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Orban il folle

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di ROSSELLA PERA

Il presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz,

le ha provate tutte lo scorso martedì per evitare di trasformare la Plenaria del Parlamento a Strasburgo, in un dibattito sull'Ungheria.

Alla plenaria infatti, con grande sorpresa per molti, era invitato anche il primo ministro magiaro Viktor Orban. A prendere la parola sulla scia delle dichiarazioni pervenute da Budapest nelle ultime settimane, sono stati in primo luogo i rappresentanti del Consiglio europeo, seguiti dalla Commissione e dagli eurodeputati.

Orban ha affermato di considerare alcune novità da apportare nel suo paese, tra queste è presente anche la reintroduzione della pena di morte. Il presidente ungherese ha anche annunciato una consultazione pubblica che prevede un questionario sulla politica europea dell'immigrazione. Inutile ricordare che l'abolizione della pena capitale è una condizione imprescindibile per l'adesione all'Unione europea. Un paese non può mettere in discussione quanto previsto dall'articolo 7 della legge UE, senza rischiare qualche sanzione.

Misuriamo ora la complessità della situazione, in particolare per i rappresentanti della destra europea, costretti a condannare ma anche a difendere il governo di Budapest.

Non dobbiamo stigmatizzare un solo paese, la situazione in Ungheria mostra infatti come dobbiamo sviluppare dispositivi per proteggere al meglio le libertà fondamentali dello Stato di diritto” ha commentato Esteban Gonzalez Pons, spagnolo membro del PPE.

Come temuto dalla sinistra e dai centristi della Camera, le risposte di Orban alle osservazioni critiche sono state feroci e hanno goduto del sostegno emotivo dei Conservatori europei. “Noi siamo contro i trattati europei che vogliono impedirci il dibattito interno in Ungheria; siamo noi che vogliamo dettare i nostri diritti” ha affermato il premier difendendosi poi su ogni punto d'attacco.

A proposito della consultazione annunciata in materia di immigrazione Orban ha dichiarato “Non abbiamo abbastanza lavoro per coloro che cercano una vita migliore e una casa. Se altri paesi vogliono accoglierli il problema è loro, mica mio. Vogliamo imporre la nostra politica perchè la proposta della Commissione europea sulle quote di immigrati è folle!

Anche intorno alla questione pena capitale Orban dice la sua: “ Non è certo scritto sulla pietra che la pena di morte sia un male, possiamo discuterne, i trattati non sono comandamenti divini. Noi siamo per la libertà e ci batteremo per la libertà più importante di tutte, quella di pensiero... Non sono assolutamente soddisfatto dell'immagine che l'Europa da del mio paese

Dal canto loro socialisti e liberali ribattono con veemenza “Non sono assolutamente felice della presenza del signor Orban tra di noi, non sono minimamente orgoglioso dell'immagine che questo individuo dà del mio paese; non siamo una patria di xenofobi, il governo cerca di recuperare i voti dell'estrema destra al fine di contrastare la diminuzione del numero dei suoi sostenitori. L'UE non può avallare questo genere di politica. Quella che ci illustra Orban non è l'Ungheria ma il suo vergognoso governo” asserisce pieno di risentimento e dispiacere Peter Niedermuller, ungherese e membro del partito socialdemocratico MSZP.

Simile è l'opinione del liberale belga Louis Michel che accusa Orban di “allenare il paese ad una deriva autocratica; le sue osservazioni sulla pena di morte e il questionario in materia di immigrazione sono in netto contrasto con lo spirito e l'intento dei trattati europei. Siamo alla criminalizzazione del migrante, alla glorificazione della pena di morte. E' una pratica pericolosa che va bruciando i nostri valori per fini autoritari, si allenano le persone alla storia futura..

Sempre dal gruppo liberale alza la voce Cecilia Wikstrom : “Il grande scrittore ungherese Sandor Marai, se oggi fosse vivo, si vergognerebbe della vostra politica e soprattutto della vostra censura”. “Venite qui a sfruttare il Parlamento per inviare messaggi alla vostra cittadinanza e al vostro elettorato; messaggi che stanno a significare “L'Europa ci critica, l'Europa critica l'Ungheria e le sue scelte” ma non avete capito che non sono gli ungheresi ad essere criticati, ma voi e il vostro feroce governo” è la rabbiosa risposta di Gabriele Zimmer, membro del Gruppo della sinistra radicale europea.

Cercando di rispondere a tutti gli attacchi Orban ha criticato “coloro che in aula sporcano il mio paese. Tra cui anche gli eurodeputati ungheresi. Mi rallegro che molti abbiano letto Sandor Marai e sono lieto che abbiamo animato il dibattito sulla pena di morte e sull'immigrazione” conclude con una piroetta.

Nonostante la platealità l'ultima parola è stata dell'On. Shulz che, avendo avuto cura di dar nuovamente diritto di parola a tutti i gruppi dirigenti politici conclude la seduta che, tuttavia è stata tenuta in scacco dal primo ministro magiaro per oltre due ore, e al quale va il vergognoso merito di essere riuscito nell'intento di dividere ancora una volta la sinistra europea e la destra.