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L'omicidio di Serena Mollicone, gli sviluppi recenti

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

La notizia è di questi giorni. Il medico legale Cristina Cattaneo ha consegnato alla Procura di Cassino, una relazione sulla morte di Serena Mollicone. Scomparsa il 1 giugno 2001 e ritrovata cadavere il 3 giugno. L'accertamento medico-legale è stato richiesto dalla Procura di Cassino, nell'ambito delle nuove indagini sulla morte della giovane studentessa. La Dottoressa Cattaneo, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe indicato una precisa dinamica dell'omicidio di Serena Mollicone.

 

La ragazza sarebbe stata aggredita e picchiata, in una stanza della caserma dei carabinieri di Arce. Poi, la testa della povera Serena sarebbe stata sbattuta contro una porta presente nella stanza. Successivamente legata e soffocata con del nastro adesivo. Per essere poi trasportata nel bosco dove viene rinvenuta. La relazione della Cattaneo potrebbe rendere più delicata la posizione dei tre indagati. L'allora comandante della Stazione carabinieri di Arce, la moglie, il figlio. Saranno i giudici a stabilire la validità delle valutazioni della Dottoressa Cattaneo. Corre l'obbligo, però, di fare delle considerazioni. Una premessa, considerazioni basate esclusivamente  su documenti ufficiali e pubblici. Partiamo da un fatto certo, già è stato celebrato un processo sull'omicidio di Serena Mollicone. Processo che ha visto l'assoluzione di Carmine Belli. Processo che ha lasciato in eredità sentenze passate in giudicato e consulenze mediche. Sentenze e consulenze che presentano uno scenario molto diverso da quello della Cattaneo. Al processo Belli furono presentate le relazioni di tre medici legali. La Dottoressa Conticelli che ha effettuato l'autopsia, il Prof. D'Aloia consulente della Procura, il Prof Umani Ronchi consulente della difesa. Alla fine del dibattimento è emerso che Serena è stata colpita da un corpo contundente. Corpo contundente che la Dottoressa Conticelli descrive con precisione in una intervista a “Chi l'ha Visto ?” nel 2010. Emerge anche che Serena viene colpita di sorpresa, alla testa. Niente lotta, niente segni di percosse. Inoltre sugli abiti di Serena non vi è traccia di sangue, cosa difficile in caso di lotta. Certo potrebbe avere ragione la Dottoressa Cattaneo. Ma le risultanze del processo Belli, hanno una caratteristica in più. Hanno superato il vaglio del dibattimento e di tre diversi collegi giudicanti. Ad oggi a questo dobbiamo attenerci. Ad una sentenza passata in giudicato. La verità processuale cambierà con nuova, eventuale, sentenza passata in giudicato. Non è garantismo verso gli imputati. Se colpevoli meritano il massimo della pena, dato che Serena è stata uccisa  in modo atroce. No, non è garantismo. Si tratta del ricordo di cosa è successo nel 2003. L'arresto di Carmine Belli, la sfilata a Cassino mentre lo portavano in carcere, i titoli dei giornali, la puntata di “Porta a Porta” il giorno dell'arresto. Io posso dire, purtroppo, c'ero e ricordo l'illusione della verità. Tanti hanno dimenticato quel processo. Hanno dimenticato la sentenza della Corte d'Assise di Cassino. Sentenza che contiene, invece, molti elementi importanti. La morte di Serena Mollicone conta già molte vittime. La famiglia Mollicone, Santino Tuzi e la sua famiglia e Carmine Belli. Ora  c'è necessità, finalmente, del colpevole. La Procura di Cassino e gli investigatori stanno facendo un lavoro eccellente. Noi non dobbiamo farci prendere da facili entusiasmi o voglia di scoop. Il giornalismo investigativo non è semplicemente riportare le notizie ma vagliarle in modo critico. Indagare quindi, mettendo in discussione consulenze e versioni ufficiali. Una consulenza in ambito processuale, non è la parola di Dio, pensiamo al caso Cucchi, al caso dei fidanzati di Policoro, pensiamo al caso di Raniero Busco. Solo una sentenza passata in giudicato è, processualmente, la verità. Lasciamo ai magistrati il travaglio del giudizio. Saranno loro a spiegare quali persone portarono il corpo di Serena nel bosco e con quale mezzo. Saranno loro a spiegare perché il dna trovato sul corpo di Serena, non appartiene agli indagati. Quando sul medesimo elemento di prova abbiamo consulenze scientifiche completamente discordanti tra loro, la prova scientifica perde l'oggettività, diventa soggettiva. Spetta quindi al giudice , valutare non solo la validità scientifica delle consulenze ma anche il grado di compatibilità con le altre evidenze emerse. Serena aspetta giustizia da tanti anni. Oltre ad aspettare ci giudica. Consuelo Mollicone, disse che sua sorella Serena diceva sempre in faccia ciò che pensava. La sua onestà intellettuale, sia per tutti esempio ed imperativo morale.

Credit foto www.liritv.it