L'omicidio del Generale Dalla Chiesa e le domande senza risposta

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

In Italia la fiducia nello Stato e nelle Istituzioni, non è molto alta. A dire il vero spesso manca il senso dello Stato. In tale contesto risulta molto importante la figura del servitore dello Stato. Donne e uomini che mettono la propria vita al servizio della collettività, delle leggi e dei principi dello Stato Democratico. Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, era uno di loro. Anzi li rappresenta tutti. Il Generale Dalla Chiesa è una delle più importanti figure dell'Arma dei Carabinieri. Salvo D'Acquisto e Dalla Chiesa sono le icone che meglio rappresentano lo spirito dell'Arma. La vita di Dalla Chiesa ha tre pilastri: lo Stato, l'Arma e la sua famiglia. .La vita del Generale, è anche caratterizzata, e forse segnata, da domande rimaste senza risposta. Nel 1942 diventa ufficiale dei Carabinieri, seguendo le orme di suo padre.

 

 

 

Dopo l'8settembre 1943, entra nella Resistenza. Dopo la Liberazione presta servizio in vari comandi, Roma, Salsomaggiore, Casoria. Presso l'Università di Bari si laurea in Giurisprudenza e Scienze Politiche. Tra i suoi docenti, un giovanissimo Aldo Moro. Il destino inizia a tessere. Nel 1949 comanda il Gruppo Squadriglie carabinieri di Corleone e indaga sulla scomparsa del sindacalista Placido Rizzotto. Viene poi assegnato a Firenze,Como,Milano e Roma. Dal 1966 al 1973, comanda la Legione Carabinieri di Palermo. Indaga, in maniera scientifica, il fenomeno mafioso. Prepara mappe territoriali delle cosche mafiose. Nel 1970, segnala alla Commissione Antimafia, le collusioni della mafia con la politica e il mondo economico. Nel 1973 assume il comando, con il grado di Generale di Brigata, della Regione militare di Nord Ovest, con giurisdizione su Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria. Nel 1974, con il rapimento del giudice Sossi, le Brigate Rosse entrano nella scena del terrorismo italiano. Lo Stato risponde con la formazione del Nucleo Speciale Antiterrorismo, al comando di Dalla Chiesa. I carabinieri del Nucleo Speciale Antiterrorismo vivono in clandestinità, vestono, si comportano e pensano come dei brigatisti rossi. La strategia di Dalla Chiesa è scoprire tutto sulle Brigate Rosse, infiltrarle e poi procedere agli arresti. Infiltrando nelle Br Silvano Girotto, detto “Frate mitra “, i carabinieri di Dalla Chiesa, arrestano, l'8 settembre 1974, due capi storici delle Brigate Rosse, Renato Curcio e Alberto Franceschini. Ed ecco la prima domanda rimasta senza risposta, perché non viene arrestato anche Mario Moretti? Con l'arresto di Moretti, sarebbe, forse, cambiata la storia d'Italia. Nonostante l'attività terroristica fosse alta, l'11 luglio 1975 il Nucleo Speciale Antiterrorismo viene sciolto. Perché? Nel 1977 Dalla Chiesa viene nominato Coordinatore del Servizio di sicurezza degli Istituti di Prevenzione e Pena. Il 16 marzo 1978, viene rapito Aldo Moro e trucidata la sua scorta.  Il 9 maggio viene ucciso Aldo Moro. Lo Stato prova a reagire ad un simile attacco. Il 9 agosto 1978, il Generale Dalla Chiesa viene nominato coordinatore delle Forze di Polizia e degli Agenti Informativi per la lotta contro il terrorismo. Alle sue dipendenze ha un centinaio di uomini tra carabinieri e poliziotti. Perché questo Nucleo al comando di Dalla Chiesa viene creato solo dopo la morte di Moro? Gli uomini di Dalla Chiesa, in poco tempo, ottengono ottimi risultati. Scoprono il covo delle Brigate Rosse di Via Monte Nevoso a Milano, dove trovano copia del memoriale Moro. Arrestano Rocco Micaletto e Patrizio Peci. Il pentimento di Peci, segna l'inizio della fine per le Brigate Rosse. Dalla Chiesa riesce a trovare il memoriale originale e completo di Moro? Gli omicidi di Carmine Pecorelli, Antonio Varisco e di Dalla Chiesa sono legati al memoriale Moro? Dalla Chiesa nel maggio 1982, viene nominato Prefetto di Palermo, con l'incarico di combattere la mafia. Viene però inviato a Palermo senza poteri e senza uomini. Il 3 settembre 1982 la mafia uccide Carlo Alberto Dalla Chiesa, la sua seconda moglie Emanuela Setti Carraro e l'unico agente di scorta, Domenico Russo. Perché la mafia ha tanta “ fretta “ di uccidere Dalla Chiesa ? Nemmeno con Falcone e Borsellino, nemici mortali della mafia, hanno avuto tanta “ fretta”. Il miglior modo per ricordare il Generale Dalla Chiesa è riflettere sulla sua risposta ad una domanda di Giorgio Bocca durante l'intervista del 10 agosto 1982 “Lei dice che fra filosofia mafiosa e filosofia brigatista esistono affinità elettive? Direi di si. Costa diventa troppo pericoloso quando decide, contro la maggioranza della Procura, di rinviare a giudizio gli Inzerillo e gli Spatola. Ma è isolato, dunque può essere ucciso, cancellato come un corpo estraneo. Così è stato per Coco: magistratura, opinione pubblica e anche voi garantisti eravate favorevoli al cambio tra Sossi e quelli della XXII Ottobre. Coco disse no. E fu ammazzato. “

Foto tratta dal sito www.corriere.it