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Pittella e Montanaro: Arresti Eccellenti in Puglia e Basilicata

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di NICO CATALANO

Venerdì scorso, sono finiti agli arresti domiciliari Vito Montanaro direttore della Asl di Bari e Luigi Fruscio responsabile dell'ufficio anticorruzione della stessa azienda sanitaria barese, il fermo dei due alti funzionari pubblici è correlato ad una maxi inchiesta riguardante appalti truccati nel settore sanitario tra la Puglia e la Lucania, operazione che ha portato lo scorso week end all’arresto, sempre ai domiciliari del presidente della regione Basilicata Marcello Pittella, del partito democratico.


L’operazione eseguita dai militi della guardia di finanza e coordinata dal dott. Pietro Argentino e dal dott. Salvatore Colella, rispettivamente procuratore capo e pubblico ministero presso la Procura di Matera ha prodotto due ordinanze di custodia cautelare in carcere, venti arresti ai domiciliari e otto obblighi di dimora, trenta persone coinvolte, tra essi imprenditori, politici, dirigenti pubblici e docenti universitari, tutti accusati di abuso d’ufficio,  falso ideologico, truffa aggravata e corruzione

dopo mesi di indagini condotte con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali dalle fiamme gialle di Matera.

Vito Montanaro e Luigi Fruscio rappresenterebbero, secondo l’accusa dei magistrati lucani, il filone pugliese dell’inchiesta, al direttore della ASL si contesta il reato di falso e abuso di ufficio, reati di cui è accusato anche il governatore Pittella riguardanti le procedure di assunzione a tempo indeterminato del dott. Luigi Fruscio, il quale appunto riveste il ruolo di responsabile anticorruzione nella stessa azienda sanitaria pubblica, precedentemente dirigente a tempo determinato della ASL bari dall’inizio del 2015 sino alla fine del 2017, assunzione questa contestata dalla magistratura in quanto sembrerebbe frutto di una graduatoria di esame falsata.

Sempre a Bari è finito ai domiciliari anche  il prof. Agostino Meale, ordinario di diritto amministrativo presso l’Università degli Studi di Bari, al docente sempre secondo i magistrati inquirenti, è contestato il reato di corruzione in concorso con Pietro Quinto, attualmente direttore dell’ Azienda sanitaria locale di Matera,  il prof. Meale secondo l’accusa, avrebbe ottenuto dal dott. Quinto, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018  incarichi di consulenza in qualità di legale della azienda sanitaria lucana  per un compenso di oltre 57 mila euro, tutto questo in cambio della disponibilità da parte del docente barese  di agevolare la carriera universitaria e professionale del figlio di Quinto, studente a Bari presso la Facoltà di Giurisprudenza dove appunto Meale lavora come ricercatore e ricopre l’incarico di professore ordinario presso la Facoltà di Legge.

Gli arresti, hanno determinato un vero terremoto politico istituzionale  in due regioni, Pittella è componente di una famiglia di politici meridionali da sempre schierata con la sinistra riformista, il centro sinistra e ora con il partito democratico, l’attuale commissario della ASL Bari Vito Montanaro, uomo di fiducia del governatore pugliese Michele Emiliano, era addirittura in attesa di essere riconfermato direttore generale nell'ambito delle nuove nomine che la Regione Puglia avrebbe effettuato a breve per tutte le aziende sanitarie pugliesi.

Nei giorni appena passati, come spesso avviene in queste situazioni nel nostro Paese, è andato in scena nella sua peggiore rappresentazione il teatrino della politica, la quale si è da subito divisa tra innocentisti e forcaioli di comodo,  ribadendo il nostro garantismo e la nostra totale convinzione della presunzione di innocenza di tutti gli imputati, ricordiamo ai tanti che uno dei principali mali della nostra Nazione, non sono i migranti  che giungono con i barconi e neanche dai vu cumprà sulle spiagge, ma è rappresentato dalla corruzione, un fenomeno che andrebbe da tutte e tutti avversato a prescindere colori o ideologie, magari rispettando e avendo fiducia della magistratura sempre e comunque, come avviene in tutte le democrazie più evolute.


Fonte foto: il resto del Gargano