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Home Sport Forum "Uguaglianza sostanziale, un principio della Costituzione né applicato né voluto"

"Uguaglianza sostanziale, un principio della Costituzione né applicato né voluto"

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di ROSAMARIA FUMAROLA

Pochi giorni fa, un episodio in apparenza banale ha posto davanti ai miei occhi una realtà sulla quale non mi era mai capitato di riflettere prima.


In mattinata avevo deciso di andare a trovare mia madre e così nel pomeriggio tardo l'ho raggiunta. Già imboccando la via nella quale abita si sentivano urla e si intravedeva un gruppo di persone discutere tra loro in maniera animata poco lontano da dove mi stavo dirigendo. Nel giro di un paio di minuti anche una pattuglia dei carabinieri si è aggiunta a quanti già erano presenti. Nell'edificio di fianco a quello nel quale abita mia madre negli ultimi anni si sono verificati e si verificano di frequente episodi di violenza domestica, agita da parte di un signore alcolizzato nei confronti dell'anziana madre. Ho associato ciò di cui ero già a conoscenza e la scena davanti ai miei occhi: mi sono subito parsi coincidere. Ho così raggiunto in fretta la mia destinazione, solo che sul pianerottolo ho incontrato un nuovo gruppo di persone che commentava ciò che stava accadendo fuori. La signora che aiuta i vicini nelle faccende domestiche ha ritenuto opportuno farmi sapere che lo scellerato figlio, benché ancora dedito al suo vizio, non picchiava più la madre: si limitava a minacciarla, ad insultarla, chiuderla a chiave nella stanza da letto e qualche volta (ma solo qualche volta) a spintonarla e dunque la presenza dei carabinieri a parer suo era da considerarsi una misura eccessiva. Francamente mentre la donna parlava mi sono domandata da che parte stesse se riteneva i fatti descritti molto meno oltraggiosi per l'anziana signora di una violenza fisica, tuttavia ascoltandola con maggiore attenzione mi sono accorta che parlava sinceramente e con convinzione. Ne ho dedotto che per lei, strattonare, insultare, chiudere qualcuno in casa erano da ritenersi normali episodi di vita famigliare tutto sommato tollerabili. Le ho chiesto se per lei la signora anziana fosse protetta a sufficienza in quella condizione ed in quella casa e senza nemmeno farmi finire di parlare mi ha assicurato di sì. Non ho aggiunto altro e mi sono diretta da mia madre salutandola la signora. Le considerazioni appena ascoltate mi hanno però accompagnato più che come affermazioni come domande, come interrogativi a cui intendevo tentare di dare quando ne avessi avuto il tempo, una risposta. Mi chiedevo infatti come fosse possibile per un essere umano sentirsi al sicuro vicino a qualcuno che è una costante minaccia alla propria integrità fisica e psichica e mi sono detta che questo può accadere solo in un caso: quando si sia vissuti da sempre in quella situazione finendo così col considerarla normale, come altri per la stessa ragione finiscono col considerare normali cose diametralmente opposte. Insomma anche l'orrore ha una componente culturale che può renderlo parzialmente differente da luogo a luogo, da ambiente ad ambiente.  E le misure normative? La legge sa rispondere col suo essere generale, riguardando infatti tutti i consociati, alle diverse  interpretazioni di ciò che è un illecito, una violazione del diritto? Stando alla lettura dei fatti descritti la sola risposta possibile è no. L'essere umano finisce col considerare normale ciò che non riesce a cambiare e se a me rimane assolutamente ignoto come possa tollerarsi la violenza solo perché consuetudinaria, una considerazione mi è concesso farla e cioè che a quanti si siano assuefatti ad alcuni fenomeni, l'opposto deve apparirgli realtà aliena, irraggiungibile, col risultato che esistono gruppi sociali a cui sono dirette le stesse misure normative, che tra di loro, per diversità culturali, sociali (ma non solo) non comunicano. Ogni realtà umana proprio in quanto tale ha una sua dignità, una sua bellezza che non si intende qua mettere in discussione. Persino la cultura che rende cogenti le mutilazioni genitali femminili in alcuni stati africani, non può essere cambiata attraverso la semplice "esportazione" del giusto orrore che verso di esse noi occidentali proviamo, ma grazie alla possibilità di una consapevolezza i cui mezzi devono essere messi a disposizione delle donne e scelti liberamente come una possibile, ragionevole nuova strada da imboccare, strada che potrà essere lunga ma non per questo meno necessaria. È dunque il contatto tra soggetti che non possono considerarsi l'uno per qualcosa inferiore all'altro, lo scambio di culture che di fatto in quanto umane stanno tutte sullo stesso piano, che può consentire un cambiamento vicendevole che, perseguito con certe modalità è prezioso arricchimento. Va da sé che tale "ricetta", applicata a gruppi sociali diversi di un medesimo paese deve essere sostenuta da interventi politici che rendano possibile l'accesso agli strumenti di emancipazione e miglioramento. Godiamo invece tutti i giorni delle straordinarie possibilità offerteci dalla rete, che rimane una rivoluzione di portata fino a poco fa ancora inimmaginabile (adesso qualche ricaduta non proprio desiderabile siamo già in grado di apprezzarla) ma stentiamo ad intravedere una rottura delle ataviche catene che intrappolano le facoltà degli esseri umani. La rete, i social sono infatti strumenti culturali che nulla possono senza interventi politici, tranne rare (e belle) eccezioni. Andrebbe anche ricordato che internet è un mezzo, teoricamente neutro, che va usato a seconda dello scopo che si vuole raggiungere e così in esso ognuno scorge le possibilità che ci vuol vedere. Riprova ne sia l'utilizzo da parte di associazioni a delinquere che di nobile da perseguire non hanno ovviamente nulla.

E da ex studentessa di legge non può non tornarmi alla mente il noto dettato costituzionale che, sancendo l'esistenza tanto di un principio di uguaglianza formale che di uno di uguaglianza sostanziale, invita alla rimozione degli ostacoli che rendono nel nostro paese inesistente il secondo. Avevo circa vent'anni quando studiavo la fonte di ogni altra disposizione legislativa quale la Costituzione è e fiduciosa attendevo il "perfezionamento" della norma citata. Ancora attendo.