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Riflessioni tra cinema e Covid

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di EZIO FORSANO

Ho approfittato delle fresche ore notturne, sicuramente come tanti durante queste afose giornate di luglio, per soffermarmi a riflettere su una realtà “particolare” che vivo in prima persona. Il magico e tanto agognato mondo del cinema. Lo faccio stasera per diversi motivi. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di risentire telefonicamente un caro amico regista abbastanza noto e col quale ho intrattenuto inizialmente una piacevole conversazione. Dapprima, i saluti e i convenevoli di rito. Poi inevitabilmente la chiacchierata è diventata un motivo di sfogo per  l’amico che non sentivo da un po’ di tempo. Lo conosco come un “lottatore” vero e proprio, uno che non si ferma davanti a nulla e che ha lavorato con grandi attori realizzando pellicole importanti. Ne ricordo la tenacia durante alcune fasi di lavorazione, dove con pochi mezzi a disposizione, ha realizzato Film (con la F maiuscola), degni di essere chiamati tali. Uno di quelli che si atteneva fedelmente alla sceneggiatura arricchendola poi con la sua immensa sensibilità artistica davanti all’obbiettivo. Un guerriero autentico e da cui ho imparato molto. Per ovvi motivi personali per ora non lo nomino, anche se gli ho strappato la promessa che a breve, si renderà disponibile per un’ intervista su questa testata.

Ad un tratto ne ho avvertito lo sconforto ed egli si è aperto comunicandomi il suo stato d’animo e le sue perplessità per il futuro di questa nobile arte. Di certo che anche su questo settore, il Covid ha lasciato il segno profondo del suo terribile passaggio. Lo stop forzato delle produzioni, ha generato disagi e problemi economici per molti che lavorano e operano in questo settore. Alla fine dello “sfogo” e da grande arista egli è, l’ho sentito improvvisamente riprendersi e tornare positivo. Mi parla dei suoi nuovi progetti nel cassetto, di incontri con nuove figure nel campo della recitazione. Sorride. L’ho ascolto con piacere durante questa delicata confessione. Indubbiamente un grande uomo e un grande regista. Innamorato follemente del suo mestiere difficile. Si avverte anche dalle emozioni vere che trasudano dalle sue parole. Il cinema, questa realtà magica, unica e per molti inarrivabile è anche questo. Frustrazione e amore. Contrasti terribili che solo i grandi uomini sanno e possono vivere. Tra l’altro lui non appartiene alla categoria di quelli che si danno arie. La sua grandezza è costruita con tanta umiltà e impegno. Il primo ad arrivare sul set e l’ultimo ad andare via. Cercando di controllare ogni particolare affinchè la scena sia perfetta. Mi saluta, dice di avere un impegno ma non è vero. Forse le lacrimew erano lì pronte a vincere nascoste dal suo lato di finto duro.

Facevo queste riflessioni sul cinema avendo davanti agli occhi, uomini come lui. Sconfitti anch’essi da un nemico invisibile chiamato virus. Che uccide le persone anche interiormente, le annienta. Si, il cinema, quel magico carrozzone multicolore è anche questo. Il cinema sa essere sogno e disperazione. Ma chi lo vive, non può farne a meno di starne lontano. Anche se, nascosto dietro un telefono si vergogna di piangere.

Lo conosco bene quel regista e sono sicuro che durante la frescura notturna, starà scrivendo qualcosa. Ne sono certo.

Il cinema è anche questo, in fondo. Una chiacchierata al telefono con una persona speciale, in una calda notte di luglio. Nell’estate del Covid. E forse proprio questa è l’amara riflessione…