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Home Legalità Libretto Famiglia e PrestO, ecco il ritorno dei voucher

Libretto Famiglia e PrestO, ecco il ritorno dei voucher

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Ad un mese esatto dal mancato referendum indetto dalla Cgil ecco che i voucher risorgono dalle proprie ceneri attraverso la manovrina in una duplice forma: un libretto famiglia per le persone fisiche e “PrestO”, acronimo di “Prestazione Occasionale”, per le imprese.

Il testo dell’emendamento sulle prestazioni di lavoro occasionali è pronto da qualche settimana e, dopo essere passato dall’ufficio legislativo del Lavoro e di Palazzo Chigi, è finito sul tavolo della Commissione Bilancio di Montecitorio. Pronto per essere votato in Aula con la fiducia, con tutto il decreto di finanza pubblica.

Ma ecco come funzionano i cosiddetti “nuovi voucher”, che diventeranno effettivi con il via libero definitivo della Camera e l’esame da parte del Senato. Se non verranno apportate modifiche, dopo il passaggio a palazzo Madama, il provvedimento si trasformerà in legge.

Secondo la bozza, e salvo qualche aggiustamento finale, vengono innanzitutto stabiliti tre tetti per le prestazioni di lavoro occasionale: 5mila euro di reddito per ciascun lavoratore; 5mila euro per ciascun committente o utilizzatore (elevabile a 7.500/10 mila per ingaggio di studenti, pensionati, disoccupati, titolari di ammortizzatori sociali); 2.500 per ciascun lavoratore con lo stesso committente.

In secondo luogo si prevede che possano fare ricorso al lavoro occasionale: le famiglie o le persone per attività di assistenza e cura attraverso il Libretto di famiglia; le amministrazioni pubbliche per progetti speciali per disabili, poveri, tossicodipendenti, per emergenze e calamità, per iniziative di solidarietà; le imprese (piccole o piccolissime, fino a 5 addetti), attraverso il Contratto PrestO.

Il compenso per questo tipo di prestazione è esentasse, ma prevede la contribuzione previdenziale e l’assicurazione contro gli infortuni. E tutta l’attività amministrativa relativa alla gestione delle prestazioni occasionali deve essere tracciata e svolgersi online attraverso una piattaforma informatica ad hoc gestita dall’Inps, su cui devono registrarsi lavoratori e committenti.

Al primo utilizzo, lo strumento deve avere una durata minima di 4 ore. Fin qui la disciplina comune. Ma se il committente è una famiglia lo strumento da utilizzare assume la forma del Libretto di famiglia, sorta di card con buoni prepagati da 10 euro l’uno (per remunerare un’ora di lavoro) acquistabile online o negli uffici postali, impiegabile per piccoli lavori domestici (compresi pulizia e giardinaggio), assistenza ai bambini, agli anziani, ai disabili o per lezioni private. Per tutelare da abusi, è prevista la tracciabilità dei flussi committente-prestatore, con comunicazione preventiva e accredito automatico dei compensi.

Le piccole imprese, invece, possono contare su un vero e proprio contratto di lavoro (con ferie, riposi, Tfr e quant’altro) denominato PrestO: è questa la differenza rispetto ai voucher vecchia maniera, che erano senza contratto. Misura minima del compenso orario di 9 euro, cui va aggiunta la contribuzione Inail e Inps per la Gestione separata (32%): in totale 12,50 euro lordi. Per le imprese sopra i 5 addetti dovrebbe essere introdotta la liberalizzazione del contratto a chiamata con limite delle 400 ore in tre anni, ma senza più i confini di età sotto i 25 anni e sopra i 55 anni. Non possono ricorrere le imprese con più di 5 lavoratori a tempo indeterminato e non solo quelle agricole, ma anche edilizie. Possono accedervi tutti i lavoratori ma i compensi sono computati in misura del 75% dell’importo qualora il lavoratore sia titolare di pensione di vecchiaia o di invalidità, o un giovane under 25 iscritto all’università o comunque a scuola, o un disoccupato (che percepisce l’indennità) o un percettore di sostegni al reddito.

Il lavoratore ha diritto all’assicurazione contro l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e a quella contro gli infortuni e le malattie professionali, nonchè al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali. Il compenso percepito dal lavoratore è esente da imposizione fiscale, non incide sul suo stato di soccupato ed è computabile ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Sui voucher "non c'è dubbio che faremo ricorso alla Corte Costituzionale": lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, parlando a Terni a margine dell'iniziativa "Diritti in piazza".

La vicenda voucher ha davvero dell’incredibile: a poche settimane dall’abrogazione ecco che adesso la stessa mano che li ha cancellati decide sostanzialmente di ripristinarli, senza neanche cercare la condivisione delle associazioni dei lavoratori. Hanno cambiato il loro nome, ma la precarietà che portano è rimasta la stessa.