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Taglio numero parlamentari: costituito il Comitato per il No

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Il 10 gennaio è stata depositata in Cassazione la richiesta firmata da 71 senatori di sottoporre a referendum popolare la riforma costituzionale che taglia il numero dei parlamentari ed il 23 l’Ufficio centrale per il Referendum sancirà formalmente l’avvio della fase elettorale.


Il 15 gennaio, su iniziativa del Coordinamento per la Democrazia costituzionale, è stato costituito il Comitato per il No.

Nelle premesse dell’atto costitutivo si dà atto che:

-           l’obiettivo del taglio dei parlamentari e di un esasperato maggioritario è un Parlamento meno rappresentativo ma ancora più obbediente ai capi partito

-           la centralità del Parlamento è seriamente a rischio e da qui potrebbe partire una deriva centralizzatrice e autoritaria volta a stravolgere la nostra costituzione

-           per questo chiederemo ai cittadini di respingere il taglio dei parlamentari e di premere per una nuova legge elettorale proporzionale.

Gli incarichi sono stati così distribuiti: Presidente (e legale rappresentante) Massimo Villone, Vice Presidenti Alfiero Grandi (vicario), Silvia Manderino, Domenico Gallo e Mauro Beschi (responsabile dell’organizzazione), tesoriere Antonio Pileggi, responsabile della comunicazione Alfonso Gianni.

Il consiglio direttivo, costituito da tutti coloro che sono intervenuti alla redazione dell’atto, è stato immediatamente allargato includendo tutti coloro che ne avevano fatto richiesta e che sarà integrato con chi non ha potuto aderire prima (nei prossimi giorni l’atto costitutivo e lo Statuto saranno disponibili sul sito del Coordinamento).

Il 23 gennaio è stata fissata la conferenza stampa presso la Camera dei deputati per presentare la nascita del Comitato e le motivazioni che sostengono la nostra campagna elettorale per il no.

In previsione di un lavoro impegnativo che come sempre sarà basato sul volontariato gratuito abbiamo tuttavia bisogno del vostro aiuto finanziario, oltre che del vostro impegno personale, per predisporre la struttura comunicativa e di organizzazione, come abbiamo fatto in occasione del referendum del 2016.

Roma, 18 gennaio 2020

La Presidenza

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