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Focus sul Mes

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di SIMONE DEL ROSSO

Da mesi uno dei temi più gettonati nel dibattito politico (e non solo) è il famigerato Mes. Secondi alcuni si tratta di un regalo che non si può rifiutare, secondo altri un imbroglio dei tecnocrati europei. Ma come stanno le cose?

 

 

Per rilanciare l’economia dell’Eurozona colpita dalla pandemia, l’Ue sta lavorando alla costruzione di un pacchetto di strumenti che permettano ai paesi più fragili di indebitarsi a tassi di interesse molto convenienti per promuovere politiche fiscali espansiveinvestimentiriforme strutturaliUno di questi strumenti è il Mesma con un allentamento delle condizioni di accesso alle linee di credito.

In queste settimane il Governo italiano sta discutendo sull’eventuale ricorso al Fondo salva-Stati. All’interno della maggioranza, il Movimento 5 stelle non ha ancora assunto una posizione definitiva, mentre appaiono favorevoli il Partito Democratico e Italia Viva. Liberi e Uguali si mantiene possibilista. Sul fronte dell’opposizione, Forza Italia è favorevole, mentre Lega e Fratelli d’Italia sono contrari.

Ma in cosa consiste il Mes?

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è un’organizzazione internazionale, con sede a Lussemburgo, nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria dell’Eurozona, istituita dalle modifiche al Trattato di Lisbona approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento Europeo e ratificate dal Consiglio europeo il 25 marzo 2011.

Il MES è composto dal Consiglio dei Governatori, da un Consiglio di Amministrazione e dal suo Direttore Generale.

Il Consiglio dei Governatori è l’organo che esercita un peso maggiore nelle decisioni ed è presieduto dal Presidente dell’Eurogruppo e dai Ministri dell’Economia e delle Finanze nazionali a cui possono aggiungersi, in veste di osservatori, il Presidente della Bce ed il Commissario Europeo per gli Affari Economici.

Il Consiglio Europeo di Bruxelles del 9 dicembre 2011, con l’aggravarsi della crisi dei debiti sovrani, ha varato l’entrata in vigore del fondo con una dotazione di capitale pari a 705 miliardi di euro. Nel Mes il capitale ha funzioni assimilabili ad una garanzia alla quale il fondo può attingere per emettere obbligazioni finalizzate alla raccolta di risorse destinate a finanziare paesi in crisi.

Il fondo può concedere prestiti tramite un finanziamento diretto, la sottoscrizione di obbligazioni nel mercato primario o l’acquisto di obbligazioni nel mercato secondario.

Da luglio 2012il MES ha erogato prestiti per 295 miliardi di euro.

Tra il 2010 e il 2015 il fondo è intervenuto in

GreciaIrlandaPortogalloSpagnaCiproLa Grecia, in dissesto finanziario negli anni della crisi finanziaria e della crisi del debito sovrano, ha fatto ricorso al Mes per ben tre volte.

In cambio degli aiuti, i governi nazionali di questi cinque paesi hanno dovuto mettere in atto una serie di riforme strutturali e politiche di bilancio restrittive (austeritysotto la sorveglianza della Troika (Fondo Monetario Internazionale, Commissione Europea e Bce).

Pensato per crisi asimmetriche (rischio default di uno o alcuni Paesi) molto diverse da quella che stiamo vivendo ora, l’Ue ha messo a disposizione dei paesi europei più colpiti dalla pandemia un Mes in versione light per potenziare i sistemi sanitari.

Si tratta di uno strumento che si differenzia rispetto alle sue versioni precedentemente attivate.

Il fondo salva-Stati concederà linee di credito precauzionali per un importo potenziale di 240 miliardi di euro, da distribuire ai Paesi che ne facciano richiesta, per un importo massimo pari al 2% del Pil.

I paesi europei potranno chiedere prestiti a lunga scadenzaa tassi più bassi di quelli di mercatoL’unica condizionalità imposta dal Mes consiste nel vincolo di destinazione delle risorse ricevute alle spese, dirette e indirette, legate al sistema sanitario.

L’Italia potrebbe ottenere un importo massimo di 36–37 miliardi di euro ad un tasso molto conveniente o addirittura negativo.

Il 3 giugno scorso, Kalin Anev Janseil direttore finanziario del Mes, ha pubblicato un articolo sul sito del Mes in cui ha calcolato quali sarebbero i costi di indebitamento per l’Italia se accedesse al fondoai tassi di interesse attualmente in vigore.

Sui prestiti a 7 anni i tassi sarebbero negativi (-0,07%)mentre sui prestiti decennali i tassi sarebbero intorno allo 0,08%.

Si tratterebbe di un risparmio non di poco conto, considerando, ad esempio, che lo Stato italiano paga rendimenti dell’1,4% sul Btp Italiapari a 1.561 miliardi di euro in cinque anni.

Secondo i calcoli di un report di Bloomberg, “una linea di credito con il Mes di analogo importo, godendo di un tasso dello 0,1%, sarebbe costata ai contribuenti italiani 111,5 milioni in interessi nei primi cinque anni del prestito”.

L’Italia avrebbe potuto già risparmiare 1,45 miliardi di euro.