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Home Legalità Il decreto Ape volontaria: Cgil, i lavoratori dovranno pagare

Il decreto Ape volontaria: Cgil, i lavoratori dovranno pagare

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Ufficio stampa CGIL

Ghiselli: "Non è affatto un anticipo pensionistico e non è ancora operativa".

 

Mancano ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario e assicurativo

Il premier Gentiloni ha firmato il Dpcm che introduce l'ape volontaria, ovvero l'anticipo pensionistico a cui si può accedere a patto di possedere alcuni requisiti, tra cui 63 anni di età e 20 anni di contributi e il diritto alla pensione di vecchiaia che deve maturare entro tre anni e sette mesi. Il provvedimento segue quello su ape social e precoci. Critico il giudizio della Cgil. Il segretario confederale, Roberto Ghiselli, ricorda che  “l'Ape volontaria non è un anticipo di pensione, contrariamente a quanto affermato dalla sottosegretaria alla Presidenza del consiglio Boschi, ed è tutt’altro che operativa”.

Ghiselli specifica infatti che si tratta di “un prestito bancario oneroso per i lavoratori, che dovrà essere restituito per intero con tanto di costi per interessi e garanzie assicurative”. “È bene inoltre ricordare - aggiunge il dirigente sindacale - che l'Ape volontaria è tutt'altro che operativa, mancando ancora la registrazione della Corte dei Conti, la pubblicazione, la circolare Inps e, soprattutto, le convenzioni con il sistema bancario ed assicurativo, con tutte le insidie che ciò può nascondere soprattutto in termini di tassi d'interesse da applicare a carico dei lavoratori”.

“Naturalmente - conclude il segretario confederale - saranno le singole persone a valutare se utilizzare o meno l'Ape, e la Cgil e il suo Patronato garantiranno a tutti le adeguate informazioni su questo strumento”.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per coprire  il rischio di morte prematura: in caso di decesso dell'interessato prima dell'intera restituzione del debito l'assicurazione versa alla banca il debito residuo. L'eventuale pensione ai superstiti viene corrisposta senza decurtazioni. Il prestito è erogato per un periodo minimo di sei mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia e prestito decorre entro 30 giorni lavorativi dal perfezionamento del contratto.

Tra gli altri requisiti, occorre avere un importo della futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito stesso, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'assicurazione generale obbligatoria. Infine, non bisogna essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità".

Fonte: Rassegna.it