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Il diritto alla cittadinanza e le ipocrisie della politica

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di MICHELE PETTINATO

Sono sempre più numerosi i bambini stranieri nati in Italia che, a tutti gli effetti, sono cittadini italiani. E’ una questione complessa e cruciale quella del diritto alla cittadinanza.

 

Il PD, nella sua recente esperienza di governo, non è riuscito a regolamentare questo importante tema di civiltà che riguarda il futuro della nostra nazione.

Paura, mancanza di coraggio, oblio dei valori che hanno da sempre animato chi crede nei valori riformisti. La mancata approvazione dello Ius Soli, resterà per sempre una macchia nell’esperienza politica del PD a guida di Matteo Renzi. E’ solo una delle tante angolazioni della crisi della sinistra italiana, incapace di proteggere quei principi che alimentano il diritto alla cittadinanza anche a tutti quei bambini stranieri che contribuiscono al futuro di una comunità.

Spesso, capita di ascoltare bambini stranieri che ormai parlano i nostri dialetti ma che la politica non considera ancora cittadini italiani. Come i piccoli Adam e Rami che, con un gesto eroico, hanno salvato i loro compagni di scuola dalle fiamme e dalla scelleratezza dell’autista che li accompagnava a casa, che soffriva di turbe mentali.

I bambini stranieri, ormai, rappresentano una realtà all’interno delle nostre scuole. Il loro essere figli di persone che hanno compiuto sacrifici per venire a lavorare in Italia, rappresenta una valore aggiunto ed un esempio per i nostri stessi figli che condividono con loro l’esperienza scolastica.

La politica, però, sembra camminare su una opposta direzione. Il tema della cittadinanza ai bambini nati in Italia, sembra ormai scomparso dai temi del Parlamento. Non se ne parla più, nemmeno da quei banchi del Parlamento da cui ci si dovrebbe attendere un sussulto di civiltà. E’ sempre così quando, culturalmente, subentra la logica della paura del diverso e quella ipocrisia che scende lentamente sulle nostre coscienze.

Quei bambini italiani, salvati dalle fiamme da due loro coetanei stranieri, rappresentano certamente una immagine forte. E’ un monito per quella classe politica che sembra affondare nella mediocrità, nonostante avesse predicato il cambiamento soltanto un anno fa. Quei bambini, oggi, ci ricordano che dobbiamo essere capaci di proteggere il loro futuro, essere all’altezza delle loro aspettative e dei loro sogni. Siamo, però, ancora troppo lontani da questo orizzonte.

Fonte foto: Repubblica.it