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La vera sfida dell’autonomia

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di MICHELE PETTINATO

Qualche giorno fa, nel pieno di una pandemia che ha ripreso la sua drammatica salita nei contagi, Il Presidente del Consiglio Conte ha chiesto ai Comuni Italiani di agire direttamente nelle scelte relative a chiusure e divieti nei rispettivi contesti territoriali.


Subito si è alzata la voce del Presidente Anci Antonio Decaro, Sindaco di Bari, che ha portato all’attenzione la protesta dei Comuni Italiani che hanno letto l’iniziativa governativa come uno “scaricabarile” sull’attuale situazione e sulla necessità di mettere in campo scelte condivise e ben coordinate.

La querelle tra Governo ed Enti Locali sulla gestione locale delle emergenze “Covid” ripropone un tema molto importante e, forse, poco dibattuto anche sui media nazionali. Il tema è quello delle autonomie locali.

La legge 59 del 1997 conosciuta come legge “Bassanini” ridefiniva i rapporti e la distribuzione delle competenze tra lo Stato, le Regioni e il sistema delle autonomie locali portando a compimento quel percorso cominciato nel 1970 con l’istituzione delle Regioni. Tra i vari ambiti di riforma, vi era quello della riorganizzazione di vari ambiti legati al funzionamento di alcuni ambiti specifici dei servizi pubblici e della disciplina pubblicistica di alcuni settori economici, mirando anche ad avviare massicci fenomeni di rilocalizzazione delle funzioni fra Stato e Regioni nonché di privatizzazione e delegificazione di alcuni settori precedentemente a forte caratterizzazione nazionale. Tra gli altri obiettivi vi era quello della semplificazione delle procedure e delle regole che presiedono all'attività amministrativa in generale e all'organizzazione e al funzionamento dell'amministrazione italiana. L’autonomia scolastica nacque con quella legge e nel corso degli anni si è progressivamente rimodulata su quei principi.

Si può dire tuttavia che all’autonomia degli enti locali sia corrisposta una adeguata attenzione alla tutela dei diritti dei cittadini? Questi ultimi 25 anni ci hanno dimostrato che purtroppo non è stato così. Quella riforma che, sulla carta, nel percorso di decentramento amministrativo, avrebbe dovuto garantire una adeguata ed equa crescita dei territori, non ha centrato i suoi obiettivi.

Le disuguaglianze tra Regioni non sono diminuite, anzi, si sono acuite. La pandemia ha fatto ulteriormente emergere queste contradizioni. Lì dove l’autonomia amministrativa invitava alla collaborazione tra gli enti locali, si è invece assistito a scelte politiche poco coordinate e chiare tra Sindaci e Presidenti di Regione.

Cosa valore assume oggi il concetto di autonomia degli enti locali? E’ sempre più evidente che, in questi anni, l’autonomia sia spesso rimasta confinata in un ambito burocratico e poco sensibile ai reali diritti delle comunità.

La pandemia ci chiama a ripensare il concetto di autonomia degli enti locali, chiamati a scendere realmente nelle piazze dove si toccano con mano i problemi della gente. Si pensi alla sanità pubblica, alla scuola pubblica, ai trasporti, all’educazione ai valori costituzionali di libertà e uguaglianza che non possono essere confinati solo in ambito scolastico. E’ questa, oggi, la vera sfida dell’autonomia, che deve finalmente uscire fuori dai palazzi e riuscendo a chiamare in causa ogni singolo cittadino per la realizzazione del bene comune.

Fonte foto: contropiano.it