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Home Legalità Libretto famiglia e PrestO, dal 10 luglio in funzione i nuovi voucher

Libretto famiglia e PrestO, dal 10 luglio in funzione i nuovi voucher

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di SAVINO ALBERTO RUCCI

Saranno online sulla piattaforma dell'Inps dal prossimo 10 luglio i nuovi voucher per il lavoro accessorio.

Entro venerdì prossimo, lo stesso istituto di previdenza pubblicherà la circolare con le istruzioni operative. Certamente l'implementazione del nuovo sistema richiede la messa a regime di una piattaforma informatica da parte dell'Inps. La "vecchia" disciplina dei voucher lavoro relativa al Jobs Act, si ricorda, è stata abrogata a marzo, adesso sono in vigore le norme previste dal decreto 50/2017, cosiddetta Manovrina.

Venuti meno i vecchi buoni cartacei da 10 euro lordi, da un lato le famiglie e le micro-imprese useranno il cosiddetto "libretto famiglia" con i voucher elettronici da 10 euro netti per la retribuzione di piccoli lavori domestici (dall'assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane alla manutenzione o al giardinaggio). Al datore di lavoro i buoni costeranno 12 euro considerato che i contributi per un'ora pagata 10 euro sono pari a 1,65 euro alla gestione separata Inps e 0,25 euro all'Inail. Il limite quindi è che non si può pagare un'ora di lavoro meno di 10 euro.

Per le aziende arriva invece PrestO ossia un contratto di prestazione occasionale in cui la retribuzione minima oraria è di 9 euro netti, che al datore di lavoro costeranno 12,37 euro (cuneo contributivo al 36,5%, di cui il 33 alla gestione separata Inps e il 3,5% all'Inail).

Le nuove regole stabiliscono per le famiglie il limite di 5mila euro annui per ciascun lavoratore, di cui 2mila 500 possono arrivare dallo stesso datore di lavoro. Lo stesso tetto è previsto per le imprese che quindi possono pagare retribuzione da lavoro accessorio fino a un massimo di 5mila euro annui.

I voucher potranno essere acquistati online tramite la piattaforma telematica gestita dall'Inps. Tramite la stessa piattaforma i datori di lavoro (escluse le famiglie) dovranno effettuare una comunicazione (simile a quella che già era stata messa a punto per i vecchi voucher) prima di ogni utilizzo, in modo da garantire la tracciabilità dei buoni lavoro e prevenire gli abusi.

Nelle intenzioni del Legislatore l'acquisto online consentirà di evitare un ricorso irregolare al lavoro occasionale, con buoni utilizzati dai datori di lavoro solo in caso di controllo o l'indicazione di ore di lavoro inferiori a quelle effettuate o con l'impiego di un lavoratore occasionale notificato come da procedura e poi cancellato nonostante il fatto che la prestazione fosse stata regolarmente svolta.

Tale nuova comunicazione da parte dei committenti, professionisti e imprese, dovrà essere effettuata obbligatoriamente prima che la prestazione sia resa rese; aziende e professionisti inoltre effettueranno i pagamenti all’Inps, utilizzando il modello F24, senza, però, poter compensare eventuali crediti contributivi o fiscali. Tale adempimento, non è proprio una novità visto che già i vecchi buoni lavoro ne prevedevano l’obbligatorietà e quindi la preventiva registrazione sul sito dell’Inps.

A differenza del passato, la vecchia disciplina del Dlgs 81/2015 prevedeva però l’acquisto dei voucher sia per via telematica che presso le tabaccherie, banche etc.

Ora con la nuova normativa voucher Inpd PrestO, invece, il pagamento del compenso spettante al prestatore è effettuato direttamente dall’Inps entro il 15 del mese successivo, mediante accredito sul conto corrente bancario o tramite bonifico bancario domiciliato pagabile presso gli uffici postali (con oneri a carico del prestatore).

Provvedimenti differenti riguardano il lavoro agricolo: il lavoro occasionale in questo settore riguarderà pensionati di vecchiaia e invalidità, giovani con meno di 25 anni regolarmente iscritti a un ciclo di studi scolastico o universitario, disoccupati, percettori di prestazioni integrative del reddito da lavoro, Rei (Reddito di inclusione) o altre prestazioni di sostegno del reddito, fermo restando che il lavoratore non deve essere stato iscritto l'anno prima negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli.