Il SudEst

Thursday
Aug 06th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Politica Politica La prima Caporetto di Salvini

La prima Caporetto di Salvini

Email Stampa PDF

 


di LAVINIA ORLANDO

Una volta tanto, il ben noto modus agendi di Matteo Salvini, che tanti benefici gli ha assicurato fino a qualche mese fa, non ha funzionato, rivelandosi, al contrario, un autentico boomerang e costringendolo ad un'inedita ritirata che ben rappresenta l'attuale stato di salute politica dell'ex vice Premier del Governo Conte I.

 

Il format è arcinoto nella sua disarmante semplicità, oltre che pienamente collaudato alla luce di anni ed anni di pratica: è sufficiente individuare una situazione di effettiva (o anche) potenziale crisi sociale caratterizzata dalla presenza di due o più fazioni, di cui una sovente composta da stranieri, ed ecco che Matteo Salvini si palesa con tutta la carica retorica a cui ci ha abituati.

Muore una giovane per droga e nella straziante vicenda sarebbero anche coinvolti degli stranieri? Sbarca in Italia una nave colma di migranti salvati in mare da morte certa tra le proteste di alcuni cittadini italiani – i quali, assurdamente, non si lamentano dei rischi corsi dai migranti, ma, al contrario, del fatto stesso di averli salvati? Si suicida un imprenditore, per ragioni apparentemente legate a fattori economici, anche se successivamente smentite dalla famiglia che avrebbe individuato la reale causa del gesto in una forte forma depressiva? Secondo alcuni militanti leghisti lo spaccio all'interno di un quartiere cittadino partirebbe da un tunisino, per giunta minorenne? La parte conclusiva di tutti questi avvenimenti, realmente verificatisi nella storia recente del nostro Paese, ha un protagonista costante: Matteo Salvini che ha sempre dato ampio sfoggio della straordinaria abilità di partire da un'efferata vicenda di cronaca col fine ultimo ed unico di esacerbare gli animi della gente - in luogo di fornire quelle soluzioni che competerebbero a chi fa politica.

Ben lungi dal comportarsi come il bravo padre di famiglia in grado di sedare scontri troppo accesi, il leader della Lega ha macinato consensi su consensi solo ed esclusivamente speculando sulle tragedie altrui, navigando sulla paura che in molti nutrono nei confronti del “diverso” e facendo dello sciacallaggio la sua arma preferita.

Che tale atteggiamento abbia sortito effetti, è circostanza innegabile, viste le percentuali di consenso (effettivo e da sondaggi) che la Lega ha raggiunto negli ultimi anni, tuttavia il vento pare essere mutato da qualche mese a questa parte. In primis, i bagni di folla a cui ci aveva tanto abituati sembrano essersi notevolmente ridotti. Qualcuno direbbe che trattasi di naturale conseguenza della pandemia che vieta gli assembramenti – circostanza che, per inciso, sembrerebbe non valere per Salvini, che ha più volte dimostrato di non rispettare le regole relative al distanziamento sociale ed all'uso delle mascherine.

In realtà, lo scenario è ben differente: a parte i sondaggi che narrano di una Lega in discesa, sebbene ancora al primo posto nelle intenzioni di voto degli italiani, episodi di contestazione all'ex Ministro dell'Interno diventano sempre più pressanti. Se fino a qualche mese fa, a fronte di piazze colme di salviniani convinti, una minuscola rappresentanza di contestatori faceva flebilmente avvertire la propria presenza, si è ora giunti alla totale inversione di tendenza, almeno stando a quanto avvenuto, da ultimo, in quel di Mondragone, in Provincia di Caserta.

L'antefatto è sempre il medesimo di cui sopra: in seguito all'individuazione di un cluster da Coronvirus con molti dei contagiati di nazionalità bulgara e di etnia rom, nella cittadina del casertano si è disposta l'istituzione di una zona rossa per tentare di arginare il problema. Di qui sono partiti gli scontri, innescati dalla manifestazione organizzata dai residenti bulgari, che richiedevano tutele a fronte della quarantena loro imposta – essendo nella maggior parte dei casi lavoratori a nero, il timore era ed è quello di essere rimpiazzati da altri schiavi nelle campagne. A fronte di tale protesta, i residenti italiani sono intervenuti e, fomentati da gruppi di estrema destra, hanno richiesto il solito “ordine e pulizia”, con tanto di cori razzisti, spingendo per l'allontanamento “degli zingari”, ma omettendo di precisare che i residenti bulgari vengono sfruttati, senza contratti o con assunzioni borderline, dagli stessi imprenditori italiani, magari anche presenti tra i manifestanti – perché non c'è limite al peggio. Come da copione, Matteo Salvini si è insinuato nella protesta, diffondendo il video degli scontri, ben guardandosi dal raccontare nello specifico gli avvenimenti e recandosi a Mondragone per tenere il suo solito comizio, che, tuttavia, in quest'occasione non si è potuto svolgere in quanto il leader della Lega è stato subissato da proteste ed insulti, tanto da essere costretto ad abbandonare il campo ed annullare anche l'evento che avrebbe dovuto seguire il comizio.

Trattasi di una Caporetto inedita per chi era abituato al costante bagno di selfie, ora tuttavia ridimensionatisi, non si sa se per questioni contingenti o se per la raggiunta consapevolezza dell'inganno leghista, soprattutto con riferimento a quello stesso sud fino a qualche anno fa bistrattato dal partito dell'ex vice Premier e che parrebbe, ora, dare seppur molto flebili segnali di dignità.