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Lavoro: Cgil, Cisl, Uil, incomprensibile atteggiamento Commissari e Governo su Manitalidea

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CGIL.it

“Da settimane abbiamo chiesto un incontro urgente ai Commissari di Manitalidea e l’attivazione di un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo economico. Ad oggi tutto tace: un comportamento grave ed incomprensibile poiché vi sono 10mila lavoratori in sofferenza da oltre due anni”. È quanto dichiarano Emilio Miceli, segretario confederale Cgil, Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, e Tiziana Bocchi, segretaria confederale Uil.


“Il 4 febbraio scorso – spiegano i dirigenti sindacali – una delle più grandi aziende del paese operante nel settore dei multiservizi, Manitalidea, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Torino. Analogo provvedimento era stato assunto il 10 gennaio dal Tribunale di Ivrea per una sua controllata Olicar”.

“La crisi di Manitalidea e dell’insieme delle sue controllate – denunciano Cgil, Cisl e Uil – dura da più di due anni, mette in grave sofferenza i circa 10mila lavoratori occupati, che non ricevono da mesi gli stipendi, e pregiudica le commesse in essere, in gran parte pubbliche. Molte di queste – proseguono – sono state revocate, mentre altre vanno avanti solo grazie al senso di responsabilità dei lavoratori che garantiscono il servizio nonostante non percepiscano la retribuzione”.

“Abbiamo chiesto un incontro urgente ai Commissari – ribadiscono Miceli, Sbarra e Bocchi – per affrontare i gravi problemi gestionali e occupazionali che la crisi dell’azienda ha evidenziato; mentre al Ministro dello Sviluppo economico abbiamo sollecitato l’attivazione di un tavolo di Crisi”. Ma “ad oggi tutto tace. Anzi – sottolineano – i Commissari invece di convocare l’insieme delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, così come richiesto, concedono incontri solo ad alcune di queste”.

“Riteniamo grave e incomprensibile il comportamento dei Commissari e rinnoviamo loro la nostra richiesta. Così come – concludono – consideriamo sbagliato il comportamento del Governo, che con la sua condotta non favorisce l’individuazione di un serio e sostenibile piano industriale capace di garantire i lavoratori e le attività”.