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La Digital Tax

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di SIMONE DEL ROSSO

Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha dichiarato, al termine dell’Ecofin che si è svolto in Lussemburgo, che da gennaio 2020 entrerà in vigore la Digital Tax in Italia.

Il provvedimento rientrerà nella prossima legge di bilancio e andrà a colpire i colossi del web, ovvero quelle società che operano su internet con almeno 750 milioni di euro di ricavi ed effettuano almeno 3000 transazioni all’anno.

La Digital Tax è già legge dal 2017, ma, nonostante l’approvazione, non è mai stata resa operativa per timore di causare una fuga di capitali.

I colossi del web, se la digital tax entrerà davvero in vigore, dovranno pagare in tasse il 3% del loro fatturato in Italia su ciascuna compravendita di beni o servizi.

Secondo quanto risulta dai dati raccolti dal Mise, la Digital Tax farebbe entrare nelle casse dell’Italia circa 190 milioni di euro. Inoltre, secondo i dati del MEF, Google, Amazon, Airb&b, Twitter e Tripadvisor hanno versato nel 2018 al fisco italiano appena 14 milioni e 300 mila euro. Facebook ha invece saldato conto di appena 120 mila euro nel 2017.

È chiaro come sia necessario intervenire sull’attuale sistema tributario sia a livello nazionale, attraverso provvedimenti come la digital tax, ma soprattutto a livello europeo, strutturando una politica fiscale comune che possa limitare gli effetti distorsivi del dumping fiscale sulla concorrenza e sulla ridistribuzione dei redditi da parte degli Stati.

Ad oggi, infatti, vi è una differenza notevole tra le pressioni fiscali nei Paesi in cui i colossi del web hanno la loro sede principale, e in cui pagano le tasse, e le pressioni fiscali di Paesi come l’Italia, in cui generano ricavi vendendo beni o servizi online, senza però che tali ricavi siano soggetti ad imposizione fiscale da parte dell’Amministrazione fiscale in questione. Infatti, il diritto internazionale vigente prevede di applicare il criterio della stabile organizzazione per stabilire dove un’impresa debba pagare le imposte sui profitti ottenuti.

La Digital Tax rientra fra le misure finalizzate a trovare le coperture necessarie a non dover approvare in rosso la prossima legge di bilancio, per la quale serviranno in totale 7 miliardi di euro.