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Home Legalità Resto al Sud, da 50 a 200 mila euro per i giovani del meridione

Resto al Sud, da 50 a 200 mila euro per i giovani del meridione

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

La nuova misura economica ideata si chiama ‘Resto al Sud’ e introduce incentivi fino a 50mila euro per i giovani italiani del meridione che sognano di aprire un’impresa.

Ma per alcuni si potrebbe parlare di ‘Ritorno al Sud’ perché il decreto, approvato dal Governo per il rilancio del Mezzogiorno, ha due obiettivi principali: dare una possibilità di lavoro ai giovani del Sud Italia disoccupati e far tornare quelli che si sono trasferiti all’estero per cercare fortuna, il tutto a supporto anche dell’economia del Paese. Subito dopo l’estate - scrive il Sole 24 Ore -, se il Governo rispetterà i tempi, chi ha meno di 35 anni e ha un progetto imprenditoriale nel cassetto potrà bussare a Invitalia per chiedere un aiuto per coprire le spese per avviare la propria azienda, i 50mila euro possono diventare 200mila in caso di più soci.


Dopo lo sblocco nei giorni scorsi delle risorse fino al 2019 da parte del Cipe ed a seguito dell’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto per il rilancio del Mezzogiorno e  il Governo ha ora un mese per approvare il decreto attuativo, adesso è compito del Ministero della Coesione territoriale in concertazione con Mise e Mef ,  rendere note le modalità per accedere a questo incentivo chiamato volutamente  “Resto al Sud”. La misura se procederà per il verso giusto  diventerà operativa già dal prossimo settembre.

L'agevolazione riguarda tutte le iniziative imprenditoriali legate all'artigianato, all'industria, al turismo, alla pesca e ai servizi (restano escluse professioni e commercio). L'obiettivo che ci si propone, è di raggiungere una platea di almeno cento mila possibili nuovi imprenditori.

I fondi messi a disposizione fin’ora ammontano a 1,25 miliardi di euro fino al 2025 dal Fondo sviluppo e coesione, di cui una prima parte sono stati già sbloccati dal Cipe nella riunione del 7 agosto scorso.

Per quanto riguarda la tipologia di beneficiari, i requisiti  fin ora noti prevedono che i soggetti debbano avere meno di 35 anni, non risultare già titolari di attività di impresa in esercizio alla data di entrata in vigore del decreto legge (vale a dire alla data del 21 giugno scorso), non devono risultare fino al rimborso del finanziamento titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato presso un altro soggetto, ed infine devono avere la residenza in una delle 8 Regioni coinvolte nel progetto entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda.

L’iniziativa mira anche a far rientrare in Italia i meridionali residenti all’estero, i quali possono accedere ai benefici se entro 120 giorni dall’accoglimento della domanda ricollocando la residenza in una regione tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Sono previste, inoltre, azioni di accompagnamento da parte di enti pubblici, Università e associazioni del terzo settore.

La gestione delle domande sarà affidata ad Invitalia, che dovrà valutare – sempre secondo quanto affermato dal Sole 24 ore -  la sostenibilità tecnico-economica del progetto e rispondere entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda da parte del neo imprenditore under 35, che non disponga di mezzi propri per avviare un'attività.

La dote economica offerta arriva fino a 50mila euro, ma che some già anticipato possono arrivare fino a duecento mila euro in caso di più soci che propongo la domanda.

Per quanto riguarda il rimborso delle somme, i giovani imprenditori del Sud che presenteranno domanda di accesso al fondo gestito da Invitalia potranno beneficiare di un finanziamento strutturato in maniera tale che il 35% verrà erogato come finanziamento a fondo perduto, mentre il restante 65% verrà erogato come prestito a tasso zero da restituire in 8 anni.

A tal proposito Invitalia dovrà anche stipulare una convenzione con l'Abi – l'associazione bancaria italiana - per garantire le condizioni di concessione dei mutui.

Come per le precedenti misure di stampo simile resta in ogni caso l’incognita di cosa avverrà di queste nuove imprese una volta terminati i contributi elargiti dalle finanze pubbliche.