche lo straordinario sapore. Quest'ultima operazione era svolta, in passato, dalle donne.

La Melannurca è presente in Campania dall'età preromana degli Italici Osci e Sanniti. Alcuni dipinti rinvenuti negli scavi di Pompei e di Ercolano, in particolare nella Casa dei Cervi. testimoniano la sua stretta connessione con il successivo mondo romano nell'ambito della Campania Felix. Luogo di origine sarebbe il territorio di Pozzuoli, l'antica Puteoli, come riporta Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) nel suo trattato: Naturalis historia, con la denominazione di Mala Orcula in relazione al limitrofo Orco, ovvero il lago d'Averno, sede degli Inferi. Secondo un'altra ipotesi, il nome deriverebbe dal verbo latino indulcàre riferendosi alla sopraddetta modalità di maturazione. Nel 1583, Giovanni Battista Della Porta (1535-1615) nell'opera Pomarium, descrivendo i frutti prodotti nell'agro puteolano, afferma che: «...le mele che da Varrone, Columella e Macrobio sono dette orbiculàte, provenienti da Pozzuoli, hanno la buccia rossa, da sembrare macchiate nel sangue e sono dolci di sapore, volgarmente sono chiamate Orcole». Nei secoli successivi compaiono i nomi di AnòrcolaAnnòrcola mentre l'attuale denominazione "Annùrca" è presente, per la prima volta, nel Manuale di Arboricoltura di Giuseppe Antonio Pasquale (1876).

Ingredienti per 4 persone:

800 gr. di polpa di maialino nero casertano (ma va bene anche il capocollo); qualche osso del maialino; 4 mele annurche; 1 cucchiaio di miele di corbezzolo; erbe aromatiche miste; 1 spicchio di aglio; 50 gr. di burro; 300 ml. di brodo di ossa; pepe in grani, olio extravergine di oliva e aceto di mele q.b.

Preparazione: Preparare subito il brodo di ossi. In un tegame da fondo spesso mettete il burro, un cucchiaio d’olio extravergine, lo spicchio di aglio, 4 grani di pepe. Fate imbiondire l’aglio che eliminerete in seguito come anche il pepe. Ora mettete gli ossi a saltare nel tegame e fateli rosolare per bene, aggiungete acqua e lasciate andare in sobbollore.

Nel frattempo mondate bene la polpa di maiale, legatela e andate a insaporirla con la salsa preparata con extravergine, il miele e le erbe aromatiche. Se serve stemperate anche un cucchiaio di aceto di mele. Con questa salsa massaggiate la carne che lascerete insaporire per circa 30’. Spegnete il brodo e filtratelo, tenendo da parte. In un tegame dai bordi alti mettete dell’extravergine e fate rosolare per 7/8 minuti la carne rigirandola su tutti i lati evitando di bucarla con la forchetta e fate fare la crosticina. Infornate in forno statico a 200° per 20’ bagnando di tanto in tanto, se necessario, con il brodo. Trascorso questo tempo fate a fette le mele e foderate la carne infornando nuovamente per altri 10’ a 180°. Si serve con il fondo di cottura.

Spolverizzate con zucchero a velo.

Tempo stimato: 90’– Difficoltà: elaborato

L’abbinamento consigliato : Casavecchia di Pontelatone

Con una ricetta che profuma di territorio, che ripropone la cultrura rurale dei boschi casertani, non si può non abbinare un vino antico e pecularissimo raro. Ecco che il maialino, che ha sfumature docli e selvatiche insieme, sarà esaltato dal Casavecchia di Pontelatone, un rosso intenso dalle note di sottobosco e frutto rosso capace di armonizzare tanto il dolce-aspro della mela quanto la consistenza e la grassezza del maiale.

"Il nuovo Umanesimo del jazz di Javier Girotto"

di ROSAMARIA FUMAROLA

 

Conobbi Javier Girotto qualche anno fa.

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L’Agenda del SudEst.it

A cura di ANGELO GIANFRATE

Settimana dal 30 Maggio al 5 Giugno 2020

Giugno ha i tesori in pugno

Sole Luna

1° sorge alle 05.27 – tramonta alle 20.29           sorge alle 15.20 – tramonta alle 02.59

11  sorge alle 05.24 – tramonta alle 20.36           sorge alle 00.41 – tramonta alle 10.54

21  sorge alle 05.25 – tramonta alle 20.39           sorge alle 05.24 – tramonta alle 21.03

Accadeva anni fa

1 Giugno 1940 Il Generale Badoglio , capo di Stato Maggiore Generale, scrive a Mussolini, consigliando di procrastinare l’intervento in guerra.

4 Giugno 1950 I Cattolici ottengono la maggioranza assoluta alle elezioni politiche in Belgio.

1 Giugno 1970 Spaventoso terremoto in Perù: 60.000 morti -  A Milano muore il poeta Giuseppe Ungaretti, aveva 82 anni.

4 Giugno 1970 Scompare a Firenze Roberto Longhi studioso e critico d’arte.

5 Giugno 1980 Muore Giorgio Amendola.

1 Giugno 2000 Manifestazione di EXPO 2000 di Hannover.

Ed. De Agostini; Wikipedia; S.Colarizi, Storia del Novecento italiano,Ed.BUR;  “30 Anni della nostra storia”  ERI edizioni, Gruppo Flli Fabbri Editori; G.Bisiach, Un minuto di storia, Mondadori. Wikipedia.

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Citazione

“Mi piacerebbe un mondo dove ogni tanto vincono anche i buoni”

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La buona lettura  (consigliati dal SudEst)

Un anno felice                      Chiara Francini        Rizzoli

Volevo solo camminare       Daniela Collu            Vallardi

L’isola dell’abbandono         Chiara Gamberale    Feltrinelli

Il collegio                             Tana French             Einaudi

Piccola Sicilia                      Daniel Speck            Sperling & Kupfer

Un buon libro da leggere a casa

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Gli onomastici della settimana

30 Maggio – Visitazione Vergine

1 Giugno – Giustino

2 Giugno – Festa della Repubblica ITALIANA

3 Giugno – Carlo

4 Giugno - Quirino

5 Giugno - Bonifacio

6 Giugno – Norberto

Auguri!

L’ingrediente del mese: la fragola

Tra i frutti che si adorano da bambini ci sono le polpose e dolci fragole, allegre e sensuali messaggere dell’arrivo dell’estate. Non è un caso se il nome , dal latino “fragrare” significa “avere un buon profumo”. Sorprenderà poi scoprire che quel che si crede frutto è in realtà, un ingrossamento del ricettacolo di un fiore, mentre i veri frutti sono i tanti semini sulla superficie. Amatissime già dal tempo dei romani per la loro fragranza, arrivarono in Francia qualche secolo dopo, anche come pianta ornamentale legata al nome del celebre giardiniere di Luigi XIV Jean Baptiste de la Quinitinie.

Molti i modi di utilizzo, crude o cotte, per piatti ovviamente dolci ma anche salati come ad esempio risotto otiche e fragole. Nella gran parte le fragole si consumano fresche. Qualora invece sia necessaria la cottura del frutto è importante, per ravvivarne il colore, aggiungere del succo di agrumi.

Cinque fragole contengono la vitamina C di un’intera arancia. E poi potassio, acido folico, magnesio.  Hanno proprietà toniche, depurative, diuretiche, remineralizzanti e astringenti. Svolgono inoltre una benefica azione depurativo del sangue.

Mete e sapori

Il mese è quello delle fragole. E per chi non lo sapesse, le migliori fra quelle coltivate sono le Favette di Terracina. Piccole, rotonde, color rosso intenso, hanno un gusto ineguagliabile. Tutto merito della fertile terra dell’Agro Pontino in provincia di Latina, dove questa varietà è gelosamente custodita da chi con passione la coltiva. Ora, in piena maturazione, diffonde il suo profumo ovunque, annuncio di sapori a dir poco… indimenticabili.

[Fonte Almanacco di Barbanera - Editoriale Campi – Fondazione Barbanera 1762]

L’Italia delle meraviglie”

Il Pozzo del diavolo

Si chiama Pozzo del Diavolo una grande grotta cui si accede tramite una piccola barca oppure a nuoto. Apprezzato da chi fa attività subacquea, presenta una profondità di pochi metri e un’affascinante vita sottomarina, ancora più suggestiva nelle ore notturne.

Tesori nascosti tra sabbia e grotte – La spiaggia di San Vito meta di velieri

C’è qualcosa di speciale nella spiaggia di San Vito, una delle baie più belle del Golfo di Gaeta. Merito delle sue acque limpide, dell’alternarsi di grotte e calette, ma anche da un fondale che degrada piano, particolarmente adatto ai bagnanti. Al largo capita spesso di avvistare eleganti velieri.

Curiosando

Parco Regionale del Matese

Nel Parco Regionale del Matese, attivo dal 2002, è presente un patrimonio speleologico unico; il massiccio nasconde nei suoi calcari oltre 200 cavità sotterranee. Qui si trovano i due abissi più profondi dell’Italia Meridionale: il Pozzo delle Neve (-1.048 mt.) e il Cul di Bove (-900 mt.). Il Pozzo delle Neve, nel comune di Campochiaro, presenta due ingressi. Il primo, scoperto nel 1955, si trova a quota 1.330 metri, nella faggeta , sul fondo di una ripida dolina, mentre il secondo, non lontano è poco più in quota, è stato disostruito artificialmente nel 1984. Nel corso degli anni speleologi provenienti da tutto il mondo hanno scoperto nuovi rami portando lo sviluppo complessivo della grotta a circa 13 Km., in un susseguirsi di pozzi, meandri, sale gigantesche e stretti corridoi, vero paradiso per gli amanti dell’avventura. Ma qui è famoso anche il lago carsico più alto d’Italia, quello del Matese, che offre uno stupendo scanario si in inverno che in estate.

#solovacanzeitaliane

Insieme ce la faremo

Aggiungi un posto a tavola

Aggiungi un posto a tavola

di ANGELO GIANFRATE

 

La storia della cucina italiana ha subito l’influenza di tutti i popoli che, nel corso dei secoli, hanno lasciato il loro segno, non solo artistico e culturale ma anche gastronomico. Romani, greci, arabi sono solo alcuni dei popoli che hanno contribuito a creare una tradizione culinaria che dura ormai da secoli.


La tradizionale cucina italiana ha ricevuto apprezzamenti in tutto il mondo e i suoi prodotti di grande gusto e genuinità hanno riscosso diversi riconoscimenti. Gran parte dei prodotti italiani, infatti, possono vantare la certificazione DOCG (denominazione di origine controllata e garantita).

Spongata – Emilia Romagna

(Il più popolare e classico dei dolci dell’areale parmense. E’ una sorta di dolce di montagna che si raccorda alla tradizione contadina del mettere insieme tutto il buono che c’è.)

Brevi cenni, l’origine

La spongata, o spungata, è un dolce tipico del periodo natalizio[2] diffuso in alcune zone delle province di PiacenzaParmaReggio EmiliaModenaMassa-CarraraLa Spezia. È un dolce di antiche tradizioni, con molta probabilità di origine ebraica (precisamente portata in Italia da ebrei provenienti dalla Spagna)[3], tanto che la spongata fu inviata in dono al duca Francesco Sforza di Milano nel 1454. I primi luoghi che si contendono la produzione artigianale sono BrescelloPontremoliFivizzanoSarzana. Famosa è quella di Busseto.

Il nome deriva probabilmente da spongia, spugna, per l'aspetto spugnoso e irregolare della sua superficie.

È una torta con una base di pasta simile alla pasta brisée, riempita con marmellata di meleperefrutta canditapinolimandorle, e ricoperta da un secondo strato di sfoglia. Questo strato viene bucherellato fittamente per facilitarne la cottura in forno e infine modellato con uno stampo di legno.

Ingredienti per 4 persone:

per la sfoglia; 600 gr. di farina; 150. gr di zucchero; 100 gr. di burro; 30 gr. di olio extravergine; 2 bicchieri di latte; ½ bicchiere di vino bianco.

Per il ripieno: 150 gr. tra pane abbrustolito e amaretti; 150 gr. di noci sgusciate; 250 gr. di miele italiano; 150 gr. di zucchero; 50 gr. di pinoli; 50 gr. di uva sultanina; chiodi di garofano; noce moscata, cannella, buccia d’arancia q.b.; 1 bicchiere di Malvasia dei Colli.

Preparazione: Impastate rapidamente, lavorando con i polpastrelli burro, zucchero farina e per dare elasticità alla pasta aggiungete latte, olio e vino. Formate una palla e lasciate riposare l’impasto.

A parte, procedere alla preparazione del ripieno della Spongata. Fate sciogliere il miele a fuoco lento, versatelo in un recipiente largo, aggiungete lo zucchero, il vino e, sempre mescolando, noci, mandorle tritate, amaretti e pane ridotti in briciole, poi tutti gli altri ingredienti amalgamando per bene. Con il mattarello tirate la pasta fino ad ottenere due dischi sottili. Imburrate e infarinate una teglia da forno, ponete la sfoglia lasciandola uscire dai bordi, farcitela con abbondante ripieno, saldate gli orli e infornate a 180° per circa 30’. Spolverizzate con zucchero a velo.

Tempo stimato: 90’– Difficoltà: facile

L’abbinamento consigliato : Malvasia

Niente di meglio della Malvasia dei Colli di Parma dolce. La Malvasia è un vino bianco frizzante che si sposa benissimo nella versione amabile con dolci non troppo zuccherosi e che hanno bisogno di un sostegno aromaticocome nel caso della Spongata. Il vino in questo caso riesce a mitigareanche la punta di tannico data dalle noci.

L’Agenda del SudEst.it

A cura di ANGELO GIANFRATE

Settimana dal 23 al 29 Maggio2020

Quando Maggio è tutto in fiore il sorriso è in ogni cuore.

Sole Luna

1° sorge alle 05.56 – tramonta alle 19.59           sorge alle 12.41 – tramonta alle 02.46

11  sorge alle 05.44 – tramonta alle 20.10           sorge alle 00.45 – tramonta alle 10.00

21  sorge alle 05.34 – tramonta alle 20.20           sorge alle 05.05 – tramonta alle 19.06

Accadeva anni fa

24  Maggio 1920  A Roma un corteo di nazionalisti si scontra con la guardia regia che apre il fuoco con un pesante bilancio di morti e feriti.

25  Maggio 1930  La borsa di New York registra un secondo crollo. La crisi economica si aggrava.

29  Maggio 1940  In una riunione con i vertici militari, Mussolini dichiara la sua intenzione di intervenire in guerra al fianco della Germania.

24  Maggio 1950  Elezioni in Turchia dopo quasi un trentennio di dittatura: il Partito Democratico (filoamericano) conquista la maggioranza.

26  Maggio 1960  Gli Stati Uniti sopspendono gli aiuti a Cuba.

27  Maggio 1960  Colpo di Stato del Generale Gursel in Turchia e scioglimento dei partiti politici.

23  Maggio 1970  Catastrofica alluvione in Romania.

24  Maggio 1970  Violento scontri a Milano tra neofascisti e Polizia.

26  Maggio 1970  Durante il Consiglio Atlantico tenutosi a Roma, la Nato ripropone all’Europa Orientale una riduzione bilanciata delle forze.

28  Maggio 1980  Prima Linea uccide Walter Tobagi, inviato speciale del Corriere della Sera.

27  Maggio 2000  Lake Worth studente tredicenne uccide un proprio professore con un colpo di pistola dopo un rimprovero.

29  Maggio 2010   La Germania vince l’Eurovision Song Contest di Oslo.

Ed. De Agostini; Wikipedia; S.Colarizi, Storia del Novecento italiano,Ed.BUR;  “30 Anni della nostra storia”  ERI edizioni, Gruppo Flli Fabbri Editori; G.Bisiach, Un minuto di storia, Mondadori. Wikipedia.

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Citazione

A tutto il Personale Sanitario Italiano

“Oggi il Vostro coraggio, domani il nostro futuro”

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La buona lettura  (consigliati dal SudEst)

Gli altri                                        Aisha Cerani                 Rizzoli

Omicidio in corsia                      Jessica Fletcher           Sperling&Kupfer

Presenza oscura                        Wulf Dorn                      Corbaccio

Attento a quel che desideri      Jeffrey Archer               Harper Collins

Un buon libro da leggere a casa

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Gli onomastici della settimana

23 Maggio – Desiderio

24 Maggio – Maria Ausiliatrice

25 Maggio – Urbano

26 Maggio – Filippo Neri

27 Maggio - Agostino

28 Maggio - Emilio

29 Maggio – Massimino

Auguri!

[Fonte Almanacco di Barbanera - Editoriale Campi – Fondazione Barbanera 1762]

L’Italia delle meraviglie”

Cisterna… mirabilis

Nel comune di Bacoli, tra le coste del Golfo di Pozzuoli e il lago Miseno, si trova la Piscina Mirabilis. Realizzata in età augustea, si tratta della più grande cisterna costruita dagli antichi Romani a noi conosciuta. La piscina era il punto di arrivo dell’acquedotto augusteo, lungo un centinaio di chilometri, che partiva dalla sorgente del Serino ad Avellino. Alta 15 metri e con una capacità di 12.000 m/c era un’alleata fondamentale per le navi appartenenti alla “Marina Militare” romana dell’epoca, che qui si approvvigionavano di acqua.

Tesori nascosti tra sabbia e grotte – Il borgo dei ceramisti - GROTTAGLIE

Le ricche cave di argilla rossa e la creatività degli abitanti hanno trasformato Grottaglie in un centro di eccellenza per la produzione delle ceramiche. Il borgo è l’unico della Puglia protetto dal marchio DOC ed è inserito nel ristretto elenco delle 28 città della ceramica italiana. Nei secoli, nel cuore della cittadine lungo la gravina San Giorgio si è formato un vivace quartiere di ceramisti che, ricavando laboratori e forni di cottura nella roccia di ambienti sotterranei, hanno saputo sviluppare una fiorente attività artigianale.

Curiosando

Fontegreca (Caserta)

Circa 200 grotte, dalle quali affiorano sorgenti naturali di acqua, e una grande distesa di cipressi, che si estende per circa 70 ettari. E’ ciò che si trova nella “Cipressata di Fontegreca”, alle pendici occidentali del Matese. Qui si contano alberi vecchi anche 500 anni e molto resistenti. La foresta è costituita al 90% da cipressi di varietà horizontalis, una delle poche specie resistenti al cancro della corteccia, che negli ultimi anni ha costituito un gravissimo pericolo

#solovacanzeitaliane

Insieme ce la faremo

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