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Como: vietato offrire un caffè caldo ai senza tetto

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di NICO CATALANO

La politica anziché eliminare la povertà ha deciso di sopprimere direttamente i poveri

“I poveri non sono una minaccia, sono un appello per cambiare un sistema ingiusto” scriveva qualche anno fa padre Alex Zanotelli, sicuramente di questo parere non è il Sindaco di Como Mario Landriscina  eletto la scorsa primavera con una maggioranza di centro destra, il quale tramite un’ordinanza ha vietato l’ingresso nel centro storico della città Lariana  sia  ai venditori ambulati  così come a chi chiede la carità, un divieto emesso il 15 dicembre ed in vigore sino al 10 Gennaio 2018   esteso a tutti coloro che come recita l’atto del Sindaco  “con forme di accattonaggio dinamico molesto e invasivo nei confronti dei passanti ed esercenti e soprattutto con forme statiche occupando spazi pubblici con l’uso di cartoni arrecano disagi al passaggio dei pedoni durante lo shopping”.

il provvedimento è “giustificato” dal fine di preservare un decoro ipocrita della viabilità urbana e prevede sanzioni per i trasgressori che vanno dai 50 ai 500 euro di multa, ma questo non è tutto, infatti sempre secondo l'ordinanza per la "tutela della vivibilità e del decoro del centro urbano” dal 15 dicembre è vietato anche dare qualsiasi forma assistenza a chi è senza dimora, quindi qualsiasi gesto di solidarietà come persino offrire una colazione, una semplice tazza di latte o tè caldo per riscaldare dai rigori del freddo chi è meno fortunato sarà interpretato dalla polizia locale come una forma di incoraggiamento all’accattonaggio e al bivacco quindi proibito e sanzionato severamente.

Sono gli effetti del pericoloso decreto emanato quest’autunno dal Ministro Minniti, strumento perverso che concede ai Sindaci ampi poteri in merito all’ordine pubblico, come è già avvenuto in tante altre situazioni, anche in questo caso gli effetti di questa ordinanza conseguenza del decreto sopracitato non colpiscono ipotetici pericolosi “malviventi che minacciano sicurezza e ordine pubblico delle città” ma il gruppo di volontari lariani denominato  "Gruppo colazione" come amano appunto chiamarsi questi cittadini che su base volontaria, anonima e informale raccolgono le eccedenze alimentari da diverse attività commerciali di Como e ogni mattino d’inverno distribuiscono bevande calde, pane e biscotti ai tanti senzatetto che stazionano di giorno per le vie del centro storico della città Lombarda, quando le strutture per l'accoglienza dei senza dimora, aperte solo di notte, sono chiuse  tanto da costringere queste persone meno fortunate a vagare per le fredde strade. In un momento storico come quello attuale in cui i poveri in Italia sono in costante aumento, secondo le stime ISTAT infatti sono quasi 5 milioni i nostri concittadini in condizioni di grave deprivazione e circa 50mila italiani senza una fissa dimora, la politica a tutti i livelli anziché eliminare le cause della povertà preferisce eliminare fisicamente i poveri, come un volere nascondere sotto il tappeto quella polvere prodotta dagli effetti delle politiche all’insegna dell’austerità prodotte in questo Paese dagli ultimi governi ed imposte da quell’ Europa dei tecnocrati sempre più lontana dai cittadini, azioni che hanno prodotto ingiustizie e disuguaglianze accompagnate da quelle barriere economiche e fisiche che separano le lussuose e luccicanti vetrine del centro delle città dalle buie periferie colme di esclusi spesso senza diritti, quella “polvere” rappresentata dai poveri, dagli indigenti, da chi è stato meno fortunato la cui vista nelle serate di shopping natalizio infastidisce le coscienze sporche di chi anziché impegnarsi nel produrre politiche all’insegna dell’inclusione e del contrasto alla povertà vede il povero come una minaccia per il proprio modello di vita all’insegna dell’individualismo, di uno sfrenato consumismo e di un materialismo stupido, tutto questo in quella ricorrenza che dovrebbe festeggiare il Natale, la nascita avvenuta circa duemila anni fa in una misera mangiatoia sita in una grotta di pastori di un “Bambinello”   povero e  senza casa perché i ricchi ed i potenti di allora non vollero accogliere i suoi genitori così come quelli di oggi preferiscono eliminare i poveri e non la povertà.