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Paola Manchisi, morta di niente

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di PIERDOMENICO RUGGIERO CORTE

Una ragazza, una porta, una strada. Potrebbero essere i soggetti di una fotografia o di un quadro.

 

 

Un qualcosa di bello, di sereno. Invece no. Sono i protagonisti di una brutta storia, difficile da capire, difficile da accettare. La ragazza è Paola Manchisi, viveva a Polignano a mare, con sua madre, suo padre e suo fratello. La porta è quella della casa di Paola, porta che ha tenuto, per anni, Paola lontana dal mondo. La strada è quella davanti casa di Paola, strada dove si sono dovuti fermare coloro che sono andati a chiedere notizie della ragazza. Amici, assistenti sociali, Polizia locale, medico di famiglia, sacerdote. A nessuno è stata aperta quella porta. Tutti hanno avuto la stessa risposta, “Paola non ha bisogno di nulla “. Paola Manchisi a 17 anni è una ragazza come tante. Studia, ha i suoi amici. Poi succede qualcosa. Decide di abbandonare la scuola. Non solo, Paola non esce più di casa. Per anni. Gli amici, preoccupati, cercano sue notizie, cercano di vederla. Senza riuscirci. Iniziano anche ad arrivare segnalazioni alle autorità competenti. Si sente Paola urlare, le condizioni igieniche in cui vive sarebbero precarie. Il Comune invia la Polizia locale e assistenti sociali. Nulla cambia, anzi. Paola telefona in Comune, rassicurando di stare bene. Una sua amica, però, non si arrende. Nell'agosto 2017, si rivolge alla trasmissione “Chi l'ha Visto?”. Un inviato della trasmissione si reca a Polignano a mare. Intervista i vicini, parla con la madre di Paola che ribadisce che Paola non ha bisogno di aiuto e anzi dice che i veri problemi sono altri, cioè la malattia di suo marito, che si trova vicino a lei. L'inviato della trasmissione, contatta una cugina di Paola, che chiama la ragazza. Paola, con voce debole, promette che andrà a trovarla. Quella porta, però, rimane chiusa per altri mesi. Si aprirà solo per far entrare Carabinieri e Polizia mortuaria. Paola è morta a 30 anni. I giornali riferiscono che è stata trovata in pessime condizioni igieniche, gravemente denutrita, con una flebite non curata. Se tutto ciò verrà confermato, Paola è morta di niente. Niente cibo, niente cure, niente di niente. Ora si attende l'autopsia, ci dirà se veramente la morte di Paola è improvvisa come scritto nel manifesto funebre. I genitori sono indagati dalla magistratura. Intanto divampano le polemiche. Perché Paola non è stata salvata? Perché nessuno ha fatto saltare quella porta? La risposta è articolata. Ci sono limiti imposti dalla legge. Procedure da seguire. Probabilmente un cavillo, un modo per aprire quella porta, per accertare le condizioni di Paola, si poteva trovare. Era necessario, però, che qualcuno rischiasse, che qualcuno si assumesse la responsabilità. Il problema è che, spesso, c' è paura di prendersi una responsabilità, per timore di una denuncia. Allora spesso si segue la legge e il protocollo alla lettera. Però la legge per essere efficace, non deve essere rigido granito, ma argilla da modellare in base al caso specifico. Inoltre bisognerebbe riportare gli organi decisionali più vicini al territorio. Negli anni 70 il Pretore e l'Ufficiale Sanitario, erano nelle condizioni di prendere decisioni d'urgenza ed erano più vicini alle realtà locali. Comunque qualsiasi spiegazione, suona inutile, quasi fastidiosa. Paola è morta, nulla può  cambiarlo. Probabilmente, Paola aveva disturbi alimentari che i suoi familiari non hanno saputo affrontare. Arriveranno le sentenze, ma una cosa è sicura, tutti potevano fare di più. Paola con i suoi occhi buoni e dolci, meritava un finale da favola. Con il cavaliere che sfonda la porta e salva la principessa, tenuta nella torre. Ma i cavalieri dovevano affrontare draghi e banditi, bastava un colpo di spada e via. Oggi con leggi, norme e protocolli, sarebbe dura pure per loro. Non dobbiamo dimenticare Paola, e non dobbiamo dimenticare che ci sono tante persone nella stessa condizione. Se ci sono lacune legislative, è tempo di colmarle. Bisogna tornare ad avere il coraggio di prendere decisioni. Paola Manchisi non deve essere un arcobaleno che attira la nostra attenzione per un attimo e poi sparisce. Deve essere la stella polare che indica la strada per impedire che altri possano morire di niente.

Credit foto Chi l'ha Visto ?