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Lettere al Direttore/Vizi e virtù sono diffusi quasi allo stesso modo all'interno del popolo e delle classi dirigenti

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Redazionale

Caro direttore, prendendo spunto dalle crescenti aggressioni degli studenti nei confronti dei professori Michele Serra ha scritto, alla fine del suo corsivo quotidiano, la seguente riflessione: “…Il populismo è prima di tutto un’operazione consolatoria, perché evita di prendere coscienza della subalternità sociale e della debolezza culturale dei ceti popolari…” (L’Amaca, La Repubblica, 20/4/2018). La mia opinione è che il populismo è soprattutto un’operazione mistificatoria perché tende ad attribuire tutte le virtù al popolo e tutti i vizi alle classi dirigenti. Ma le cose non stanno così. Virtù e vizi sono diffusi quasi allo stesso modo all’interno del popolo e delle classi dirigenti e sia il popolo che le classi dirigenti esercitano, a loro modo, un proprio potere (così come ha sottolineato con acume molti anni fa Michel Foucault teorizzando la microfisica del potere). Si pensi alla persistente questione meridionale. Per più di un secolo si sono alternate al governo varie classi dirigenti senza risolvere il problema del Mezzogiorno ma la tendenza diffusa (soprattutto da parte della sinistra) è quella di attribuire tutte le colpe alle classi dirigenti e quasi nessuna ad un popolo all’interno del quale ci sono anche associazioni criminali (mafia, camorra, ‘ndrangheta, ecc.) e comportamenti particolaristici (familismo, clientelismo, individualismo, ecc.).

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)