Il SudEst

Saturday
Feb 29th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Inchiesta Inchiesta Vittima o carnefice?

Vittima o carnefice?

Email Stampa PDF

di ROSSELLA PERA

 

Vittima o carnefice? Questo è l'interrogativo che regna sovrano nel dibattimento del processo contro Dominic Ongwen,

aperto lo scorso 6 dicembre presso la Corte penale internazionale (CPI).

Chi è Ongwen? Un ex comandante dell'Armata della Resistenza del Signore (LRA), accusato di “crimini contro l'umanità” e di “crimini di guerra”, commessi tra il 2002 e il 2005 nel nord dell'Uganda.

Fin dai primi minuti del processo, l'ex miliziano si è dichiarato non colpevole, dichiarando di essere egli stesso una vittima contro cui l'LRA ha commesso atrocità.

Dominic Ongwen è stato rapito nel 1988 dagli uomini di Joseph Kony, il capo dei ribelli del LRA, nella casa dei suoi genitori.

All'ultimo minuto, gli avvocati della difesa,  hanno cercato di rinviare del caso, sostenendo che il loro cliente non era in grado di seguire il processo, soprattutto perchè incapace di comprendere le accuse mosse contro di lui. Detta  richiesta è stata prontamente respinta dai giudici, evidentemente riluttanti a lasciare cadere le accuse e determinati nel proseguire il dibattimento.

Sono ben settanta le accuse mosse dal pubblico ministero, e vanno dall'omicidio alla tortura, dall'attacco contro civili inermi, all'arruolamento forzato di bambini sotto i 15 anni di età, dallo stupro alla gravidanza forzata.

Una volta comprese le accuse, Ongwen ha dichiarato alla corte: “E' l'LRA che ha ucciso, che ha rapito i bambini nel nord dell'Uganda, che ha commesso atrocità, e di cui Joseph Kony è il leader indiscusso”.

Fondata alla fine del 1980 da Joseph Kony, la Resistenza del Signore, è un movimento terroristico che ha voluto imporre nel nord dell'Uganda un regime basato sui Dieci Comandamenti biblici, puntualmente disattesi uno per uno. Nel giugno del 2005, dopo l'apertura di un'indagine su richiesta del governo ugandese, la  Corte penale internazionale ha emesso mandati di cattura contro cinque leader della “milizia sanguinante”, tra cui è ovviamente presente il suo fondatore e tutt'oggi leader, Joseph Kony.

In trenta anni di combattimenti, prima nel nord dell'Uganda e, dopo il fallimento dei colloqui di pace, nel sud del Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), l'LRA avrebbe ucciso più di 100 000 persone e catturato almeno 30 000 bambini.

Durante il dibattimento di martedì, non sono mancati attimi di distensione, soprattutto dopo le dichiarazione del procuratore Fatou Bensouda, il quale, in apertura ha dichiarato che Dominic Ongwen è stato un carnefice, ma anche una vittima: “Ongwen, come centinaia di altri bambini, ha infatti subito il “nonnismo” e le “angherie” violente dell'LRA. E' comprensibile provare orrore e repulsione nei confronti degli atti che l'imputato a commesso ma, allo stesso tempo, non si può non provare pena e una sorta di comprensione per la sua vicenda”.

Il pubblico ministero, però,  non si è lasciato commuovere e ha ribattuto prontamente ricordando che, in sede di processo, non si deve affrontare la questione della “bontà o malizia”, non è rilevante stabilire se in passato l'imputato sia stato anch'egli vittima; il punto è che, a differenza di altri commilitoni, quando si è presentata l'occasione di allontanarsi, Ongwen ha preferito rimanere nel gruppo e seguitare a compiere crimini.

Rapito all'età di soli 10 anni, Ongwen ha rapidamente scalato i livelli gerarchici, sino a divenire comandante di una brigata di circa 300 uomini: la “Sinia Brigata”, famosa per l'attacco a quattro campi di sfollati, durante il quale sono stati effettuati video che riprendono bambini sventrati, tagliati a metà o bruciati vivi. Nel corso degli attacchi, la milizia, si è caratterizzata per l'operazione di pulizia totale di tutti i non membri dell'LRA, capitanata ovviamente da Ongwen.

Nei soli anni 2002, 2003 e 2004, l'esercito ugandese ha identificato 712 attacchi del gruppo terroristico.

Nel corso del processo si sono susseguite le deposizione delle “mogli” degli uomini imputati e di due ex braccio destro di Ongwen.

Come abbiamo detto, l'ex miliziano è accusato anche di stupro e di gravidanza forzata. Le regole dell'LRA sono abbastanza restrittive: è vietato il sesso al di fuori del matrimonio; pertanto i combattenti sono ricompensati con una o più mogli, rapite durante le operazioni. Bambine di 10, 12 , 15 anni, vengono sposate con la forza e successivamente violentate. Una delle sette mogli Ongwen, rapita all'età di sette anni, è stata costretta a trasportare pesantissimi sacchi di sale nella boscaglia, per oltre un mese ed è stata violentata all'età di soli 10 anni. La bambina, dopo essere stata picchiata per oltre una settimana con bastoni di bambù, ha dovuto cedere e acconsentire al matrimonio con Ongwen. Attraverso il test di paternità, il pm è riuscito ad identificare dodici bambini nati dallo stupro.

Il processo si prefigura ancora molto lungo e doloroso. Sappiamo con certezza dell'esistenza di molti rappresentanti delle oltre 4.000 vittime, che verranno chiamati a prendere parola davanti ai giudici, nel mese di gennaio.