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Pensioni, l’APE volontaria è legge

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Con un comunicato la presidenza del Consiglio ha reso noto che il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha firmato il Dpcm sull'Ape volontaria.

Il decreto riguarda l'Anticipo pensionistico (Ape) volontario, che consente a chi lo desidera di andare via prima dal lavoro dietro la concessione di un prestito.

Il testo originale del provvedimento è stato rivisto, raccogliendo diversi dei suggerimenti avanzati dal Consiglio di Stato.


Al momento della richiesta bisognerà avere almeno 63 anni di età, 3 anni e sette mesi di distanza massima dalla pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi.

La decorrenza è dal prossimo maggio e sarà retroattiva, quindi coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti.

Secondo le stime del governo la platea potenziale per l’Ape volontaria sarà di 300.000 persone nel 2017 e di 115.000 nel 2018.

Nel testo firmato questa mattina si legge che “coloro che hanno maturato i requisiti in una data compresa tra il primo maggio 2017 e la data di entrata in vigore del presente decreto possono richiedere, entro 6 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, la corresponsione di tutti i ratei arretrati maturati a decorrere dalla suddetta data di maturazione dei requisiti”.

Va ricordato che devono essere ancora sottoscritte le convenzioni con Abi e Ania relative, rispettivamente, al prestito erogato al futuro pensionato per finanziare l'anticipo e alla polizza che copre il caso morte, a fronte del decesso del pensionato prima di aver completato il rimborso del finanziamento (il piano di ammortamento è di 20 anni, con possibilità di restituzione anticipata).

Chi vorrà usufruire dell'anticipo pensionistico volontario pagherà una rata sulla pensione netta futura da un minimo del 2% fino al 5-5,5% medio annuo, ma il
valore netto sarà inferiore grazie al credito d'imposta previsto in legge di bilancio (che può arrivare fino al 50% dell'interesse sul finanziamento e sul premio). L'obiettivo sarebbe arrivare a un Taeg pari al 3,2 per cento.

Una volta chiesta la certificazione della pensione futura all'Inps il lavoratore avrà informazioni su banche e assicurazioni aderenti all'iniziativa e sottoscriverà online la proposta e la quantità prescelta di Ape.

La somma d'anticipo viene erogato in rate mensili mentre all'eta' di vecchiaia l'Inps eroghera' la pensione al netto della rata di ammortamento inclusiva di restituzione del capitale, interessi e assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito l'assicurazione paga il debito residuo e l'eventuale reversibilita' viene corrisposta senza decurtazioni. Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale.

L'ammontare massimo comunque della quota mensile di Ape ottenibile deve
essere tale da determinare una rata che, sommata ad eventuali altre rate per prestiti già contratti, non può risultare superiore al 30% dell'importo mensile del trattamento pensionistico, al netto di eventuali rate per debiti erariali e di eventuali assegni divorziali.

Se durante il periodo nel quali si percepisce l'Ape volontaria aumentano i requisiti per l'accesso alla pensione (per esempio per l’adeguamento all’aspettativa di vita) si potrà chiedere un finanziamento supplementare (con
conseguente aumento della rata di ammortamento), per evitare che ci sia un periodo (tra la fine dell'erogazione dell'Ape e il momento nel quale si andrà in pensione) senza nessuna entrata per il lavoratore.

L'uscita dal lavoro con l'Ape volontaria, infatti, non dà diritto all'accesso alla pensione con i requisiti vigenti
in quel momento.


Il prestito viene erogato in rate mensili mentre all'età di vecchiaia l'Inps erogherà la pensione al netto della rata di ammortamento inclusiva di restituzione del capitale, interessi e assicurazione. Se il pensionato muore prima di aver finito di restituire il prestito l'assicurazione paga il debito residuo e l’eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Dopo 20 anni dal pensionamento si completa la restituzione e la pensione torna al livello normale.

Tutto questo mentre a gennaio scatterà l'unificazione dell'età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne con l'aumento di un anno per le dipendenti private e il passaggio a 66 anni e sette mesi.

L'età per l'accesso alla pensione di vecchiaia sarà la più alta in Europa e il divario si accrescerà nei prossimi anni con l'adeguamento dell'età di vecchiaia all'aspettativa di vita e il passaggio atteso a 67 anni nel 2019. In Germania è previsto il passaggio a 67 anni per l'uscita nel 2030, in Francia dopo il 2022 e nel Regno Unito nel 2028.

Nel 2018 aumenterà anche l'età di accesso alla pensione di vecchiaia delle lavoratrici autonome (adesso fissata a 66 anni e un mese) mentre quella delle dipendenti pubbliche, come quella dei lavoratori uomini resterà fissata a 66 anni e sette mesi in attesa dell'incremento legato alla speranza di vita previsto per il 2019. Nella gran parte dei paesi europei l'età per la pensione di vecchiaia è fissata intorno ai 65 anni con aumenti verso i 67 anni dopo il 2020 (in Danimarca nel 2022, in Spagna nel 2027, in Croazia nel 2038, in Austria 65 anni per le donne nel 2033).