Storie e storiacce di nera/ La strage della stazione di Bologna, tra verità e ombre

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di PIERDOMENICO CORTE RUGGIERO

Il 2 agosto 1980 , Bologna viene devastata dal più sanguinoso attentato compiuto in Italia. E' periodo di esodo estivo. Si svuotano le città. Si affollano strade, stazioni, aeroporti. La stazione di Bologna non fa eccezione. Centinaia di persone sostano nello scalo ferroviario bolognese. La maggioranza sono viaggiatori in partenza, altri attendono qualcuno in arrivo. Il clima è disteso, gioioso .

 

 

 

Finalmente le vacanze. Via dal caos della città, via dal caldo opprimente. Ecco il mare, la montagna. In questo clima festoso, nessuno si accorge di una persona che entra nella sala d'attesa di seconda classe. Porta una valigia. Come quasi tutti. Dopo esser rimasto un po' in sala d'attesa, si alza e va via. Non ha più la valigia, è rimasta su un tavolino portabagagli, sotto un muro portante.  L'avrà dimenticata. Succede. Alle 10.25 ,una tremenda esplosione scuote la stazione e tutta la città di Bologna. Crolla un'intera ala della stazione. La detonazione investe in pieno il treno  Ancona-Chiasso fermo al 1° binario. I soccorsi sono immediati . Bologna dimostra grande forza ed efficienza. Il bilancio è drammatico. 85 morti e 200 feriti. Ad esplodere è stata la valigia abbandonata nella sala d'aspetto. Conteneva 23 kg di esplosivo, un gelatinato da cava per uso civile arricchito con una percentuale di T4. Probabilmente collegato ad un timer. Quindi attentato. Un sanguinoso attentato. Le indagini si indirizzano verso la pista del terrorismo, più precisamente i N.A.R. Dopo una lunga vicenda giudiziaria, vengono condannati, quali esecutori materiali, Francesca Mambro,Giusva Fioravanti, Luigi Ciavardini. Dei N.A.R. I tre si sono sempre proclamati innocenti. Per depistaggio vengono condannati Licio Gelli e ufficiali del Sismi. Quindi nella strage di Bologna sono coinvolti i N. A.R, la P.2, ed elementi infedeli dei servizi segreti. Ma i mandanti ? Il movente ? Non sono stati individuati. Molte le ipotesi. L'attentato potrebbe essere inserito nella famigerata strategia della tensione, o essere una ritorsione dei palestinesi contro l'Italia per il mancato rispetto del lodo Moro , o una ritorsione della Cia/Mossad per la politica italiana filo -araba. Tutte ipotesi interessanti. Ciò che lascia perplessi è l'elevato numero di vittime. Sia i palestinesi, che il terrorismo nero, avevano già colpito in Italia, mai in modo tanto sanguinoso. Anche i servizi segreti non avrebbero avuto bisogno di così tante vittime per  mandare un “ messaggio “ . L'Italia aveva trovato un nuovo assetto politico dopo morte di Aldo Moro, con la chiusura di ogni possibile apertura al Partito Comunista. Iniziava a formarsi l'asse Craxi-Andreotti-Forlani,il pentapartito. Proprio nel 1980, il 5 ottobre, Licio Gelli , in una intervista, sfoggia tutto il potere suo e della P2. In una situazione politica che si “ normalizza “ con la morte di Moro e con la P2 all'apice del potere che senso ha un simile attentato nella logica della strategia della tensione ? Perché i N.A.R partecipano ad un attentato che è , per loro , un suicidio politico ? Eppure lo fanno , le sentenze parlano chiaro. Prima della strage di Bologna, abbiamo a giugno la strage di Ustica, a luglio il ritrovamento del Mig libico in Calabria. Il giorno dopo la strage di Ustica, una telefonata dei N.A.R rivendica l'attentato. Compiuto da Marco Affatigato, che si è fatto esplodere. Però Affatigato è vivo e smentisce tutto. La rivendicazione dei N.A.R è un depistaggio. L'attentato alla stazione di Bologna sembra un colpo dato per tramortire l'opinione pubblica e le istituzioni. Tramortire, forse, per distogliere l'attenzione, per evitare che venisse scoperto qualcosa. Un segreto talmente importante da valere, per qualche mente criminale, la vita di 85 persone. Un segreto , forse , legato ad Ustica o al Mig caduto in Calabria. I mandanti sono , probabilmente, italiani. Mentre gli interessi dietro la strage di Bologna , potrebbero essere non solo italiani. Forse ci troviamo davanti ad un “burattinaio” che si è servito dei N.A.R, di Gelli e di elementi deviati dei servizi segreti. Ogni anno vengono ricordate le vittime del 2 agosto 1980, viene ricordata la gioia seppellita dalle macerie dell'odio. Abbiamo l'obbligo di tirare fuori dalle macerie la verità. Tutta. Facciamo nostre le lacrime di Pertini che, davanti alla devastazione e alle vittime, seppe racchiudere in una parola il dramma di quel giorno. Straziante.

Immagine tratta dal sito www.stragi.com