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Autumn in Milan

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di MICHELANGELA BARBA

È da poco passata la giornata europea contro la tratta, celebrata lo scorso 18 ottobre, e per la prima volta dopo quattro anni le associazioni Ebano e Adri non fanno un comunicato stampa congiunto.

 

Si limitano a ribadire quello del 30 luglio ultimo scorso.  Perché pur essendo stato ripreso da più e più parti, quel comunicato non ha ad oggi avuto risposta.

“Save the Children” nel rapporto “Piccoli Schiavi 2019” riferisce di avere osservato in una sola notte, in sole cinque regioni d’Italia ben 729 minori di nazionalità romana.

Riferisce, poche righe dopo, che in tutto l’anno 2018, in tutto il territorio nazionale solo 3 minori romene sono state accolte in percorsi di assistenza come previsti dalla piattaforma antitratta.

L’anno precedente soltanto una.

Torniamo a chiederci e a chiedere quali interventi siano stati attuati per le 729 conteggiate nell’unica uscita.

Non le riunioni di équipe o i “momenti di confronto” per parlare del fenomeno.

Vogliamo sapere quali autorità siano state informate, quali servizi sociali. Vogliamo conoscere quali funzionari hanno archiviato le segnalazioni e con quale motivazione.

Cosa è successo dopo la rilevazione statistica? Dove si è arenato il sistema?

Cosa permette da tanti troppi anni che le ragazzine romana a migliaia siano igoiate dal un buco nero dello sfruttamento sessuale?

Campeggiano sui giornali romani le notizie di Luiza e Alexandra due adolescenti scomparse forse trafficate forse uccise. Due ragazze pulite. Due ragazze delle tante che scompaiono nel nulla in patria. E improvvisamente la Romania scopre quanto sia facile passare la dogana con minori di cui non si è genitori.

Appelli su appelli, anche l’italiana Chi l’ha visto? Cerca Luiza e Alexandra.

Delle 729 Luiza e Alexandra di cui conosciamo il numero, l’ubicazione e forse un nome falso pare non importare a molti.

Diteci chi sono queste 729. Diteci che sono state ritracciate le loro famiglie o se le famiglie sono inadeguate le Istituzioni addette ai lavori.

Chiamate Iana Matei, la psicologa romena che da un quarto di secolo ha dedicato a questo la sua vita.

Noi non ci arrendiamo davanti a un numero muto e al tempo stesso eloquente.

Chiediamo risposte che non arrivano.

In verità, che non arrivassero in data 18 ottobre era abbastanza prevedibile. Ricca di inziative l’agenda dei Comuni che organizzano i servizi antitratta locali.

Il Comune di Milano, ad esempio, che spesso viene indicato come uno degli Enti maggiormente sensibili  alle tematiche sociali ha organizzato un flash mob.

L’anno scorso avevamo assistito – o maglio avremmo assistito se non fossimo stati troppo impegnati come sempre ad accogliere le richieste di aiuto che l’istituzione respinge – a una free style battle. Ovvero, per chi ha raggiunto un’età e non ha figli e nipoti adolescenti, un’appassionante gara di ballo da strada.

Effettivamente le free style battle sono spettacoli molto coinvolgenti.

Come esattamente coinvolgano un miglioramento dei servizi antitratta in essere (visto che non trattavasi di evento raccolta fondi ma di evento – ahimè- “celebrativo” della detta giornata) non è dato comprenderlo ma sicuramente gli illuminati organizzatori ne avranno maggior contezza.

L’anno precedente ci fu un concerto con analogo fine.

Quest’anno un flash mob appunto. L’evento del popolo di internet per eccellenza. D’altronde dobbiamo essere al passo con i tempi e Milano, città della moda e del design, non può farsi sfuggire l’occasione di essere “avanti” (come il milanese medio direbbe).

Flash mob dunque per lanciare i consueti palloncini arancioni, un po’ come alla festa in spiaggia di qualche località balneare o alla sagra di Paese.

Cosa si festeggia? 729 ragazzine fantasma, signora mia, ma quanto è caldo questo ottobre.

Ma ecco che quest’anno arriva la vera novità. Il tocco rivoluzionario.

Mentre il Comune e la sua piattaforma allestivano il loro flash mob, un gruppo di animalisti ecologisti e probabilmente persin vegani allestiva il proprio.

Notarono immediatamente i fratelli green che i palloncini inquinano, interrompendo con parolacce e gestacci il bucolico lancio annuale.

Non già dunque vi fu sollevazione per i diritti delle vittime dimenticate ma per i diritti del pianeta.

Un pianeta che divide tra eletti e no evidentemente.

Attendiamo che il Comune per l’anno prossimo organizzi un lancio di oggetti ben più biodegradabili onde evitare di ferire le sensibilità di tutti.

Sensibilità non urtate ed eventi postabili sui social d’altronde sono priorità diffuse.

La verità, la legalità e la vita di qualche migliaio di ragazzine no.

Italia 2019. Giornata Europe Contro Il Traffico di Esseri Umani.