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L'enigma della strage di Bologna

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

2 agosto 1980, Bologna. Una data e una città.

 

La pagina più nera della recente storia italiana. Lastrage della stazione di Bologna. 85 morti e 200 feriti. Una ferita ancora aperta. L'Italia non aveva mai visto una strage così sanguinosa, eppure di stragi ne aveva viste molte. Dopo 39 anni, le certezze sono poche, i dubbi tanti. Una sentenza passata in giudicato, indica in Fioravanti, Mambro e Ciavardini, gli esecutori materiali della strage. Quindi a mettere la bomba furono i neofascisti dei Nar. Fioravanti e la Mambro erano i leader dei Nar, autori di molti omicidi mai negati anzi rivendicati. Per la strage di Bologna, Fioravanti e la Mambro, si sono sempre dichiarati innocenti, estranei. Di certo, le certezze finiscono con la condanna di Fioravanti, Mambro e Ciavardini. Non è mai stato individuato il movente. Perché i Nar, dovevano compiere una strage?  Perché una strage tanto sanguinosa? Una strage così odiosa. A minare le poche certezze, arriva il processo in corso a Gilberto Cavallini. Anche lui dei Nar e attualmente processato per il suo presunto ruolo nella strage di Bologna. La Corte d'Assise ha stabilito nuove perizie, i cui esiti hanno portato più dubbi che risposte. Una perizia genetica, ha stabilito che i resti attribuiti a Maria Fresu, non sono di Maria Fresu. Maria Fresu, è una delle vittime, si stava recando in vacanza con la figlia e con amiche. Il corpo della Fresu, è stato letteralmente dilaniato dall'esplosione o meglio così è stato ipotizzato per 39 anni. Gli esiti della perizia genetica, hanno portato subito ad ipotizzare la presenza di una vittima mai identificata. Una conclusione forse azzardata. Era il 1980, non avevamo i mezzi e le competenze di oggi, nell'affrontare emergenze così gravi. Centinaia di feriti da soccorrere, decine di morti da ricomporre, uno sforzo immane. Anche le tecniche di sopralluogo e repertamento, non avevano i protocolli e le attrezzature di oggi. In un contesto simile, è possibile e comprensibile, qualche errore nell'attribuzione dei resti. La Corte, ha stabilito anche una perizia per individuare la composizione della bomba. Anche in questo caso, più dubbi che certezze. Secondo i periti la bomba era composta da 11 kg di esplosivo militare, ricavato da proiettili, forse residuati della Seconda Guerra Mondiale. La bomba aveva, sempre secondo i periti odierni, detonatore elettronico con un pulsante artigianale di sicurezza, che però era difettoso e ha provocato l'esplosione anticipata della bomba. Le precedenti perizie, invece, avevano stabilito che la bomba era composta da 23 kg di esplosivo, 5 kg di esplosivo militare e 18 di esplosivo civile, innescati da un congegno chimico. Quindi molto viene messo nuovamente in discussione. Tornano le teorie che vorrebbero i Nar estranei. Per alcuni, la strage è opera dei palestinesi, come ritorsione della violazione del lodo Moro; per altri serviva per allontanare l'attenzione da Ustica; per altri ancora la strage di Bologna, è collegata a quella del treno Italicus; infine si ipotizza che la strage di Bologna è stata provocata da una bomba in transito, destinata ad altro obiettivo ed esplosa in anticipo o in ritardo. Tante teorie ma nessuna certezza. Per mandare un messaggio, per una punizione, era necessaria una strage così sanguinosa? La logica porta a pensare, che la bomba era destinata ad altro obiettivo. Forse un obiettivo presente nella città di Bologna, forse la bomba era arrivata in treno a Bologna, un treno forse in ritardo (quella mattina molti treni erano in forte ritardo) e l'attentatore o corriere, non avendo più tempo per raggiungere l'obiettivo lascia la valigia e scappa. Forse. Dopo 39 anni troppi forse e nessuna verità piena. Sono 39 anni che quel treno pieno di morte e sofferenze, attende di partire dal binario 1, per raggiungere quella pace, che solo la verità può dare.

Credit foto https://www.bergamonews.it/2017/08/02/ore-10-25-del-2-agosto-1980-la-strage-di-bologna/261429/