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Voucher: l’appello della C.G.I.L.

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Con un emendamento approvato in Commissione Bilancio della Camera in occasione del Decreto di correzione della manovra economica del Governo, il sistema dei voucher, abrogato lo scorso 21 aprile, rientra dalla finestra. Uno schiaffo agli oltre tre milioni di cittadini che avevano firmato per i Referendum della Cgil annullati proprio in virtù di questa abrogazione e che avevano festeggiato con la manifestazione dello scorso sei maggio, la vittoria e il ritorno del lavoro al centro dei temi della politica.


Oggi ci ritroviamo punto e a capo, questo emendamento cambia il nome (Libretto di Famiglia e Contratto PrestO) ma non la sostanza di quello che Susanna Camusso, nell’intervista rilasciata a il Manifesto, definisce “più che un contratto, un accordo commerciale tra due parti”. Un sistema dove manca assolutamente la definizione dei diritti, dei doveri e delle tutele della persona che presta la sua attività lavorativa.

La Cgil non sopporterà questo schiaffo alla democrazia attraverso il quale si è impedito ai cittadini di votare abrogando la norma sull’utilizzo dei voucher per poi riproporla subdolamente in una manovra economica. E non smobilita: è già possibile firmare online un appello al Presidente della Repubblica, affinché si difenda l’articolo 75 della nostra Costituzione che definisce il diritto al ricorso all’istituto referendario. La reintroduzione dei voucher rappresenta un’offesa a tutti coloro che hanno firmato a sostegno del referendum sul lavoro. E il prossimo appuntamento sarà per una grande manifestazione, sabato 17 giugno a Roma “per il rispetto dell’articolo 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti”.