Il SudEst

Wednesday
Nov 21st
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica Il potere che logora

Il potere che logora

Email Stampa PDF

alt

di LAVINIA ORLANDO

“Il potere logora chi non ce l'ha” affermava Giulio Andreotti citando un celebre aforisma in realtà ideato da altri ben prima di lui;

 

può darsi che tale massima si attagliasse alla politica di svariati decenni fa e che possa anche riguardare l'operato di alcune tra le forze attuali, ma non è assolutamente in grado di descrivere le modalità d'azione del Movimento Cinque Stelle di governo che, dall'assolutismo di alcuni concetti posti come centrali nei suoi primi anni di vita e ripetuti fino alla nausea (onestà, tutela dell'ambiente, informazione libera e via dicendo) ha via via deviato seguendo percorsi meno netti e concetti più edulcorati.

Cosa dire, ad esempio, di un vice Premier che definisce i giornalisti “infimi sciacalli”, accompagnato da uno dei più influenti esponenti della medesima forza politica che rincara la dose con le espressioni “pennivendoli puttane”, accusando le testate di aver preso di mira, con epiteti poco eleganti, il Primo Cittadino di uno dei Comuni amministrati dalla medesima compagine?

Per quanto possa sembrare di essere tornati indietro di qualche anno, all'epoca in cui il berlusconismo vigeva imperterrito nel nostro Paese e cacciava, al suono di editti bulgari, giornalisti dalle reti televisive pubbliche, l'episodio attiene alla più stringente attualità e vede come protagonisti gli stessi esponenti (Di Maio e Di Battista) di quella forza politica che tanto ha combattuto metodo e scelte di merito del re di Arcore, salvo ritrovarsi, giunti al governo, ad adottare modalità non poi così differenti, visto il linguaggio adoperato.

Ancora, cosa pensare dell'approvazione di un condono di fatto, previsto all'interno del c.d. decreto Genova, con tanto di esultanza con pugno chiuso del Ministro competente – in barba alle quarantatré vittime causate dal crollo del ponte Morandi – andata in scena in Senato?

Anche questo, a prima vista, sembrerebbe un provvedimento figlio di precedenti esecutivi (e non solo, a dire la verità, di quelli a trazione berlusconiana), che sarebbe stato inequivocabilmente contestato in primis dal Movimento Cinque Stelle che inneggiava – e continua tuttora ad inneggiare – all'onestà come mantra dell'operato di una nuova classe dirigente.

Pure in questo caso, tuttavia, è proprio la forza politica fondata da Grillo e Casaleggio ad essersi fatta promotrice di “cotanta” beltà e pazienza se il tutto vada a stridere con quanto promesso fino a qualche mese fa.

“Il potere logora chi ce l'ha” si potrebbe, a questo punto, affermare. Beninteso, non solo sotto il profilo delle azioni direttamente poste in essere dai pentastellati.

Il potere, difatti, logora talmente tanto chi si ritrovi, pro tempore, a detenerlo, da spingere chi ce l'abbia a tacere o, peggio, ad avvalorare e consentire le scelte di chiunque risulti indispensabile al mantenimento dello status quo.

Due episodi, tra tutti, valgano come esempio di quanto appena affermato.

Si pensi allo sgombero del centro Baobab di Roma, in cui trovavano riparo senza fissa dimora italiani e stranieri, deciso dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini, sventolando il classico motto “ordine e sicurezza”. Il tutto si è ovviamente svolto a favore di telecamere, affinché la macchina propagandistica dispiegasse appieno i suoi effetti. Molti tra gli ospiti del centro, con i documenti perfettamente in regola, si sono ritrovati a trascorrere le notti successive in mezzo alla strada, a dimostrazione del fatto che le ruspe, in assenza di stato sociale, non risolvono i problemi, al contrario esacerbandoli - e pensare che l'Istat ha da poco diffuso i dati relativi agli omicidi commessi in Italia nel 2017, evidenziando per il nostro Paese, con buona pace di Salvini e sodali, un tasso di omicidi più basso della media dei Paesi dell'Unione Europea.

La vicenda, che ha colpito, come solito, gli ultimi della società, ossia migranti e soggetti a reddito zero, ha visto il classico silenzio dell'alleato pentastellato che, a parte rare eccezioni, mantiene sempre un bassissimo profilo con riferimento a faccende di questa specie, dimostrando alternativamente o un accordo di fondo con gli argomenti leghisti o un sostanziale attaccamento alla poltrona, tale da impedire di opporsi ai vari scempi sotto il profilo umanitario posti in essere dalla Lega in questi mesi di governo.

C'è, tuttavia, un'ulteriore vicenda, se possibile ancora più inquietante, in grado di chiarire la reale natura del Movimento che tanto ha fatto sperare un parte d'Italia. Ci si riferisce alla nomina della nuova Presidente della Commissione Diritti umani del Senato, la senatrice leghista Stefania Pucciarelli, scelta dalla premiata ditta di governo come capo di un organo parlamentare che dovrebbe occuparsi di diritti fondamentali della persona. Nulla da obiettare se solo non fosse che la suddetta parlamentare, nel corso degli anni, non abbia lesinato una serie di esternazioni contrarie – in alcuni casi denigratorie – rispetto a campi rom, migranti, persone Lgbt e via dicendo, rappresentando un profilo del tutto inadeguato a ricoprire un ruolo così delicato e di garanzia.

Altro che baluardo contro la destra populista, come ebbe ad affermare Beppe Grillo anni or sono con riferimento alla sua creatura politica. Più trascorrono le settimane e più viene in evidenza l'inconsistenza del Movimento Cinque Stelle, che rischia, al contrario di quanto sostenuto dal comico genovese, di fungere da autentico apripista agli estremismi più biechi.