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Home Legalità Intervista al nuovo segretario di Cgil Bari

Intervista al nuovo segretario di Cgil Bari

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di FABRIZIO RESTA

Segretario Lonigro prima di tutto in bocca al lupo per il nuovo incarico. lei prende il posto di Domenico Ficco. Rispetto al suo predecessore cosa cambierà?


Innanzitutto tengo a precisare che Domenico Ficco ha svolto un lavoro incredibile per la crescita della nostra Organizzazione e lo dimostra il fatto che è andato ad assumere il prestigioso incarico di Segretario Generale della FP CGIL di Puglia, quindi un giusto riconoscimento per lui e per il lavoro svolto su Bari. Io non intendo cambiare ciò che funziona, al massimo lavoreremo per migliorare ancor di più quello che è stato fatto da chi mi ha preceduto. Abbiamo un gruppo dirigente molto qualificato nei vari comparti rappresentati dalla Funzione Pubblica e il mio intendimento è quello di ottimizzare tali competenze in un modello sempre più partecipato e condiviso. Proveremo ad investire sulla formazione e a sviluppare sempre più il senso di appartenenza. Abbiamo la necessità di intercettare le nuove generazioni che si immettono nel mondo del lavoro e soprattutto contemperare gli interessi dei neoassunti con i lavoratori storici, in una logica solidale e di integrazione. Sono convinto che l'esperienza dei più anziani possa servire ai lavoratori più giovani come le competenze di cui sono portatrici le nuove generazioni, per esempio in campo tecnologico, possa tornare utile anche agli altri. Dobbiamo evitare che sui posti di lavoro si crei una incrinatura tra vecchie e nuove generazioni. Per questo va combattuta la logica oggi imperante dell'io e dell'individualismo spinto, chi alimenta queste politiche non pensa al benessere del Paese, chi pensa a spaccare il fronte dei lavoratori è solo un egoista miope che a fronte di un profitto nell'immediato pregiudica anche il suo futuro e quello di tutti gli altri.

Durante la presentazione vi hanno definito una persona a cui non piace apparire (non mi ricordo chi l'ha detto). Vi riconoscete in questo profilo? E' un punto di forza o di debolezza secondo lei?

Non è che non mi piace apparire, anzi la FP CGIL di Bari avrà la massima visibilità con la nuova gestione per le iniziative che metteremo in campo, ma come ho detto nella relazione in questi anni ho fatto una scelta ben precisa, concentrami sul rapporto con i lavoratori e mi sono dedicato concretamente solo nel cercare di soddisfare i loro bisogni e far valere i loro diritti.

In un contesto in cui spesso il sindacato è oggetto di veri e propri attacchi come si sente dopo questa nomina?

Particolarmente responsabilizzato, ma sono certo che con l'apporto dell'intero gruppo dirigente, dei nostri referenti sul luoghi di lavoro, dei nostri RSU e dei militanti CGIL, questa responsabilità non sarà un problema. Gli attacchi al sindacato sono un attacco diretto ai lavoratori, non ci vuole molto a capirlo. Se ci si ferma a riflettere, appare lampante che un sindacato reso debole fa comodo ai datori di lavoro, perché significa poter disporre di lavoratori che non possono più contare su quel soggetto che riesce ad organizzarli e mobilitarli, sarebbero soli e indifesi.

La parte che più la spaventa di questo incarico e quale la rassicura di più?

Non è che mi spaventi, però certamente sento su di me la responsabilità di rappresentare diverse migliaia di iscritti a cui bisogna dare delle risposte, bisogna assicurare un sistema di tutele, per esempio garantire i rinnovi contrattuali oppure assicurare un lavoro il più possibile stabile che permetta di condurre una vita dignitosa. Mentre mi rassicura la forza di una Organizzazione Sindacale che innanzitutto è confederale, quindi non corporativa  che risponde solo ad interessi di parte, ma invece sviluppa una coscienza e un'azione più ampia, più solidale, più equa, inclusiva. e poi la moltitudine di militanti, di rappresentanti sindacali e di quadri dirigenti che quotidianamente sui posti di lavoro si battono proprio per far valere questi principi, per garantire i diritti, per assicurare maggiore salario e valorizzare la professionalità dei lavoratori.

Quali sono le prime battaglie sindacali di cui vi occuperete appena insediato?

Proprio in queste ultime settimane stiamo provando a chiudere a livello nazionale il contratto di lavoro della sanità privata fermo da oltre 12 anni ed è una priorità assoluta, noi siamo pronti a mobilitare le maestranze nel caso in cui anche in questa occasione dovesse interrompersi la trattativa, poi stiamo seguendo gli sviluppi per il rinnovo dei contratti pubblici, anche qui tutto dipenderà dalle risorse che il Governo intenderà mettere nella legge di stabilità, mentre altro tema su cui ci mobiliteremo e da subito riguarda l'innalzamento dei livelli occupazionali nella pubblica amministrazioni. Abbiamo Enti ed Aziende allo stremo, in alcuni casi non riescono più a garantire nemmeno i servizi minimi essenziali o i LEA nella sanità. Qui da noi la situazione è veramente emergenziale, siamo la regione e il territorio che in Italia vanta il peggior rapporto lavoratori/popolazione. Nelle Funzioni Locali, abbiamo in media 4 lavoratori su ogni mille abitanti, in altre parti di Italia si arriva anche a 7 ogni mille abitanti, quasi il doppio. E sappiamo che ci sono Comuni da noi che hanno un rapporto che si avvicina a 2,5 unità su mille abitanti. È chiaro che poi i cittadini si lamentano per servizi inefficienti oppure per i ritardi nella definizione di una istruttoria.  E con questo non voglio giustificare i lavoratori pubblici, ma basta scorrere i numeri per rendersene conto in che condizioni si lavora. Nella sanità la situazione è altrettanto critica ma anche negli altri comparti si soffre.

Quota 100 e criticità per chi rimane. Come si conciliano le varie esigenze?

Potrei rispondere con due parole ma preferisco articolare un ragionamento. Io quotidianamente mi reco sui posti di lavoro e conosco la situazione che si vive negli uffici, nei reparti, negli asili e incrocio molto spesso lavoratori stanchi che non sono più produttivi, che sono ormai fuori mercato e non per scelta loro oppure perché sono “fannulloni”, questa è un'altra leggenda metropolitana costruita ad arte, ma ne parleremo in altra occasione.. Le cause possono essere diverse. Andiamo a vedere a quanto ammontano le carenze di organico e l'età media dei lavoratori pubblici in servizio e subito si potrebbe comprendere perché stentiamo a ripartire. Sono pochi e anziani.  Secondo voi, a che serve mantenere in servizio un lavoratore o una lavoratrice che ha più di sessant'anni di età e 38 o 40 anni di servizio se poi stenta dinanzi ad un computer o comunque ad una apparecchiatura elettronica? Se gli chiedi il PIN, di inviare una PEC o di usare un applicativo vanno letteralmente nel panico. Secondo me è uno spreco mantenere in servizio lavoratori che quando hanno iniziato a studiare usavano ancora il calamaio e oggi siamo ai tempi di internet. A quei lavoratori bisognerebbe consentire da subito la fuoriuscita dal lavoro e il collocamento in quiescenza, con una pensione giusta ma dignitosa, mentre, e vengo alla risposta, come dice la CGIL ci vorrebbe un piano straordinario di nuove assunzioni nella pubblica amministrazione, perché questo consentirebbe non solo uno svecchiamento della forza lavoro ma anche una forte accelerazione nell'uso delle nuove tecnologie, pensate quanto giovamento ne avrebbe il Paese ma anche il sistema produttivo. Si taglierebbero i tempi delle istruttorie, si viaggerebbe in rete con una pubblica amministrazione orientata all'utente, con tempi di risposta quasi contestuali e senza recarsi presso gli uffici pubblici. È questo il futuro, ora sta a noi decidere se deve diventare subito presente oppure se bisognerà attendere ancora molto.

Come stanno governando M5s e Pd secondo lei?

Bella domanda, sinceramente credo che abbiano molto in comune ma forse non lo sanno ancora, anche qui stanno insieme per convenienza, se abbassassero i toni e non si guardassero in cagnesco, provando ad avere un po' di fiducia in più uno dell'altro, probabilmente potrebbe anche funzionare e poi ci sta l'incognita Renzi. Credo sia il vero problema di questo Governo.

Cosa si sentirebbe di dire ai tesserati Cgil? come sarà il loro futuro?

Ai tesserati della FP CGIL d Bari chiederei uno scatto d'orgoglio, chiederei di prendere sulle spalle anche l'altro, l'indifferente, e di invogliarlo a credere in un futuro migliore. La Pubblica amministrazione può essere il volano di sviluppo di cui ha bisogno il Paese. Dobbiamo crederci, dobbiamo uscire da questo stato di torpore e dobbiamo trovare le motivazioni per ripartire. Ci hanno massacrato negli ultimi anni, è vero, mettendoci gli uni contro gli altri, instillando l'odio e la paura dell'altro, questo ci ha impoverito e ci ha diviso, nel frattempo approvavano riforme capestro come il Jobs act o anche la riforma Fornero. Se ne può uscire, ne sono convinto, ma sta a noi ritrovare la forza di quei valori che ci hanno permesso di superare una condizione post bellica disastrosa e di farci diventare uno dei paesi più industrializzati al mondo. Una ragazzina in questi giorni sta dando una lezione al mondo sull'emergenza climatica, è solo una ragazzina eppure sta provando a smuovere le montagne. Perché noi tutti, insieme, non possiamo far invertire la rotta ad un Paese in declino? eppure abbiamo tutte le potenzialità per rilanciarlo. Se vogliamo il nostro bene e il bene dei nostri figli, allora è giunta loro di rimboccarsi le maniche.  Il futuro ce lo costruiamo noi, noi siamo i padroni del nostro destino, quindi volgiamo lo sguardo verso un mondo migliore iniziando a dare l'esempio quotidianamente aiutandoci l'un l'altro, solidalmente, dove il forte sostiene il debole.