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Home Legalità Uil Puglia: “Il ricorso presentato da Natuzzi contro il reintegro del tribunale per il lavoratore licenziato ci lascia basiti”

Uil Puglia: “Il ricorso presentato da Natuzzi contro il reintegro del tribunale per il lavoratore licenziato ci lascia basiti”

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Ufficio stampa

“Il ricorso presentato da Natuzzi contro l’ordinanza del tribunale del lavoro, che lo scorso 9 giugno aveva reintegrato un lavoratore licenziato dall’azienda, aprendo un clamoroso precedente favorevole a chi in questi anni ha subìto la schizofrenica gestione aziendale, non ci sorprende affatto, ma ci lascia basiti. Sarebbe il caso che le istituzioni, a ogni livello, intervenissero per chiarire una questione che non può e non deve essere lasciata nelle mani dei giudici”.


Aldo Pugliese, Segretario generale della UIL di Puglia e Salvatore Bevilacqua, Segretario generale della Feneal UIL di Puglia, ricordano come esista “un accordo di programma che ha permesso a Natuzzi di incassare un bel po’ di milioni pubblici a condizione di ricollocare al lavoro tutti i dipendenti dell’azienda, attraverso il rientro sul territorio pugliese delle tante attività delocalizzate all’estero nel corso degli ultimi anni, nonché creando nuove strategie industriali e imprenditoriali. Il che, ad oggi, non è ancora avvenuto o è stato realizzato solo in parte, portando anche il Consiglio Regionale della Puglia a esprimersi, all’unanimità, a favore dell’annullamento dell’accordo di programma in questione”.

“Certo, sarebbe auspicabile un ripensamento, da parte di Natuzzi sul ricorso giudiziario – proseguono Pugliese e Bavilacqua – ma conoscendo la testardaggine dell’azienda, ci permettiamo di essere pessimisti in tal senso. Ecco perché riteniamo quantomeno opportuno un intervento da parte del Governo nazionale e di quello regionale, che hanno sottoscritto e definito l’accordo di programma con Natuzzi, affinché gli impegni presi sulla carta vengano rispettati senza deroghe e senza ulteriori perdite tempo ma, soprattutto, senza che il conto dei continui dietrofront aziendali siano pagati sempre e comunque dai lavoratori, che non si possono permettere di guardare al futuro con serenità, ingabbiati da anni dalle scelte scellerate di chi, non più di qualche mese fa, si definiva “imprenditore con il piglio del buon padre di famiglia”. Consentire a Natuzzi di continuare con un simile atteggiamento cocciuto, del muro contro muro, mediato esclusivamente da ricorsi e controricorsi in tribunale, significherebbe non solo mettere a repentaglio tanti posti di lavoro, ma perdere la faccia e la credibilità istituzionale, di questi tempi già di per sé messa a dura prova”.