Il mare calmo dopo il saluto del comandante

Stampa

 

 

 

di DANILO GIANFRATE

Il comandante ha stabilito un altro recordo, non molto tempo dopo quello di velocità sul Lago di Garba.

 


Non se è parlato molto.  Né del perché né tanto meno di ciò che effettivamente è successo forse perché la motonautica è ancora considerato uno sport minoritario. A me invece piace pensare che sia uno sport elitario concesso da una parte a facoltosi fortunati e dall’altra da tanti appassionati uniti dalla passione esplosiva che il mare provoca se unito alla velocità. Quasi un ossimoro pensare a un mare esplosivo, ma a volte è ciò che succede a chi vive profondamente una passione come missione di vita. Ama ciò che fai e non lavorerai neanche un giorno nella tua vita è un moto che spesso ci si ripete per poter appagarsi di ciò che si fa ma in pochi possono davvero fregiarsi di questa massima di vita. Tra questi c’è stato sicuramente Fabio Buzzi. Erano partiti da circa 17 ore e il loro obiettivo era stabilire il nuovo record della Montecarlo- Venezia con un solo rifornimento a Roccella Jonica a bordo di una powerboat prodotta dalla FB. Fabio Buzzi è una leggenda della motonautica nonché campione mondiale e detentore di svariati record di velocità tutti ottenuti su scafi di propria progettazione. Un mago, un dio se qualcuno tra noi è ancora politeista. Ma il fato sa essere crudele e beffardo: entrando nella laguna, lo scafo ha impattato contro una diga a pelo d’acqua. Lì si sono infranti i sogni di tanti: salvo il record ma il bilancio è tanto pesante quanto incommensurabile. Non c’è bisogno di parlare né delle pericolosità né delle criticità di questo come tanti altri sport: la storia ci insegna che pericoloso può essere anche prendere un caffè nel bar di fronte casa nostra. Continueremo ad amare questo sport e il mare e a porci nuove scommesse e nuovi interrogativi. Le leggende però non saranno mai battute e tu Luca, mi permetto di darmi del tu, sebbene forse il momento in cui siamo stati più vicini è stata proprio la tua ultima missione quando hai navigato attorno la nostra penisola, non lo sarai mai. Ciao Luca, ciao ai tuo colleghi e forza Mario.

La foto non è volutamente quella del sinistro bensì di qualche altro momento molto più bello da ricordare.