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Di Maio e Renzi, le due facce della stessa medaglia

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di ANGELO SOLLAZZO

Siamo arrivati al punto che si dà ragione ai messaggi più dirompenti, a chi la spara più grossa . La società dell’informatica e della televisione propone, sentenzia e giudica senza possibilità di contraddittorio. Sui social le notizie false o vere vengono considerate tutte allo stesso modo. Ha affermato Umberto Eco che “con i social le chiacchiere da bar, vengono amplificate, è  nei social dove si dà voce anche agli stupidi ed agli incapaci”.

Ora non si riesce a comprendere come vi siano persone, anche dotate di una certa serietà comportamentale, che possano giudicare in termini positivi la manovra economica del Governo.


Parlare di manovra di sinistra è una bestemmia in quanto la ridistribuzione della ricchezza è ben altra cosa. Nello specifico una famiglia indebitata per affrontare i suoi problemi, fa ancora più debiti. E’ come quando un imprenditore in difficoltà si rivolge agli usurai. E’ il sistema per creare nuova povertà e non per eliminare l’esistente. Ma gli attuali governanti, come si sa, non brillano proprio di intelligenza politica. Agli inizi della loro avventura governativa i grillini, incautamente, si erano dichiarati seguaci delle teorie economiche di Muhammad Yunus, economista bengalese e premio Nobel, che ha ideato il microcredito. Lo stesso economista ha stroncato pesantemente la proposta del reddito di cittadinanza considerato un metodo sbagliato nei modi e nella forma, che porterebbe solo all’aumento del lavoro nero ed al più becero assistenzialismo.  Renzi aveva già sperperato ed ingannato con i suoi 80 euro pre-elettorali, con l’aggravante di voler rappresentare un Partito dalle forti tradizioni della sinistra italiana. Oggi si sta ripetendo la stessa situazione.

Diventa sempre più impellente porre al centro di ogni azione economica il lavoro, l’occupazione e la dignità stessa del lavoratore. Il sussidio è la soluzione per gli sfaccendati, per i profittatori e non per il cittadino onesto che ha il diritto non a essere mantenuto ma a guadagnare in maniera trasparente il proprio salario conservando il decoro e la dignità che gli sono propri. Se vi sono risorse, se si individuano tagli agli sprechi, allora utilizziamo tali risorse per creare lavoro, per gli investimenti, per nuove opere, per nuovi stabilimenti e fabbriche e non per consentire ad alcuni dei destinatari, al meno peggio, di fare lavori in  nero ovvero a stare in casa  ad aspettare il sussidio di Di Maio. Si cade nel ridicolo quando si afferma che il destinatario deve accettare il lavoro che gli viene proposto e non può rifiutarlo per più di tre volte. Chi lo propone il lavoro che non c’é? Quali aziende ed enti sono disponibili ad investire in questa situazione? Quale organismo è in grado di trovare lavoro a cinque milioni di disoccupati od inattivi, viste le difficoltà operative dei Centri per l’impiego? Evidente è che vi sono casi limite in cui lo Stato ha il dovere di intervenire per aiutare chi è in reale difficoltà, a cominciare dai pensionati, ben altra cosa è l’assistenzialismo generalizzato che invoglia all’apatia ed al disimpegno.

Quindi lavoro e non sussidi, formazione e non cambiali che i nostri figli e nipoti saranno costretti a pagare con provvedimenti avventati, utili per vincere le elezioni ma non per risolvere i problemi.

I grillini stanno facendo una corsa ad ostacoli, rilanciano sempre più in alto la palla delle promesse, dopo aver dichiarato superato il ruolo del Parlamento, di non credere nella democrazia rappresentativa , ma solo in quella diretta del web, di sposare la teoria assurda della decrescita felice, ci porteranno, di questo passo, alla catastrofe con una deriva venezuelana. Si promette di dare con una mano per poi togliere con entrambe le mani.  Viene adombrata la possibilità di uscire dall’Europa e dall’euro, ma nessuno dei brillanti neo-economisti grillini ha il coraggio di spiegare che tale scelta ci porterebbe ad un bagno di sangue. Di tale scelta scellerata anche la ricca Gran Bretagna ne sta pagando le conseguenze, con una diffusa convinzione che converrebbe tornare indietro rispetto alle decisioni populiste del Referendum. Non siamo mai stati teneri con l’Europa, ma  allo stato attuale serve un paracadute per non venire sbranati dalle nuove e forti neo-potenze economiche e dalle grandi capacità speculative di altri Paesi, a cominciare da quelle della Russia e della Cina per non parlare dell’America di Trump. Il maledetto spread, a cui abbiamo dato nel passato proprietà taumaturgiche quando era ai minimi, oggi sta bruciando tutti risparmi degli italiani ed anche le stesse risorse che erano state annunciate per il programma di Governo dei giallo-verdi. L’Italia non è in grado di pagare certi prezzi, pena lo sconquasso della nostra economia. Se è vero che i Governi degli ultimi decenni sono stati dei veri  disastri, non si affrontano i mali aggravando la malattia. Per i grillini la colpa è  da attribuire sempre agli altri, dai vecchi politici, ai burocrati di stato, ai magistrati, e via dicendo,  ma è un giochetto che non funziona più. Oggi si viene giudicati da quanto si propone per il presente e per il futuro e se la proposta è sbagliata allora se ne devono pagare le conseguenze, senza i richiami agli errori altrui. La sinistra azzoppata deve avere al centro della propria iniziativa politica il lavoro, rifuggire dai vecchi schemi, dal rapporto con le banche e con  il mondo che non gli appartiene, deve evitare di far ancora apparire e parlare personaggi come Renzi e la Boschi, responsabili del  disastro, scegliere uomini nuovi e politiche diverse e di sinistra, poiché mai, come in questo momento in Italia vi è il forte bisogno di forze politiche che rappresentino il mondo del lavoro. L’unico antidoto alla destra imperante è rappresentato dal socialismo democratico. Prima lo si comprende e meglio è per tutti.