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Sindacato, diritti, dubbi e dignità

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

La storia di Micaela Quintavalle

 


La Storia, è la somma delle singole storie. Siamo abituati a trattare i vari argomenti, trascurando le singole storie. In una paese dalla grande disoccupazione, dai molti licenziamenti, del lavoro precario, dei tanti morti sul lavoro, capita spesso di parlare di diritti dei lavoratori. Purtroppo, parliamo dei diritti dei lavoratori, senza raccontare le singole storie. Non diamo un volto all'operaio licenziato, al giovane che non trova lavoro, al cinquantenne che ha perso il suo, all'invalido sul lavoro, ai sindacalisti che lottano per dei diritti sacrosanti. Noi torniamo a raccontare una storia, che racchiude molte storie. La storia di Micaela Quintavalle, ex autista Atac, la sindacalista licenziata per aver denunciato la scarsa manutenzione, causa degli incendi sui bus Atac. La storia di Micaela Quintavalle, è ferma a martedì scorso, 8 ottobre. Il giudice si è ritirato, per deliberare sulla legittimità del suo licenziamento. In attesa della sentenza, raccontiamo nuovamente una storia, che è anche la nostra storia. L'Italia ha sempre avuto grandi sindacalisti e ha visto grandi battaglie sindacali. Oggi, invece, il sindacato è visto con diffidenza, come una cosa inutile. Vero è, che spesso il sindacato è solo apparato burocratico, abituato a mediare e non più a lottare. In questo contesto Micaela Quintavalle, diventa un simbolo. Suo malgrado. La Quintavalle è una donna dalla storia difficile, a tratti devastante, e come tutte le donne dalla storia difficile, è molto forte, a volte suo malgrado. Tanto forte, da non rinunciare al suo sogno di diventare medico. Un sogno difficile da realizzare, perché Micaela guida i bus, sulle tratte turistiche. Orari incompatibili con lo studio. Ecco perché, nel 2008, entra in Atac. Orari regolari, che le permettono di studiare. Guida con passione e dedizione, guida con educazione verso i passeggeri. Cosa non tanto scontata. Una lavoratrice come tante. Almeno fino al 2013. Nel 2013 la vita della Quintavalle cambia. Un gruppo di lavoratori, prende coscienza della necessità di una nuova esperienza sindacale. In Atac i problemi sono tanti. Turni massacranti, mezzi vecchi, diritti negati. Problemi mai risolti, dalle storiche sigle sindacali. Ecco la necessità di un nuovo sindacato, un sindacato fatto dalla e per la base. Nasce così il sindacato Cambiamenti M410. Micaela Quintavalle, è il segretario nazionale e anima del sindacato. Non accetta compromessi sui diritti dei lavoratori. Chiede il rispetto della normativa sui diritti dei lavoratori e del codice della strada. In realtà nulla di speciale. Invece, per molti è una rivoluzione, dopo anni di accordi al ribasso, pagati dai lavoratori. Il vero atto rivoluzionario della Quintavalle, è restituire coscienza dei propri diritti, agli autoferrotranvieri. Infatti, molti lavoratori sono degli analfabeti rispetto ai propri diritti, In poco tempo la Quintavalle, diventa personaggio mediatico e spesso poco amato. Poco amato dai vertici Atac, dalle altre sigle sindacali, dai vertici Cotral, da certa politica e a volte poca amata dagli utenti. Da noi utenti. Il sindacato guidato dalla Quintavalle, torna ad usare con frequenza lo strumento dello sciopero. E noi utenti, amiamo poco lo sciopero. Perché noi paghiamo i disagi dello sciopero. In molti, però, abbiamo capito che la Quintavalle, difendeva anche la nostra dignità, perché non è dignitoso viaggiare su mezzi vecchi, sempre pieni, guidati da autisti stanchi. Dignità per i lavoratori, dignità per i passeggeri. Dignità mai rinnegata dalla Quintavalle, tanto da perdere il lavoro ma senza perdere la dignità. Ora attende la sentenza, quasi da sola. Certamente in tanti non hanno capito chi è Micaela Quintavalle, la sua idea di sindacato, il suo viscerale bisogno di verità e di dignità. Al giudice, Micaela ha chiesto di giudicare se è sbagliato lottare per la sicurezza della collettività, se deve pagare così duramente. Micaela Quintavalle, sente la necessità di essere capita. Capita dai lavoratori che ha difeso, capita da noi utenti, capita dalle persone che ama. In altri tempi, una donna, una sindacalista come Micaela Quintavalle, sarebbe stata raccontata da una Oriana Fallaci. Oggi siamo in pochi a raccontare una pagina importante  di storia umana e sindacale. Una storia di dignità personale e collettiva. Ora un giudice deciderà se ridare dignità a Micaela Quintavalle, ma anche le persone che hanno giudicato frettolosamente e senza appello , che si sono allontanate da Micaela, dovranno decidere se restituirle dignità, se concederle una nuova possibilità di essere felice, serena. Il minimo, per una persona che ha, oggettivamente, molto sacrificato per la dignità di molti e di ciascuno.

Credit foto www.ilcorrieredellacittà.com