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Minacce di licenziamento e intimidazioni

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

L’odissea dei lavoratori Ryanair

 

 

Agli assistenti di volo italiani di Ryanair è stata recapitata una lettera con la quale vengono invitati ad astenersi dalla settimana di agitazione sindacale prevista sotto Natale, a meno che non vogliano incorrere in sanzioni. Fra queste «la perdita di futuri aumenti in busta paga secondo l'accordo» oppure «trasferimenti o promozioni».

La lettera è siglata dal capo del personale Eddie Wilson ed è indirizzata a “All Italian based Cabin Crew": «Tutti i piloti di Ryanair e l'equipaggio di cabina che sono in servizio devono presentarsi regolarmente a lavoro. In caso l'equipaggio non fosse in turno per il regolare servizio potrebbe verificarsi la perdita degli aumenti in busta paga e nessun trasferimento o promozione all'interno della base». La lettera di Wilson si conclude con un «per favore continuate a lavorare secondo i vostri turni già previsti», conclude Wilson.

Le condizioni di lavoro dei dipendenti di Ryanair sono sotto osservazione: non si contano più le segnalazioni da parte del personale di volo, che accusano i vertici della compagnia, oltre che di contare al centesimo il carburante dei Boeing in uso, anche di fargli pagare acqua e cibo. La compagnia non ha mai confermato, né smentito queste dichiarazioni. Ma Michael O'Leary, fondatore e amministratore delegato della regina dei low cost, ha recentemente detto: «Mai i sindacati, è più probabile che ghiacci l'inferno».

Ma c’è ancora di peggio: secondo l’articolo 33 del contratto «Nel caso in cui vi sia un’interruzione del servizio a causa di controverse o scioperi, il rapporto di lavoro verrà interrotto».

In ogni caso, in Italia, licenziare un lavoratore che aderisce a uno sciopero è vietato: va contro i principi della nostra Costituzione. «È qualcosa di paradossale – commenta il professor Pasqualino Albi, giuslavorista e docente ordinario di Diritto del lavoro all’università di Pisa – e di discriminatorio. Credo che nessuno possa avere un’opinione diversa».

Ryanair continua a mettere in mostra il peggio di sé, anzi non c’è mai fine al peggio: dopo la caterva di voli cancellati qualche mese fa con metodi discutibili a svantaggio dei passeggeri, ora con atteggiamento minaccioso e anticostituzionale ‘invita’ i propri lavoratori a non prendere parte allo sciopero nazionale.

"Possiamo pensare a sanzioni economiche se Ryanair continuerà a intimidire i lavoratori che vogliono scioperare, diritto garantito dalla Costituzione. La compagnia stia in campana. E il Governo ha il potere di intervenire su contributi e assegnazione di licenze" Così il Presidente dell'Autorità di garanzia degli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli, ai microfoni di Radio Capital.

“Il limite della decenza e della sopportazione è stato abbondantemente superato. Crediamo che la Regione Puglia, che in questi anni ha versato alla compagnia irlandese, con leggerezza inaudita, oltre 15 milioni di euro all’anno per fantomatiche iniziative di promozione territoriale sul web, oltre alle note agevolazioni per operare negli scali pugliesi, debba tagliare i ponti e smetterla di concedere privilegi a chi calpesta indiscriminatamente i diritti dei lavoratori”. E' quanto denunciato dalla Segreteria regionale della Uil Puglia nel dopo lo scorso venerdì nero per il trasporto regionale.

“Riconoscere i diritti sindacali dei lavoratori non è una concessione. È il minimo sindacale e non basta”, ha commentato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda che ha “chiesto ai commissari di Alitalia di aprire una richiesta di informazioni su tutti i contributi che Ryanair prende dalle regioni”. “Se prende soldi pubblici deve rispettare le regole, altrimenti si comporta, come ho già detto, in modo indecente”.