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Home Legalità Addio Equitalia: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà anche peggio

Addio Equitalia: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione sarà anche peggio

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

E’ in arrivo una rivoluzione nella riscossione: dal primo luglio 2017 infatti Equitalia chiude

e passa il testimone al nuovo ente incaricato, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Ma delle famigerate cartelle di pagamento non cambierà solo l’intestazione, questo passaggio di consegne segna l’inizio di una nuova era nella lotta all’evasione fiscale.

E, a scanso di equivoci, la stessa legge ha voluto chiarire che il nuovo agente della riscossione avrà gli stessi poteri di indagine dell’Agenzia delle Entrate: possibilità di accedere alle banche dati telematiche per stanare redditi e beni dei contribuenti da sottoporre a pignoramento.

Questo passaggio permetterà quindi a Equitalia di attingere dalle varie banche dati in possesso del Fisco e di poter quindi vedere anche le somme sui conti correnti del contribuente. Di conseguenza potrà decidere di pignorare il conto più sostanzioso (prima Equitalia poteva solo ricevere informazioni sul numero di conti correnti intestati al contribuente e per arrivare al suo obiettivo li pignorava tutti).

Tra qualche settimana, infatti, scatterà il possibile pignoramento del conto corrente di chi non ha pagato e seguirà il prelievo diretto dal conto della somma da saldare. Il tutto senza il via libera di un giudice. Il Fisco, insomma, potrà muoversi senza questo delicato passaggio e potrà mettere mano direttamente nei conti di contribuenti e imprese. Per le associazioni di consumatori la novità riguarderà decine di migliaia di soggetti.

Come dire: dal 1° luglio non si scappa più: i tempi della riscossione saranno molto più celeri e le procedure più efficaci. Insomma, l’esattore procederà sempre “a colpo sicuro”.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione erediterà tutti i crediti di Equitalia; sicché chi ha ricevuto una cartella di pagamento resterà ugualmente obbligato a pagarla, sebbene nelle mani del nuovo ente.

Anche i pignoramenti già avviati e le cause introdotte prima del 1° luglio 2017 procederanno regolarmente, con costituzione in giudizio del nuovo esattore.

Oltre a tutto ciò assisteremo a un ampliamento di poteri in capo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione che potrà da ora (a differenza di quanto era concesso a Equitalia) utilizzare le informazioni contenute nelle banche dati alle quali accede normalmente anche per l’esazione delle somme dovute all’erario.

Dunque, a cambiare non sono le procedure di riscossioni ma le preliminari fasi di indagine per la ricerca dei beni da pignorare. Il tutto sarà più immediato perché ad aggredire il conto corrente sarà direttamente Agenzia delle Entrate-Riscossione, cioè la stessa Agenzia delle entrate. Insomma: l’attività di riscossione non si muoverà più a fari spenti relativamente alle azioni esecutive.

Restano quindi invariate anche le norme a garanzia del contribuente, tra cui il divieto di pignoramento della casa, le soglie di pignoramento ed il divieto di ipoteca sulla casa per debiti inferiori a 20mila euro.

Altro potere concesso alla nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione (che già in passato spettava a Equitalia) è l’avvio del pignoramento presso terzi, del conto corrente o dello stipendio, senza dover passare dal tribunale. Tutto si realizza con un ordine rivolto direttamente al titolare della somma (la banca o il datore di lavoro) di versare la cifra pignorata direttamente all’Agente della riscossione se, entro 60 giorni, il debitore non ha pagato. Questo non vale per il pignoramento delle pensioni per il quale è necessario il giudice.

Ulteriore – e famigerato – potere di Equitalia è quello di iscrivere il fermo amministrativo sulle auto, vietando così l’utilizzo del mezzo a chi non ha pagato la cartella esattoriale.

Le nuove norme, dunque, non cambiano le regole sulla riscossione, che restano le stesse che abbiamo visto sino ad oggi; ma puntano a ridurre l’infruttuosità delle procedure avviate.

L’accesso alle banche dati dunque, che finora era garantito soltanto ad Agenzia delle Entrate, rappresenta una svolta sostanziale che darà un’accelerata a tutta la procedura di riscossione. Certo, il procedimento di «incasso» non è automatico. Il contribuente prima di tutto riceverà avvisi e solleciti di pagamento. Dopodiché avrà 60 giorni di tempo per mettersi in regola pagando tutto subito oppure chiedendo di rateizzare l’importo oppure opponendo ricorso. In mancanza di almeno uno di questi passaggi e trascorsi i 60 giorni, la nuova Equitalia passerà al recupero coattivo che può consistere anche nel pignoramento del conto corrente.

“La norma sui pignoramenti senza ricorso al giudice è in vigore già dal 2005” ci tiene a ricordare Equitalia che comunque indica il pignoramento come ultima ratio. Aggiunge poi che grazie all’integrazione tra Equitalia e Agenzia delle Entrate, i pignoramenti saranno «mirati» e limitati al minimo.