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Mola: Sinistra, come non potevamo morire

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dalla Sezione del PSI di Mola, riceviamo e volentieri pubblichiamo

Per poter battere una destra divisa e guidata da personaggi che hanno affossato Mola determinando l’avvento del Commissariamento si doveva necessariamente restare uniti ed invece siamo stati capaci di far scomparire ogni emblema della sinistra, affidandoci in questa campana elettorale a sigle anonime, fuorvianti e insignificanti e certamente non competitive per ambire al governo del paese. La frantumazione del centrosinistra, a seguito dell’implosione dell’ultima amministrazione cittadina, è un assillo che spalanca le porte ad apprensioni e ansie giustificate per il futuro del nostro paese. Ci si è arrivati per conclamate incapacità, ostinazioni e pregiudizi, sebbene noi socialisti ci abbiamo provato in ogni maniera. Dalla fine della scorsa estate, sulla scorta di alcuni principi ispiratori, chiari ed inequivocabili, abbiamo intrapreso l’iniziativa di coinvolgimento di tutti gli altri partiti e movimenti della nostra area politica per dar vita all’UNITÀ DELLA SINISTRA e in tal senso abbiamo pubblicato il documento “Ripensare la città”, che per noi costituiva il punto di svolta e la nostra ripartenza. Così, purtroppo, non è stato! Distrutta la sinistra a Mola (come nel resto del Paese) la sfida che s’annuncia per il prossimo (s)governo del paese è, realisticamente, a tre: M5S, da una parte, e i due tronconi di centrodestra, Di Perna e Colonna, dall’altra. Fra i tre, probabilmente, due si sfideranno al ballottaggio. Comunque vada non prevediamo un futuro roseo per il nostro paese, per la semplice ragione che non si è costruito un vero progetto di svolta per la città. Coscienti del “gravoso impegno che attende le future amministrazioni, con il carico del deficit finanziario accumulato; del vuoto che si è venuto ulteriormente ad accumulare sul piano degli investimenti e progettazioni, con la iattura del lungo commissariamento; del grave problema di fondo del nostro apparato burocratico comunale, con sacche di inefficienza organizzativa e produttiva, che esigono decisioni forti ed incisive” avevamo auspicato che “i prossimi amministratori non vadano ricercati fra gli incettatori di voti di natura clientelare, quanto piuttosto tra quella fascia di cittadini che hanno già dimostrato di voler bene al paese, con iniziative imprenditoriali, sociali, culturali, artistiche, collettive, di tutela del territorio e della salute e che abbiano, necessariamente, una preparazione amministrativa di base per poter svolgere da subito un incarico esecutivo” e quel che scrivevamo sei mesi fa per noi significava il doversi aprire alla città, il dover mettere in campo nuove energie, dare una REALE SVOLTA. Ed invece, oggi, constatiamo che MANCA UN PROGETTO POLITICO DI EFFETTIVO CAMBIAMENTO. E allora cosa fare? Bisogna cominciare a porre le basi per la ricostruzione della sinistra subito dopo il 10 giugno: non sarà facile, ma bisognerà farlo! Ma quale sarà il comportamento elettorale dei socialisti in questa tornata? Dopo lunga riflessione e dibattito interno le posizioni, dato anche il deprimente e disgregato panorama a cui guardare, non hanno trovato un punto di convergenza unitario. Sebbene l’orientamento maggioritario sia di vicinanza all’unica lista di (vera) sinistra nel panorama dei competitori in questo passaggio elettorale e al suo candidato sindaco, la nostra posizione ufficiale è quella di lasciare LIBERTÀ DI VOTO per i nostri iscritti e simpatizzanti.


Tutto quello in cui credevamo è venuto a mancare e abbiamo dovuto prenderne atto: tutto ciò che abbiamo, con grande impegno e tenacia, messo a disposizione è stato vanificato sull’altare degli egoismi partigiani e ora Mola, con ogni probabilità, ne pagherà le conseguenze. Noi, in cuor nostro, speriamo non sia così e appunto per questo saremo vigili pungolatori, quando necessario, ma non lesineremo, nel nostro piccolo, di offrire all’occorrenza anche aiuto e contributi di idee per il bene della nostra città ed in tal senso ci impegniamo pubblicamente.

Mola, 30 maggio 2018