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Contrasto alla povertà, in arrivo il reddito di inclusione

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Il Senato ha approvato definitivamente il ddl per il contrasto alla povertà, che prevede la nascita del reddito di inclusione.

Tale misura è destinata ad assicurare un sostegno economico ai nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di povertà, in primo luogo alle famiglie con bambini in povertà assoluta ed ai lavoratori che hanno perso l’impiego e hanno più di 55 anni di età.

Il compito di disciplinare, secondo i principi e i criteri dettati dalla delega, la nuova misura spetta in ogni caso al Governo che dovrà adottare gli appositi decreti attuativi entro 6 mesi.

Tale misura sostituirà il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) attualmente in vigore rendendone più ampi i requisiti di accesso e aumentando i fondi erogati per famiglia.

Per usufruirne l’Isee non dovrà essere superiore ai 3mila euro. Secondo le prime stime gli aiuti saranno destinati a 400mila famiglie (per un totale di 1 milione e 770mila persone) e il tetto massimo del sostegno sarà elevato dai 400 euro (dell'attuale SIA) a 480 euro, estendendo anche i requisiti per accedervi. Le somme verranno erogate tramite l’accredito su carta prepagata.

La misura sarà subordinata a determinati requisiti tra cui una durata minima di residenza nel territorio nazionale e l'adesione ad un progetto personalizzato di inclusione.

E' previsto, in ogni caso, un incremento graduale del beneficio e della platea di beneficiari, dando priorità ai nuclei familiari con minori o disabili gravi, donne in stato di gravidanza e disoccupati over 55.

Il testo approvato contiene anche la delega per il riordino delle prestazioni di natura assistenziale e per il rafforzamento degli interventi dei servizi sociali garantendo in tutto il territorio i livelli essenziali delle prestazioni.

Esso sarà gestito dai servizi sociali dei comuni in collaborazione con i centri dell’impiego perché l’erogazione del reddito è subordinata alla partecipazione a misure utili per trovare lavoro o per migliorare il livello di occupabilità della persona e della famiglia indigente. E’ quindi una misura in cui il reddito è collegato a misure di “accompagnamento” verso la società e il lavoro.

Quindi, l’aiuto scatterà solo nel momento in cui il capofamiglia aderirà a un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa predisposta dall'ente locale. La persona, dovrà impegnarsi, per esempio, “a garantire un comportamento responsabile, ad accompagnare i figli a scuola, a sottoporli alle vaccinazioni e ad accettare eventuali proposte di lavoro”.

Si tratta comunque di una legge delega, per cui per conoscere i meccanismi di funzionamento, le modalità di accesso e le soglie di reddito bisognerà attendere l’emanazione del decreto legislativo di attuazione nelle prossime settimane.