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Continua in Puglia la telenovella Xylella

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di NICO CATALANO

Sembra non avere mai fine in Puglia la querelle che si è generata attorno alle misure da adottare per il contenimento e la lotta alla Xylella Fastidiosa,

 

un batterio Gram negativo, veicolato da una cicalina, una patologia con effetti devastanti per la coltura dell’ olivo che ha portato alla morte decine e decine di piante in Salento e rischia anno dopo anno di provocare danni rilevanti e irreversibili per l’economia di un’intera regione.

Il Ministro Martina lo scorso Febbraio ha emanato un decreto tramite il quale si obbligano  le aziende olivicole ubicate nella zona infetta (Salento) così come in quella cuscinetto (Valle D’Itria) di trattare il suolo con p.a. diserbanti e utilizzare tra gli altri, insetticidi provenienti dalla chimica di sintesi come l’Acetamiprid appartenente alla classe dei Neonicotinoidi, la stessa dei tre insetticidi da poco banditi dall’Unione Europea perché ritenuti pericolosi per l’uomo, l’ambiente, in particolare per le api e gli insetti pronubi, obbligo che ha provocato la giusta protesta delle aziende olivicole biologiche che in mancanza di prescrizioni fitosanitarie alternative si vedranno deprezzare il loro prodotto, perdere la certificazione di azienda agricola biologica con conseguenti ingenti danni economici nonché ambientali, una protesta che ha portato i vertici nazionali e pugliesi dell’associazione italiana per l’agricoltura biologica nel chiedere con forza al Ministro di rivedere il decreto sopracitato, inserendo principi attivi insetticidi ecocompatibili nei metodi di lotta alla patologia vegetale ed al suo vettore.

Mentre nelle zone sottoposte al vincolo fitosanitario, specie in quella cuscinetto si cominciano a verificare episodi di confusione e panico tra cittadini e agricoltori, proprio in settimana il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha chiesto al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, che è anche ministro dell'Agricoltura ad interim, un decreto legge immediato che consenta di rispettare le direttive europee e il decreto Martina, per accelerare le procedure di abbattimento degli alberi infetti.

A questa dichiarazione è seguita la presa di posizione di Aiab Puglia, associazione che in questi giorno sta riunendo in assemblee territoriali gli olivicoltori che producono in regime biologico per sondare la possibilità di intraprendere un’ eventuale ricorso collettivo contro il decreto Martina;

“sappiamo che la situazione è complessa e difficile, così come ci risulta che la Regione Puglia si sta muovendo per tutelare le aziende olivicole biologiche, chiedendo al Ministero della Salute di optare su prodotti ecocompatibili anziché quelli previsti dal decreto Ministeriale, ma questo non è abbastanza, vogliamo infatti che vengano resi pubblici sia i dati dei rilievi effettuati dall'Agenzia regionale per le attività irrigua e forestali (Arif) così come quelli provenienti dalle numerose ricerche scientifiche, commissionate dalla regione ad enti di ricerca, Università e Istituti vari, un passaggio questo per noi fondamentale per portare trasparenza e serenità nel settore primario pugliese” ha dichiarato Patrizia Masiello  presidente di Aiab Puglia.

Non possiamo non essere d’accordo con la presidente di Aiab, sarebbe di estremo buon senso se la politica prima di emanare decreti in cui si obbliga di somministrare pesticidi che potrebbero rilevarsi con il tempo dannosi per l’uomo e l’ecologia o chiedere l’abbattimento di alberi, pubblicasse tutto quello che possiede, tanto da rendere qualsiasi misura trasparente e partecipativa, ne vale la credibilità di tutti.