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Home Legalità “AqP ormai si limita a gestire le emergenze", un documento della Uil Puglia

“AqP ormai si limita a gestire le emergenze", un documento della Uil Puglia

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Ufficio stampa

“Acquedotto Pugliese è ormai una barca alla deriva, che fa acqua da tutte le parti. Certo, è solo una battuta, ma a guardare la realtà dei fatti vien più da piangere che da ridere”.


Lo dichiara Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia.

“Ormai – spiega - la più grande azienda di gestione idrica d’Italia e d’Europa si limita ad assumere provvedimenti emergenziali per contrastare uno stato d’emergenza continuo e, del resto, inevitabile a fronte dell’incapacità conclamata e dell’immobilismo perenne della dirigenza dell’acquedotto. Non si fa in tempo ad esultare per la realizzazione del diaframma della galleria Pavoncelli bis, che ritornano alla ribalta questioni mai risolte come le enormi perdite e le inefficienze di invasi strategici il lago di Locone o il lago di Occhito, come la diga, peraltro mai completata, di Piano dei Limiti, senza dimenticare le dighe lucane del Petrosillo e di Montecutugno. E’ evidente l’assenza di una programmazione puntuale, alla quale si sostituisce la mera gestione delle criticità, con logiche ripercussioni sulla qualità del servizio, leggasi carenza cronica di acqua, e sul costo dello stesso, a danno dei poveri cittadini che per godere del bene pubblico per eccellenza sono costretti a pagare tanto in cambio di poco”.

“La celerità dei dirigenti di AqP nel centellinare le scarse risorse (idriche), tuttavia – continua Pugliese – non si dimostra tale quando di mezzo ci sono altri tipi di risorse (economiche) sotto le voci di assunzioni e consulenze varie. In tal caso non ci sono dighe che tengano nei confronti degli sprechi, ormai all’ordine del giorno, anzi la dirigenza dell’acquedotto è di manica particolarmente larga e che crepi pure l’avarizia: quattro manager da un milione ciascuno, consulenze per oltre due miliardi delle vecchie lire e, stando a quanto apprendiamo dalle dichiarazioni di un esponente del Consiglio Regionale, assunzioni di fontanieri fuori graduatoria. Chi più ne ha, più ne metta, insomma. Tanto paga pantalone. Risorse, queste, che potrebbero invece essere investite nell’adeguamento della rete idrica, per evitare disservizi da terzo mondo, indegni per una regione come la Puglia”.

“La Regione Puglia – conclude Pugliese – non può restare a guardare a lungo. Forse qualcuno dimentica che proprio la Regione è l’azionista unico di AqP, il più grande acquedotto d’Europa, generatore di utili enormi, che sarebbe ora di impegnare, finalmente, a favore dei pugliesi e non in inutili sprechi”.