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Se la vita è importante a deciderlo è l’economia: si pensa ancora in visione del futuro?

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di MADDALENA COVIELLO

La popolazione è scesa di 677.000 cittadini.

Se la vita è importante a deciderlo è l’economia. L’Istat certifica il primo declino demografico per l’Italia che si sia mai registrato negli ultimi novant’anni. Questo accade a seguito di due motivi: il calo delle nascite e l’aumento degli espatri.

 


 

Ciò dimostra che la politica e l’economia non sembrano pensare al futuro. Le ragioni molto probabilmente sono nei piani di ottimizzazione dei profitti e delle risorse in genere, tra cui in particolare negli ultimi anni quelle umane. Vari sono i motivi che inducono a dare sempre meno importanza alla creazione di una famiglia. In primis la mancanza del diritto al lavoro, segue la sempre più ridotta valorizzazione della famiglia. Ad esempio l’ottimizzazione delle risorse umane non consente ai propri genitori di svolgere adeguatamente il loro compito, poiché sostituito da altri istituzioni quali ad esempio asili e ludoteche.  Possono queste strutture realmente sostituirsi al ruolo genitoriale? Avranno poi questi bambini una lacuna affettiva alla loro crescita? Non solo, una delle motivazioni per cui manca lavoro è che si pretende dal proprio personale di svolgere mansioni che ricoprano più posti oltre al proprio ruolo, minando senza alcuna preoccupazione la salute dei propri lavoratori. Insomma l’ottimizzazione delle risorse umane, proprio come dice il nome, vede il lavoratore non più possessore di diritti, ma una risorsa da sfruttare ad ogni modo. Ormai tutto è automatizzato, progettato, tecnicizzato. Non si dà più valore alcuno al sentimento che si nutre di calma, riposo e quiete. Si vive nell’ansia del fare, del produrre, dell’utile. Se non c’è più un profitto, dunque, come poter generare nuove nascite e lasciare incoscientemente nell’inquietudine i propri nascituri? Forse una giornata del sentimento e una della famiglia farebbero riflettere, ma non basta se non siano ridimensionati gli spazi che l’economia invade sempre più nelle nostre vite.

I dati sono allarmanti. Gli italiani sono 55.000. Le nascite sono al minimo storico dall’unità di Italia. Dal 2014 la popolazione è scesa di 677 mila cittadini. Nel solo 2018 in 157 mila hanno lasciato il Paese.

Sarà possibile anche ripristinare anche l’articolo 18, vista l’emergenza?